Parlare di Cesare Pavese significa raccontare l’America. Non l’America reale, della metà del Novecento, ma un’America presunta, trasognata, elaborata attraverso la letteratura. Perché questo grande scrittore, letterato, traduttore, quella sua cara America non l’aveva mai vista, se non tra le pagine dei libri. Le ragioni di quest’amore possono essere innumerevoli, ma tra tutte una può essere considerata determinante: Pavese sente il bisogno di un processo inverso a quello che si era verificato nel 1492, una sorta...