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La «bliss of solitude» («beatitudine della solitudine») è ciò che William Wordsworth delinea nel componimento poetico noto come I Wandered Lonely as a Cloud (Vagavo in solitudine come una nuvola) o, semplicemente, Daffodils (Narcisi o Giunchiglie). Queste due possibili denominazioni del brano inquadrano tutto il contesto lirico in cui il poeta compose questi versi: il vagare mette in luce la tipica figura del Wanderer romantico, assorto tra le sue meditazioni e alla ricerca di ciò che...

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«Morire / è un’arte, come ogni altra cosa. / E io lo faccio magnificamente».   Questi versi di Lady Lazarus rappresentano un triste progetto, un piano architettato nei dettagli da parte di chi ha sempre considerato la morte un appuntamento imperdibile, troppo prezioso per non essere pensato, ragionato, pianificato. L’11 febbraio del 1963 tutto questo venne messo in atto: questa arte ragionata, che è il morire, trovò la propria rappresentazione in un appartamento di Fitzroy...

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«I love your verses with all my heart, dear Miss Barrett». Queste furono le parole che nel 1845 Robert Browning scrisse alla donna che l’anno successivo sarebbe divenuta sua moglie: Elizabeth Barrett, nota poi come Elizabeth Barrett Browning, aveva fatto innamorare coi suoi versi il padre del monologo drammatico. Già dagli anni precedenti poetessa affermata grazie alla pubblicazione di The Seraphim and Other Poems (1838) – dramma in versi in cui due angeli conversano su...

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Le parole oggi non bastano. In una delle ultime sue raccolte poetiche (La traversata dell’oasi. Poesie d’amore 1998-2001) è ciò che Maria Luisa Spaziani sentenzia nel titolo di una delle poesie: tutte le parole esistenti sono già state utilizzate, al poeta non resta altro che servirsi di «un prevedibile dejà vu»:   Non chiedermi parole oggi non bastano. Stanno nei dizionari: sia pure imprevedibili nei loro incastri, sono consunte voci. È sempre un prevedibile dejà...

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Addormentarsi nella vita sembra essere stato il desiderio più grande di un poeta sempre vissuto all’ombra; crogiolandosi nell’atmosfera adamantina di versi illuminati e illuminanti, Sandro Penna ha composto liriche evanescenti, vaporose, eppur gravate dal peso di sublimi riflessioni. Perugino di origine, Penna nacque all’inizio del secolo scorso e trascorse gran parte della sua vita nella Capitale. La sua adolescenza fu colma di letture che fecero in lui germogliare i versi della tradizione: Leopardi, D’Annunzio, Ungaretti,...

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«Che cosa è l’uomo? dove cerchi i suoi segni? è il barometro, l’architettura barocca, il fazzoletto: non c’era il pane, nemmeno, una volta, né i tarocchi, né i fotoromanzi, né il letto»   Con questi versi di Ballata dell’automa si riassume una delle tecniche più utilizzate nella poesia di Edoardo Sanguineti, romanziere, poeta e critico letterario genovese scomparso dieci anni fa. Nell’assemblage, questo il nome dell’espediente lirico impiegato, degli oggetti, o anche solo dei segni...

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«Vivere è percorrere il mondo / attraversando ponti di fumo». La vita per Juan Rodolfo Wilcock si riassume in questi due versi. La fugacità dell’esistenza umana è sempre percepibile nei suoi scritti, in cui si mischiano visioni eteree di sogno e descrizioni di luoghi comuni e umani, quasi dolorosamente umani: «Che l’uomo si dimeni follemente o rimanga seduto in una poltrona, il risultato sarà alla fine sempre lo stesso: la sua vita sembrerà un sogno,...

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La Ballata del carcere di Reading (The Ballad of Reading Gaol), di C.3.3. L’attribuzione di questa ballata è l’identità che Oscar Wilde assunse durante il suo periodo di detenzione presso la prigione di Reading, città del Berkshire, a sud-est dell’Inghilterra. In questo carcere i detenuti non erano più uomini con un nome, ma venivano riconosciuti tramite sigle formate da lettere e numeri indicanti la cella nella quale i prigionieri scontavano la loro pena: Wilde si...

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L’Ottocento è stato il secolo della riscoperta delle origini. Basti pensare alla grande opera di raccolta che i folcloristi hanno svolto nei vari paesi europei, alla ricerca di leggende e storie che andassero a ricostruire il ponte che ci lega al passato. Si è cercato di dare nuova voce all’anonimato di quei testi che per secoli hanno mantenuto il loro corso sotto la superficie della nostra civiltà, la quale – così come le radici degli...

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Tra le sale del British Museum si erge la magnificenza di una scultura soprannominata Giovane Memnone, eretta in memoria del faraone Ramses II. Venne acquisito dal museo londinese nel 1821, ma parte del monumento era già giunta nel 1818 a Deptford. Questo soprannome fu attribuito alla statua a partire da “Memnonuanum”, il nome greco del Ramesseum, il tempio funerario di Ramses II a Tebe. L’arrivo di questa maestosa opera d’arte a Londra venne anticipata dalla...