ArtePrimo PianoCreazioni di luce: la terza edizione di “Luminaria” fa risplendere Oriolo Romano

Nicoletta Provenzano5 Gennaio 2021
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Lungo le strade larghe e diritte di Oriolo Romano, fondata nel 1562 da Giorgio III Santacroce e pianificata secondo gli ideali e i principi tardorinascimentali, la terza edizione di Luminaria – Un discorso luminoso, progetto promosso da Arci Viterbo/Cantieri d’Arte, a cura di Marco Trulli, si apre alla cittadina nell’incontro con l’identità di forme, architetture e quotidianità, dispiegandosi nel tessuto urbano.

Pasquale Altieri, Welcome, ph. Claudio Sanfilippo, Luminaria – Un discorso luminoso, III edizione

L’arte disegna di luce la città, coinvolgendo il fruitore in nuove percezioni dello spazio, in nuovi dialoghi e narrazioni urbane, attivando una conversazione visiva con la popolazione, attraverso le installazioni luminose degli artisti Pasquale Altieri, Massimo De Giovanni, Agnese Spolverini, Chiara Tommasi, Samuele Vesuvio, Paul Wiedmer.

Tra letteratura, linguaggio segnico e parole iridescenti, le opere si collocano nel buio della notte, nella vita cittadina incerta e rallentata dalla complessità del tempo che viviamo, imprimendosi agli sguardi con scritti ispirativi, puntiformi forme astrali, sinuose sculture o geometrici moduli abitativi, sospesi tra le preesistenti architetture storiche, relazionandosi con la città in un’espressione visiva, culturale e poetica estesa, suddivisa nei reticoli cittadini.

Massimo de Giovanni, Orione, ph. Chiara Ernandes, Luminaria – Un discorso luminoso, III edizione

La volta notturna si rispecchia nelle finestra delle case, mutate in spicchi di firmamento come nell’opera Orione di Massimo De Giovanni, dove una delle più luminose e imponenti costellazioni che caratterizzano il cielo invernale, si staglia a guida del rinnovarsi della vita con il suo bagaglio mitico che percorre la sfera celeste da un milione di anni.

Massimo De Giovanni, Nido, ph. Chiara Ernandes, Luminaria – Un discorso luminoso, III edizione

Dalla materia gassosa al mondo isolato e protetto della crisalide, nell’opera Nido di De Giovanni l’intreccio intricato, ma sottile, di un involucro luminoso è tempo e spazio di incubazione che nello stadio intermedio della metamorfosi conduce a un cambiamento morfologico fondamentale.

Pasquale Altieri, E quindi…, ph. Chiara Ernandes, Luminaria – Un discorso luminoso, III edizione

Pasquale Altieri, nella citazione di Dante Alighieri E quindi uscimmo a riveder le stelle, accesa nei toni di un blu squillante, sollecita lo sguardo verso uno dei versi più noti dell’intera Divina Commedia in un messaggio metaforico che omaggia il Sommo Poeta nel settecentesimo anniversario della morte, dialogando tra letteratura antica e volontà di elevare lo sguardo oltre la sfera del visibile, nel tentativo di superare il passaggio lungo, travagliato, malvagio che stiamo attraversando.

Chiara Tommasi, Luce nuova, ph. Claudio Sanfilippo, Un discorso luminoso, Luminaria III edizione

Nell’opera Luce nuova di Chiara Tommasi un perimetro luminoso si accende nel contorno degli indumenti appesi ad asciugare. Nella quotidianità di un gesto semplice, le luci seguono gli andamenti degli abiti posti all’esterno: questi ultimi, spogliati di una contiguità di complessione, sono disposti come tendaggi ritmici, che esaltano la scritta «Start, Acceleration, Finish» stampata sulla t-shirt al centro dell’opera.

L’8 gennaio il progetto Luminaria si concluderà con l’azione artistica performativa di Agnese Spolverini, Buio (microazioni in due atti). Nella prima parte dell’azione i fruitori saranno invitati a compiere una ritualità catartica e propiziatoria, foriera di un passaggio necessario, seppure violento, nell’anno nuovo. L’azione, consistente nello spegnimento delle luci disposte lungo la piazza cittadina tramite l’uso di un martello, mette in connubio il desiderio, da esprimersi prima del gesto, con la distruzione, in una ambivalenza tra cancellazione e poetica creativa, teatralità e formula cerimoniale. Nella seconda parte del lavoro, la piazza – ormai buia – volgerà i termini dall’accezione ostile in un passaggio dal gesto alla parola, nell’ascolto di una breve lettura.

Il progetto, realizzato con il sostegno del Consiglio Regionale del Lazio e con il patrocinio del Comune di Oriolo Romano e la collaborazione della Pro Loco, vedrà il suo evento finale l’8 gennaio, con visite guidate dedicate lungo il percorso cittadino; le installazioni luminose saranno invece visibili lungo le strade del paese fino al 10 gennaio.

Nicoletta Provenzano

Nata a Roma, storica dell’arte e curatrice. Affascinata dalle ricerche multidisciplinari e dal dialogo creativo con gli artisti, ha scritto e curato cataloghi e mostre, in collaborazione con professionisti del settore nell’ambito dell’arte contemporanea, del connubio arte-impresa e arte-scienza.