HomeTagrecensione cinema Archivi - La Citta Immaginaria

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2021/06/jjj-1.jpg

L’anima del Novecento si è cristallizzata sulla pellicola, sulla quale si sono impresse le vite delle persone. Sul valore del cinema come documento storico, gli studiosi sembrano oramai concordare. Se si vuole interpretare il ventesimo secolo, bisogna certamente ricordare la funzione esercitata dalle immagini, di ogni tipo, comprese quelle cinematografiche. Secondo Lenin il cinema è il treno della rivoluzione; Mussolini la pensa allo stesso modo, e lo considera l’arma più forte. Hitler, salito al potere,...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2020/11/w4tgw44ye4ye4y.jpg

«Ringraziamo Iddio, noi attori, che abbiamo il privilegio di poter continuare i nostri giochi d’infanzia fino alla morte, che nel teatro si replica tutte le sere». Con queste parole avrebbe inaugurato la sua carriera di attore, il Maestro per eccellenza, il prestigiatore del linguaggio, l’artista del gioco comico: Luigi Proietti, in arte Gigi (o meglio “Giggi”, con due g). Nato a Roma, il 2 novembre del 1940 da una famiglia dabbene. Dopo il diploma classico presso “L’Augusto” di Roma, si iscrive al...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2020/05/scscascac.jpg

Nonostante ci sia già una vittima, gli abitanti di Amity frequentano ancora liberamente le spiagge. Il capo della polizia Martin Brody è sul chi va là, estremamente teso, e scruta con sospetto la superficie di quell’oceano che non ha mai amato particolarmente. Il mare significa ignoto e ignoto può voler dire pericolo. I bagnanti però si divertono, e pur nella generale sospensione della scena, per alcuni minuti non accade nulla di rilevante. Poi la macchina...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2020/04/dsvddvdsvf.jpg

Vincent Hanna è un detective della polizia di Los Angeles mentre Neil McCauley è un rapinatore. Due uomini di mezz’età. Due professionisti. Anime solitarie che sanno fare solo quello che fanno. A interpretarli due mostri sacri del cinema: Al Pacino e Robert De Niro. Per la prima volta insieme nella stessa scena, dopo i crediti condivisi ne Il padrino – Parte II (1974) di Francis Ford Coppola, in Heat – La sfida (1995) di Michael...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2020/04/scdcvsvsvs.jpg

È abbastanza evidente come Il gladiatore (2000) di Ridley Scott sia invecchiato meglio delle critiche alle sue incongruenze storiche. Ben inteso, nel film ci sono davvero abnormi errori di ricostruzione e non poche licenze poetiche. Ma è anche vero che nel suo complesso l’operazione funziona proprio perché nelle logiche interne alla narrazione tutto torna perfettamente. E forse un tale risultato non si sarebbe potuto ottenere se ci si fosse riferiti a caotici e frammentari fatti...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2020/04/fefewfewg.jpg

Dopo la parentesi più metodica del noir Chinatown (1974), ne L’inquilino del terzo piano (Le Locataire, 1976) – riadattato dal romanzo di Roland Topor Le Locataire chimérique – Roman Polański, con il supporto di Gérard Brach, torna a mettere al centro del suo interesse la psiche umana. Il terzo capitolo della cosiddetta “Trilogia dell’appartamento” prevede, infatti, ancora una personalità instabile intrappolata in una gabbia casalinga, in balìa delle vessazioni degli altri. Condomini, in questo caso;...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2019/06/sgrsgrw.jpg

Il segreto del fu Marion Robert Morrison, nato in Iowa nel 1907, sta tutto qui: nella capacità straordinaria che la sua immagine aveva di rappresentare il granitico senso di giustizia tipicamente americano. I suoi eroi della frontiera (che non è stata solo quella del vecchio West) rispondevano a leggi che andavano oltre le regole della società moderna e anzi le precedevano, connesse com’erano all’arcaicità dell'”occhio per occhio” biblico: un uomo che ammazza l’amico o il...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2019/05/afs-1280x700.jpg

Ciò che l’immagine unisce, non può essere separato nemmeno dal fato. Ma le fotografie che mostrano insieme Julien e Florence nel finale dell’opera prima di Louis Malle, quel ricordo cui la donna si aggrappa con tutta se stessa, sembrano cadere nell’oblio ancor prima dei titoli di coda. Solamente il cinema non dimentica. Ascensore per il patibolo (1958) adatta con rigore formale e notevole arguzia l’omonimo romanzo di genere di Noël Calef (pubblicato nel 1956) e...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2020/02/casfewfewfew.jpg

«Ma, allora io le potrei dire, anche col rispetto per l’autorità, che anche soltanto le due cose come vicesindaco, capisce?». Chi non conosce la supercazzola? Esiste persino una pagina Facebook intitolata al conte Mascetti, dove ogni pretesto è buono per innescare la formula e farsi due risate. 45 anni fa, esattamente il 24 ottobre 1975, usciva Amici miei di Mario Monicelli, ed è come se fosse accaduto il mese scorso. I cult hanno questo destino:...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2020/02/efewfewfeww.jpg

La camera si muove circolarmente in una stanza buia, mostrando stralci di giacigli occupati da un’infinità di persone. C’è chi dorme e chi fa sesso, ognuno addossato all’altro, in un ammasso indistinto di corpi. Una ragazzina dai capelli lunghi e gli stivali gialli esce a riempire dei secchi d’acqua come ogni mattina, dando inizio a un nuovo giorno. Un giorno identico ai precedenti e ai successivi, perché in Brutti, sporchi e cattivi di Ettore Scola...