Domenica 15 settembre, alle ore 19:00, a Casa Sponge si apre Una questione di sguardi, personale di Beatrice Meoni con Sue Kenninghton e Phillippa Peckham, a cura di Milena Becci. L’esposizione è la terza mostra della stagione di Casa Sponge, Una goccia di splendore, e chiude la tre giorni del Progetto Traffic – Festival delle anime gentili. La mostra è un percorso visivo iniziato un anno fa tra le colline e i verdeggianti prati tra Pergola e Montesecco, per la residenza curata da Angelo Bellobono e Giovanni Gaggia.
Beatrice Meoni offre al pubblico il proprio sguardo: occhi che incontrano luoghi, incrociano sguardi, catturano le fresche e serene tonalità della vita di un piccolo borgo che si apre alla sconfinata luce di una vallata, assaporando la dolcezza e l’intimità di amichevoli doni e la familiarità di una condivisione spontanea e sincera. Immagini preziose che si fanno racconto, si animano in colori delicati e armoniosi che si stagliano sulle pareti delle abitazioni, dialogando con gli abitanti e i fruitori.
Riportiamo qui di seguito le parole dell’artista che introducono nel suo cammino in questi luoghi di dimora, di condivisione, di poesia:
«Nell’ottobre del 2018 sono stata invitata a Casa Sponge per una breve residenza curata da Angelo Bellobono e Giovanni Gaggia sul tema del paesaggio. Nella giornata dedicata alla pratica della pittura en plein air avevo scelto di dipingere accanto alla finestra di una casetta verde, forse un ripostiglio per attrezzi, ai margini di Montesecco, un piccolo borgo affacciato su un’ampia valle. La vicinanza della casa e alcuni arbusti racchiudevano la vista a quell’orizzonte aperto che gli altri pittori avevano scelto di ritrarre, lasciando che il mio sguardo non si smarrisse. Durante il lavoro, uno dei pochi abitanti del paese portò da bere una bottiglia del suo vino a quel gruppo variegato di pittori e dopo averci rifocillato ritornò sui suoi passi. Il senso dell’ospitalità.
Quanto scegliere di lavorare accanto a un piccolo capanno ha a che fare con la mia visione di quel paesaggio antropizzato? Quanto quell’uomo che porta da bere incide su quella visione e dove mi conduce? Cosa vediamo del paesaggio che ci circonda? Alcune di queste domande sono state l’inizio del nuovo lavoro sul paesaggio a Casa Sponge nel prossimo settembre. La stretta connessione tra la pratica della pittura e la sua fruizione dalle pareti di casa, mi spinge a esplorare le relazioni con gli abitanti di quel territorio. Cosa vediamo e quanto guardiamo dalle nostre finestre. Come cambia, se cambia, il nostro sentire vivendo per un po’ di tempo con un dipinto che ci parla del paesaggio che ci circonda, e cosa succede all’opera che viene accolta, a discrezione dei proprietari, nelle case di un piccolo borgo di pochi abitanti immerso nel paesaggio marchigiano?
Quando sono arrivata a Montesecco sono stata accompagnata alla casa di Anna, lei non c’era, ma mi aveva lasciato le chiavi per poter dipingere il paesaggio dalle sue finestre. Quella sera, uscendo dalla sua casa, ho incontrato Maria che tornava dall’orto e mi ha mostrato i belvedere di Montesecco, ma io guardavo il suo orto, le galline del suo pollaio. Risalendo verso la piazza ho incontrato Marina, mi sono fermata sotto il suo balcone con l’ombrellone aperto per non far prendere troppo sole ai fiori, ho fotografato la cassetta di patate che aveva sulla soglia, così ho incontrato Ivana e i vasi di piante rigogliose di fronte a casa che avrei dipinto il giorno dopo. Poi Delfina con il suo cane, in un pomeriggio caldo sulla panchina di fronte alla chiesa e ancora Valentino che mi ha lasciato qualche fico appena colto. A Montesecco le piccole cose raccontano, nella calura dell’estate, anche i suoi belvedere. Cos’è il paesaggio, quale la visione? Una questione di sguardi»
Una questione di sguardi è la prima mostra che esce dalle mura di Casa Sponge, coinvolgendo nel processo alcune abitazioni di Montesecco. La mostra sarà visitabile fino al 10 novembre a Casa Sponge su prenotazione, nelle altre dimore a discrezione degli abitanti.
Nota biografica:
Beatrice Meoni (Firenze, 1960).
Dopo la laurea in Letterature straniere, si forma attraverso i lavori con compagnie teatrali e scenografi di rilievo, affiancando fin dall’inizio il lavoro di pittrice di scena a quello di progettista per la poesia, per la prosa e per la danza. Negli ultimi anni si dedica principalmente alla pittura e all’indagine e sperimentazione sulle possibilità linguistiche della pratica pittorica. Nel 2012 inizia la sua collaborazione con la galleria Cardelli & Fontana di Sarzana.

Nicoletta Provenzano
Nata a Roma, storica dell’arte e curatrice. Affascinata dalle ricerche multidisciplinari e dal dialogo creativo con gli artisti, ha scritto e curato cataloghi e mostre, in collaborazione con professionisti del settore nell’ambito dell’arte contemporanea, del connubio arte-impresa e arte-scienza.