La produzione letteraria di Thomas Stearns Eliot raggiunse l’apogeo con il poema che più di tutti rifletté la profonda crisi interiore del poeta: The Waste Land (1922). Come sostenuto da Mary Hutchinson, scrittrice del Bloomsbury Group, attivo a Londra nei primi decenni del Novecento, questa poesia costituiva l’essenza della “Tom’s autobiography” e il poeta sembra accogliere con entusiasmo questo parere, affermando: «It was […] the relief of a personal and wholly insignificant grouse against life;...