ArtePrimo Piano“Tell Me More”: Sabina Mirri e Verde Edrev in mostra alla Galleria Alessandra Bonomo

Nicoletta Provenzano Nicoletta Provenzano20 Ottobre 2020
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Inaugurata il 14 ottobre presso la Galleria Alessandra Bonomo, l’esposizione Tell me more unisce le riflessioni iniziate nella mostra Gonna be a cult character di Sabina Mirri con la poetica della giovane artista Verde Edrev, invitata a esporre negli spazi della galleria e all’interno dell’opera Studiolo di Sabina Mirri: installazione, modulo architettonico, spazio scultoreo, scultura abitabile che rappresenta la fedele riproduzione in scala dello studiolo di San Girolamo di Antonello da Messina.

Luogo di concentrazione e contemplazione, di pensiero e raccoglimento intellettuale, lo Studiolo diviene spazio di dialogo, un dispositivo che muta accogliendo al suo interno nuove opere caratterizzandosi come vera e propria officina e al contempo dispositivo atto alla fruizione di opere di altri artisti.

L’esposizione, ripensata nell’incontro tra le due artiste, si rinnova nella prospettiva dialogica delle loro poetiche, nelle stratificazioni di carte veline semitrasparenti, raffinate e sottili, dei papier collé di Sabina Mirri, nella definizione di cromie che si giustappongono delicatamente, costruendo l’opera in gradazioni tonali e velature successive, negli acrilici di Verde Edrev.

Tell Me More, Galleria Alessandra Bonomo, 2020

Il rapporto tra luci e ombre è centrale per entrambi i percorsi artistici, pur nelle differenze di linguaggio, nette e marcate, che contribuiscono a rendere compiuto e cadenzato il percorso espositivo. I nuovi collage di Sabina Mirri, in ritagli di carte e sagome, richiamano una matrice concettuale e organizzativa dal carattere pittorico che si costruisce dal contorno, a cui si aggiungono, per sedimentazione successiva, equilibrate formazioni cromatiche che preservano i propri confini circoscritti, pur suggerendo una dimensione luministica per gradazioni coloristiche. Dissoluzioni, fascinazioni e mordaci attualità percorrono lo spazio iconico dell’artista, in elementi ricorrenti sempre alla ricerca di un contrappunto visivo, di un processo ossimorico o ironico che costituisce un gioco riflessivo.

Nelle ultime opere esposte in galleria la vasca dell’ospedale psichiatrico di Arles, in cui Van Gogh veniva immerso per le sue quotidiane terapie,  ci introduce in un tema tragico che l’artista intraprende in collisione con la delicata e vivace colorazione, un tributo e un racconto che viaggia nell’intensità ricercata con febbrile ed entusiastica brama dall’artista olandese che si accompagna agli agguati della schizofrenia e trova echi di  fanciullesca speranza e di limpidissime fantasticherie giocose.

Sabina Mirri, La vasca di Van Gogh, papier collé, particolare, Tell Me More, Galleria Alessandra Bonomo, 2020

Da un vasto e – per la maggior parte – spontaneo materiale fotografico, Verde Edrev preleva dettagli, combinazioni, gesti e unioni di corpi che rielabora e compone su tela, in procedimento pittorico rigoroso e meditativo, partendo dalla colorazione di fondo, intesa come essenza e spirito dell’opera che si delinea.

Nell’opera Look At Me, ospitata nello Studiolo, la negazione della visione nei gesti che occludono e inducono alla vista è sconfessata ulteriormente dal cortocircuito verbale che incentiva lo sguardo alla riflessione sull’affermazione di un’antitesi.

Verde Edrev, Look At Me, acrilico su tela, Tell Me More, Galleria Alessandra Bonomo, 2020

La nudità, svincolata da caratteri voyeuristici o provocatori, attiva una riflessione conoscitiva che si origina nell’autenticità sensoriale epidermica che accomuna ogni essere umano, principio primo di conoscenza, esperienza del mondo e del rapporto con il sé.

Nella connessione visiva di immagine e parola, l’unità e la reciprocità di ogni singolo comportano una pacificazione che si concretizza nell’abbraccio, nella prossimità corporea, nel gioco dei sensi e della spiritualità cromatica.

Nicoletta Provenzano

Nicoletta Provenzano

Nata a Roma, storica dell’arte e curatrice. Affascinata dalle ricerche multidisciplinari e dal dialogo creativo con gli artisti, ha scritto e curato cataloghi e mostre, in collaborazione con professionisti del settore nell’ambito dell’arte contemporanea, del connubio arte-impresa e arte-scienza.