ArtePrimo PianoWho Stares – An Unexpected Amazement: una mostra immersiva presso la galleria d’arte ArtSharing lab&gallery

Martina Scavone Martina Scavone29 Febbraio 2020
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Pittura, digital art e installazione: tutto questo è An Unexpected Amazement, la mostra curata da Penelope Filacchione che dal 22 febbraio al 7 marzo 2020 verrà ospitata all’interno della galleria ArtSharing di Roma con il patrocinio del Comune di Fondi. Il giovane duo “Who Stares art”, composto da Luca Angioi (classe 1993) e Sara Conte (classe 1996), guida i visitatori attraverso uno scenario onirico: un bosco incantato, con alberi dalle foglie dorate, popolato da creature misteriose, dallo sguardo criptico.

Who Stares art, An Unexpected Amazement, l’opera che dà il titolo alla mostra

Le loro creazioni sono frutto delle rispettive tecniche esecutive: fotografia, digital art e mix media nel caso di Luca, pittura contaminata da suggestioni che spaziano dall’arte classica alla grafica Liberty, dal Surrealismo alla Street Art nel caso di Sara. Nonostante la diversità di linguaggio, le opere d’arte da loro realizzate sono perfettamente unitarie, quasi come se fossero il prodotto di un’unica mente creativa, a testimonianza della complicità presente fra i due autori, legati sentimentalmente oltre che artisticamente. Sono loro stessi a spiegare che «al contrario di quanto si potrebbe pensare, nessuno dei due cerca di sovrapporsi o di prevaricare sull’altro, tanto che alcune opere sono delle vere e proprie collaborazioni, attribuibili ad entrambi in egual misura». Luca e Sara si ritengono «figli del ready-made e dell’artigianato»: provenendo da famiglie umili ed essendo cresciuti in una piccola città quale Fondi, tramite l’arte tentano di trasmettere questo loro modo di essere, senza orpelli o artifici. La loro collezione li rispecchia anche in questo, infatti è espressione di innumerevoli emozioni provate sin dalla nascita del duo “Who Stares art”. A loro spetta il merito di essere riusciti a tradurre tali suggestioni in uno stile figurativo che coinvolge e affascina, facendo leva su metafore, simboli e contaminazioni dalla cultura orientale. Sara ha origini thailandesi e sia lei che Luca hanno trascorso diverso tempo in Oriente, il che gli ha consentito di maturare questo personalissimo stile, immediatamente percepibile nel concept della mostra, a partire dall’”opera-manifesto”: Human Being.

Who Stares art, Human Being, 200×200 cm

Trattasi di un’installazione partecipativa ispirata, per l’appunto, ad un’antica tradizione orientale in cui le statue sacre venivano ricoperte di foglie d’oro dai fedeli, prima della preghiera, in segno di fede e gratitudine. Tramite quest’opera, come in un tempio buddhista, il pubblico viene invitato a depositare una foglia d’edera dorata sulla superficie, che rappresenta per metà un cuore e per metà un cervello. Nel compiere tale gesto, gli artisti esortano i visitatori ad esprimere un desiderio, lasciandosi persuadere dalla speranza di vederlo realizzato, dalla certezza della possibilità. Penelope Filacchione sottolinea quanto ottimismo trasudi da tale installazione, inteso nel senso della «libertà di donare pensieri, desideri, del trasformare partendo dalla carta per poi giungere all’oro». Infatti, per creare le oltre duemila foglie d’edera, gli autori hanno eseguito degli stampi su cartoncini dorati, per poi provvedere a ritagliarle una ad una; pertanto è evidente come la ritualità venga emanata, oltre che dall’opera in sé, anche dal gesto stesso della creazione, ripetuto come una vera forma di meditazione, il mantra creativo alla base del progetto. Un’altra curiosità è che l’installazione sparirà, infatti si tratta di carta e di tessuto disegnato con gesso bianco: questo è un valore aggiunto, precisa la curatrice, la quale sottolinea altresì come l’aspetto della non permanenza sia tipico della street art, un linguaggio per nulla distante da “Who Stares art”. Peraltro, nell’intento di evocare l’illusione di un bosco stilizzato, la galleria è stata allestita con ulteriori foglie dorate avvolte sui corrimani delle ringhiere, che di tanto in tanto si staccano e cadono, come una pioggia di foglie. La caducità di queste ultime, insieme ai profumi e ai suoni evocati durante la serata inaugurale, immergeva il visitatore in un mondo fatato, dove tutto sembrava possibile. Ogni cosa è collegata, infatti la presenza dell’oro – afferma Sara Conte – è un’ispirazione al Liberty, ma lo hanno scelto anche per rendere metaforicamente ricco il materiale più povero.

Who Stares art, Peccato originale, 40x40cm

An Unexpected Amazement è un’esclusiva, poiché tale esposizione non era mai stata realizzata prima. Penelope Filacchione ha accolto con entusiasmo questo giovane duo, decidendo di investire su di loro fornendogli uno spazio ed il giusto supporto. La “compartecipazione” è infatti uno dei valori sui quali ArtSharing si fonda, dunque si comprende facilmente l’importanza correlata alla presenza di un’installazione partecipativa a opera di questi due talentuosi artisti emergenti che, afferma la curatrice, «appartengono a quel gruppo di giovani pittori definiti “Nuovi Realisti” o “nuovi pittori della realtà”, una generazione di under 30 che è ritornata su una pittura molto figurativa ma profondamente simbolica: neo-gotica nelle forme e neo-surrealista nei contenuti, ricca di significati e legata alla street art, anche quando lavorano sul digitale o su formati piccoli». Di tali nuove generazioni apprezza inoltre «la libertà nel passare da una tecnica all’altra, dando così forma e voce a un’arte svincolata da categorie».

Penelope Filacchione conobbe Sara Conte nel 2017 quando, in occasione del MArteLive, arrivò finalista nella sezione Pittura. Tuttavia, come duo artistico, Luca e Sara hanno iniziato nel 2017, in seguito alla partecipazione ad un artist in Residence a Dachau (Monaco di Baviera) e da allora hanno già collezionato una serie di interessanti riconoscimenti. Il loro nome si traduce letteralmente come “L’arte di chi osserva”, a indicare una specifica capacità e sensibilità di percepire il mondo, che emerge in maniera cristallina dalle opere frutto di reciproca collaborazione. In un’era contraddistinta da una tale inflazione di nomi noti e affermati, “Who Stares art” è una doccia di freschezza e novità, avvolgente e affascinante. Se vi è venuta la voglia di immergervi nel bosco delle meraviglie creato da Penelope, Sara e Luca non esitate a visitare la mostra e prima di andarvene non dimenticate di depositare la vostra, personalissima, foglia d’oro. Cuore o cervello: a voi la scelta.

La locandina dell’evento

 

WhoStares – An Unexpected Amazement
ArtSharing lab&gallery
Via Giulio Tarra, 64 00151 Roma
22 febbraio – 07 marzo 2020
Da martedì a venerdì ore 16.00-20.00. Sabato e domenica 10.30-13.00 / 16.00-20.00
https://www.artsharingroma.it/artisti/98-who-stares

Martina Scavone

Martina Scavone

Nata a Roma, classe ‘93. Si è laureata all’Università di Roma Tor Vergata: triennale in Beni Culturali e magistrale in Storia dell’Arte. Attualmente è iscritta a un Master e lavora come traduttrice freelance. Ama leggere, viaggiare e l’arte in tutte le sue sfaccettature.