Il ritratto, lungo i secoli della sua storia, ha mantenuto costante la perpetuazione e l’estensione dell’individuo nella società, rappresentando non soltanto il soggetto nelle sue fattezze realistiche o immaginarie, ma il carattere, le relazioni, gli ideali, i sentimenti e le evoluzioni di un’epoca, rapportandosi ad una cultura di appartenenza, traducendo in lineamenti e sguardi l’habitus mentale di una collettività.
Nel ritratto confluiscono punti di vista e individualità personali che rivolgono lo sguardo allo spettatore, coinvolgendo anch’egli in un rapporto di reciprocità e interscambio, al contempo unico e collettivo, virtuale eppure percepibile come realtà effettiva: visione e prospettiva degli uni si uniscono all’altro, costruendo collettività partendo da un soggetto singolo.
L’artista Vincenzo Marsiglia con il suo progetto crea una galleria di ritratti digitali, pubblicati sulle piattaforme social, generando un senso di comunità che oltrepassa e annulla ogni distanza spaziale. L’esposizione di un’espressione del sé viene collocata in un territorio reale, ma intangibile, dove lo spazio è assente, portando consapevolezza e conoscenza di un legame comune percepibile nella realtà virtuale così come nella realtà concreta.
Nei colori e nelle stelle l’artista rielabora, grazie all’utilizzo dell’applicazione Interactive Star App, i selfie di una collettività artistica, culturale, medica, scientifica, professionale, familiare, formando un atlante stellare, una galassia di costellazioni, che si muovono in ritmiche forme grafiche, in simboli iconici che connettono le espressioni e le volontà, le speranze e le azioni di un mondo provato, ma non vinto dalla pandemia.
Da territorio di esaltazione personale, il ritratto si evidenzia come testimonianza di un percorso corale, un caleidoscopico alternarsi di volti che si ritrovano, si scoprono e si rincontrano nell’arte, nella volontà di vita e di rinnovamento in un legame cromatico e astrale. Nel cronotopo dei ritratti, nati nel contesto pandemico, si traduce un’azione che avvicina e congiunge i protagonisti di un momento complesso, incerto, che ha sconvolto certezze, equilibri, quotidianità, affetti, prospettive.
Sublimando lo stato d’animo di ognuno, l’artista trasforma ogni effigiato in compartecipe, testimone e soggetto di un’opera d’arte visiva che ripensa la realtà a partire da se stessa, dai suoi artefici, interpreti, dalle proprie diverse e sfaccettate identità.
Vincenzo Marsiglia interviene in una dimensione del visibile che riunisce in un concerto d’insieme sguardi e sorrisi, amore per l’arte e volontà di sopravvivere, impegno e speranze, affinità e legami in grado di attivare processi rigenerativi.
Nota biografica:
Vincenzo Marsiglia nasce nel 1972 a Belvedere Marittimo (CS). I primi approcci all’arte risalgono agli anni di studio, inizialmente a Imperia presso l’Istituto Statale d’Arte, poi all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, dove consegue la laurea in Pittura. Ha iniziato poi a esporre a metà degli Anni ’90, partecipando a mostre presso gallerie, fiere e musei in Italia e all’estero.
Le sue opere si sviluppano partendo da una stella a quattro punte che diventa nel tempo il suo carattere distintivo, vero e proprio “logo” dell’artista. La composizione delle opere diventa quasi un’operazione ossessiva che genera elementi in cui questo simbolo si unisce al tessuto, al feltro, alle paillettes e alla ceramica, in un gioco il cui ritmo e la forma, rigorosi ed equilibrati, rimandano alla lezione dei maestri dell’astrattismo e del minimalismo.
Nell’ultima serie di lavori l’artista ricorre, invece, a strumenti tecnologici che si uniscono alla pittoricità segnica caratteristica della precedente fase di ricerca. Si ritrova in questi lavori tanto una contemporaneità legata ai nuovi strumenti di comunicazione, ormai abituali nella quotidianità, quanto il desiderio di non far sopraggiungere un oggetto concreto, finito e determinato, ma un’opera mutevole e transitoria che, proprio con l’interazione del pubblico, trova il suo compimento nel processo di relazione e mutazione che porta, anche, a una riduzione della distanza tra l’oggetto artistico e il suo fruitore.

Nicoletta Provenzano
Nata a Roma, storica dell’arte e curatrice. Affascinata dalle ricerche multidisciplinari e dal dialogo creativo con gli artisti, ha scritto e curato cataloghi e mostre, in collaborazione con professionisti del settore nell’ambito dell’arte contemporanea, del connubio arte-impresa e arte-scienza.