LetteraturaPrimo PianoLa leggenda dell’Ebreo Errante nella tradizione europea e in quella americana

Beatrice D'Angelo10 Novembre 2019
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Nella letteratura incontriamo il misterioso personaggio dell’Ebreo Errante in un romanzo gotico del 1820 dello scrittore irlandese Robert Maturin, intitolato Melmoth the Wanderer. È un romanzo composto da varie storie, che assieme permettono di ricostruire la vita di Melmoth. In questo caso Melmoth è un essere immortale e tentatore, nonché portatore di sventura. L’Ebreo Errante è però un personaggio che vive tra storia e leggenda già da molti secoli. Le prime testimonianze su di lui risalgono al XIII secolo e raccontano di un ebreo che offese Gesù mentre questi portava sulle spalle la Croce su cui sarebbe stato crocifisso. In seguito sono innumerevoli i racconti che lo accomunano anche a Giuda Iscariota, colui che tradì Cristo e lo vendette per trenta denari.

Più in generale, si tratta quindi di un personaggio che è immortale non per premio, ma come punizione per aver peccato gravemente contro Dio (o, dipendendo dalla leggenda, anche contro la Vergine Maria o contro Gesù). Egli è destinato a vagare per il mondo senza riposo, fino al giorno del giudizio universale. Una storia ci racconta di Ahasuerus, un ebreo che si prese gioco di Cristo mentre questi trasportava sulle spalle la Croce e si era fermato un attimo per riposare. L’ebreo gli diede una spinta per farlo continuare a camminare e Gesù gli disse: «Io tra poco riposerò, ma tu non lo farai fino al giorno del Giudizio». Da quel momento l’ebreo non ebbe più pace e non invecchiò più. Partecipò a ogni guerra con la speranza di perire, ma il suo desiderio non venne mai ascoltato e ancora oggi vaga aspettando il giorno del giudizio.

Una delle numerose testimonianze italiane invece rimanda al personaggio di Giuda, che dopo aver ricevuto la ricompensa per aver tradito Gesù si impiccò a un albero di Tamarindo, ma la sua anima non venne accettata nemmeno dall’Inferno, destinata a vagare fino alla fine dei tempi. Per ritornare al giorno della Crocifissione, molti identificano l’ebreo errante con Malchus, ossia l’ebreo che colpì la Madonna mentre lei piangeva ai piedi della Croce (ma anche l’ebreo a capo di coloro che arrestarono Gesù per poi crocifiggerlo). Un’altra leggenda italiana molto interessante è quella di Buttadeu, ossia colui che non può sedersi perché Dio lo ha condannato a non riposarsi mai, ed è quindi costretto a vagare per l’eternità. Altre storie giungono dalla Germania, dalla Svizzera e dall’Inghilterra, e sono tutte molto simili a quelle sopra citate.

I racconti su questo personaggio non si fermano però al Vecchio Continente. Nella modernità vi sono stati infatti molti fantomatici avvistamenti di questo misterioso figuro, in particolare negli Usa. Un esempio è l’episodio avvenuto a New York nel 1957: in questo caso, un uomo con una lunga barba e un turbante si mise a leggere alla folla da un piccolo libro scritto in ebraico, affermando di essere l’Ebreo Errante. Gli venne fatto un vero e proprio interrogatorio da un Rabbino, ed egli mostrò una perfetta conoscenza non solo dell’ebraico ma anche dell’arabo, del fenicio e del sanscrito. Quando il Rabbino lo invitò a casa sua, l’uomo però rispose che non poteva, in quanto era stato condannato da Colui che era stato crocifisso sul Calvario, e per questo era costretto a vagare per l’eternità senza fermarsi.

Spesso questi raccontiche hanno il retrogusto della leggenda, ci giungono grazie alla trasmissione orale popolare e a delle presunte testimonianze dirette. Capita di trovare, infatti, delle storie in cui il personaggio dell’Ebreo Errante parla direttamente con il protagonista raccontando la sua storia, che può variare per quanto riguarda l’identità concreta del personaggio ma mantiene alcuni tratti caratteristici, quali il peccato contro Dio o contro un Santo e l’immortalità come punizione.

Beatrice D'Angelo

Nata a Messina, laureata in Lingue e Letterature Straniere, attualmente sta studiando per conseguire il titolo magistrale. Ama la musica, la storia, il buon cibo e la buona compagnia. Le piace catturare paesaggi con la sua macchina fotografica. Sfrutta ogni occasione per imparare qualcosa di nuovo e per viaggiare, soprattutto in treno.