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Michel Pastoureau apriva Il piccolo libro dei colori (2005) notando come «a forza di averli sott’occhio, si finisce per non vederli più. Insomma, non li si prende sul serio». In effetti è vero: spesso non ci si sofferma sul perché di alcune scelte cromatiche nella letteratura, nel linguaggio comune o nel marketing. Probabilmente in pochi si sono chiesti perché Flaubert veste di blu Madame Bovary o sanno che le imprese (e non solo) difendono strenuamente...