ArtePrimo PianoTaccuini Romani. Vedute di Diego Angeli – Visioni di Simona Filippini

Nicoletta Provenzano Nicoletta Provenzano1 Novembre 2019
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La mostra Taccuini Romani. Vedute di Diego Angeli. Visioni di Simona Filippini raccoglie gli scorci e gli sguardi di una Roma in bilico fra fili d’erba e asfalto, tra città e natura, nelle luci dipinte e negli attimi catturati dalla pittura di Diego Angeli e dalla polaroid di Simona Filippini.

Piccole miniature incastonano il tempo in cui Roma ha vissuto e vive la sua natura ibrida, proteiforme: le sue evoluzioni diacroniche sono narrate in componimenti e panorami minuti, appunti di un viaggio temporale e paesaggistico che incede attraverso secoli.

Diego Angeli, Senza titolo, 1886-1936, olio su carta, mm 70 x 117, courtesy Museo di Roma in Trastevere

La Roma fin de siècle si inoltra in campagne aperte, in prati verdi attraversati da soffi di giallo e d’arancio nelle pitture su carta, cartone e legno di Angeli. Giornalista, scrittore, poeta, pittore, romanziere, critico d’arte, della Roma a cavallo tra i due secoli narra quello spirito raffinato, la brillantezza critica, il carattere sfuggente, la sua essenza enigmatica.

Il suo sguardo riporta le impressioni di un territorio avvolto in un’atmosfera sospesa, in una luce decadente, impressa in pennellate a volte terse e a volte velate di tonalità opache, permeabili al vero, autentiche nella loro statica permanenza malinconica e sincere nella loro fuggevole spensieratezza.

 

Diego Angeli, Rovine dei Gordiani fuori Porta Maggiore, 1897 (?), olio su carta, mm 86 x 129, courtesy Museo di Roma in Trastevere

Il cielo di Roma è una piccola striscia, dal colore intorpidito, che non si impone, ma si cala sul paesaggio e sulla città integrandosi: natura e vestigia antiche, sempre in bilico sulla loro preminenza storica, si scambiano i colori, così come si contendono gli anni, mantenendo viva la diatriba sui rispettivi primati in questo spaccato di mondo, sovrapponendosi nella supremazia dei territori.

Diego Angeli, Via della Travicella (S. Sebastiano), 1934, olio su cartone, mm 92 x 153, courtesy Museo di Roma in Trastevere

Le passeggiate di Diego Angeli sono 76 vedute in formato di cartolina, per la maggior parte dedicate a Roma, ma anche ai territori sabini, a Firenze e Parigi. Il nucleo è stato acquisito dal Museo di Roma in Trastevere tra il 1991 e il 1992, ed esposto per la prima volta in questa mostra, mettendolo a confronto con le immagini fotografiche di Simona Filippini, facenti parte del suo progetto “Rome LOVE”, iniziato nel 1993.

Simona Filippini, Polaroid RomeLOVE, Via Mamiani, 2010, ©SimonaFilippini

Le immagini della Filippini sono piccoli istanti rubati alla tirannia di un’epoca frenetica, intollerante alla pazienza, impietosa con l’attesa; eppure, la città si fa scoprire nei suoi colori acidi, nei suoi percorsi convergenti e contraddittori tra storia e futuro, nella vita che si impone nelle sue prospettive e punti di vista molteplici, nei bagliori e nelle trame.

Simona Filippini, Stazione Termini, 2013, ©Simona Filippini

Simona Filippini fissa con la polaroid Roma e le sue periferie, riflettendo soggetti e colori in consonanza o per contrappasso con i piccoli dipinti ad olio, privati e amatoriali, di Angeli. Quadri e fotografie si scambiano sguardi di intesa in un dialogo cromatico che indugia sui luoghi non battuti, nascosti al fasto e ai percorsi turistici canonici, sui significati e i tracciati di una identità di città, senza mai rivelarli completamente, senza che il racconto sia mai monosemico.

Simona Filippini, Villa Gordiani, 2018, ©Simona Filippini

Il progetto “RomeLOVE” è un’idea melodica e plurale che riprende il nome di un hotel di Piazza Vittorio, percorre strade cittadine in notturna o in una luce pallida d’alabastro che respira aria d’altri tempi, mentre si immerge nel quotidiano vivere, nella tinta fuggevole di un istante che racchiude familiarità e mistero.

Simona Filippini, Polaroid RomeLOVE, Piazza Vittorio Emanuele, 2013, ©Simona Filippini

La prontezza della polaroid attraverso l’occhio di Simona Filippini è capace di cogliere l’immediatezza di un frammento temporale, umano e paesistico in perenne trasformazione, interni ed esterni di un confronto di memorie, di storie, di vissuti, di sguardi e culture.

Simona Filippini, Musei Capitolini 2002, ©Simona Filippini

La mostra raccoglie queste tracce di viaggio entro territori cittadini conosciuti che pure svelano visuali inattese, dettagli nascosti, nuove esplorazioni possibili.

L’esposizione, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è curata da Silvana Bonfili con il coordinamento tecnico-scientifico di Roberta Perfetti e Silvia Telmon. Organizzazione Zètema Progetto Cultura. Ricerche biobibliografiche di Francesca Lombardi. Cura del progetto Rome LOVE, Chiara Capodici.

 

Informazioni:

Taccuini Romani. Vedute di Diego Angeli. Visioni di Simona Filippini
Museo di Roma in Trastevere, Piazza S. Egidio,1/b
1 novembre 2019 – 23 febbraio 2020

Nicoletta Provenzano

Nicoletta Provenzano

Nata a Roma, storica dell’arte e curatrice. Ho scritto e curato cataloghi e mostre in collaborazione con professionisti del settore nell’ambito dell’arte contemporanea, del connubio arte-impresa e arte-scienza. Mi affascinano le ricerche multidisciplinari e il dialogo creativo con gli artisti.