ArtePrimo PianoSublimi Anatomie – Palazzo delle Esposizioni

Nicoletta Provenzano Nicoletta Provenzano10 Dicembre 2019
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La mostra Sublimi Anatomie al Palazzo delle Esposizioni – a cura di Andrea Carlino, Philippe Comar, Anna Luppi, Vincenzo Napolitano, Laura Perrone – traccia un percorso a raggiera in sette sale espositive che si irradia a partire dalla rotonda del Palazzo, ora teatro anatomico dal quale si ravvisano e si fondano riflessioni e dibattiti, performance e studi ermeneutici vecchi e nuovi sulla natura del corpo umano.

Arte e scienza rivelano e disaminano il corpo nel fascino e nella scoperta, nell’indagine e nella contemplazione delle forze di ogni singolo elemento, nelle tensioni e nelle pulsioni, nel limite ultimo che ci separa dall’esterno, fin nell’interno di ogni viscera, per trovarne la sacralità, il sublime manifestarsi della forma di un organismo vivente.

Un rispecchiamento fondamentale si diffonde in ogni sezione della mostra, orchestrata come un organismo, di cui si rischiara il funzionamento, la simbologia, la composizione: dalle cere anatomiche ai manichini, dalla cartapesta alle tavole stampate in quadricromia, dagli ex voto a carte, video, sculture della ricerca artistica contemporanea.

Nella prima sala le anatomie clastiche dei manichini in cartapesta di Luis Thomas Jerome Auzoux accolgono il visitatore in questo viaggio anatomico nella sua componente artistica, macroscopica e microscopica, topografica e sistemica.

Louis Thomas, Jérôme Auzoux, Manichino intero d’uomo, XIX secolo, cartapesta, Per gentile concessione della Sezione di Anatomia Umana, Dipartimento di Scienze Anatomiche, Università di Roma La Sapienza, SUBLIMI ANATOMIE, sala1

Nella seconda sala le cere settecentesche, appartenenti alla collezione de “La Specola” introducono ad una percezione del corpo che si carica di spiritualità, misticismo ed affettività nel fascino stupefacente delle viscere fuoriuscite dalle due veneri adagiate su letti di morbidissima seta.

Laboratorio di ceroplastica dell’Imperiale e Reale Museo di Fisica e Storia Naturale, Statua femminile giacente, nella quale si espone la distribuzione dei Vasi linfatici della Pelvi, del Fegato, del Ventricolo, dei Bronchi e delle Mammelle, fine XVIII secolo, modello in cera adagiato su un materasso e un drappo in seta. Courtesy Firenze, Sistema Museale di Ateneo – Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, Sede “La Specola”, SUBLIMI ANATOMIE, sala 2

A queste figure distese risponde l’opera Les Amants di Dany Danino, in cui il corpo è un paesaggio di stratificazioni simboliche, un fiorire di elementi vegetali e costrutti culturali, sociali, una germinazione sempre nuova di fantasie e desideri, un disvelamento di memorie ataviche, di percorsi sinistri e inconfessabili.

L’elogio del corpo riporta un contenuto viscerale e istintuale al suo valore misterico e rituale.

Dany Danino, Les Amants, 2008, penna a sfera blu, Collezione privata, Belgio, SUBLIMI ANATOMIE, sala 2
Dany Danino, Les Amants, 2008, penna a sfera blu, Collezione privata, Belgio, SUBLIMI ANATOMIE, sala 2

Organo più esteso del corpo umano, la pelle, nella sua funzione di contatto, di espressione e rappresentazione, di delimitazione e protezione, è rivelata nella sua delicata avvenenza, nel suo potente incanto o nella sua vulnerabilità. Nelle opere di Berlinde De Bruyckere la pelle è involucro inerme e mutilo, di cui è impossibile individuare l’inizio e la fine.

Berlinde De Bruyckere, We Are All Flesh, 2009- 2010, cera epossidica, ferro e legno, Galleria Continua, San Gimignano, SUBLIMI ANATOMIE, sala 5

L’impronta della mano come capacità d’azione, forza volitiva e primitiva è racchiusa nei gesti e nei segni impressi nelle opere del ciclo Avvolgere la terra di Giuseppe Penone, in cui la materia si unisce al gesto, all’idea matrice essenziale.

Giuseppe Penone, Avvolgere la terra, 2014, Collezione privata, SUBLIMI ANATOMIE, sala 5

Il senso del tatto è un’intima indagine identitaria tracciata dai linguaggi cantati dalle mani all’interno dell’opera video di Yvonne Rainer Hand movie. Un percorso nei rivoli dell’inconscio, un’indagine intorno all’individualità, si concretizza nei gesti semplici, ma significanti del ciclo di opere Craniologia di Ketty La Rocca, in cui le mani si sovrappongono alle lastre radiografiche del cranio dell’artista.

Ketty La Rocca, Craniologia, 1973, radiografia su plexiglass e inchiostro, due pezzi sovrapposti, Archivio Ketty La Rocca, SUBLIMI ANATOMIE, sala 5

Infine la struttura ossea – l’architettura di sostegno, le convinzioni, i principi – ciò che dà solidità e equilibrio ad un meccanismo complesso in perenne trasformazione: l’opera di Marc Quinn Waiting for Godot ci presenta uno scheletro inginocchiato in preghiera, per rifuggire dalle tentazioni di una carnalità perduta ed in eterna attesa di un perdono divino.

Marc Quinn, Waiting for Godot, 2006. bronzo patinato, cm 76 x 36 x 76,5. Courtesy Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali – Collezione Arte Contemporanea – MACRO, SUBLIMI ANATOMIE, sala 7

Poco distante dall’opera di Quinn, il seno di giovane donna pietrificato dell’artista scienziato ottocentesco Girolamo Segato si fa portavoce di una statuaria funebre nello studio alchemico della mineralizzazione dei tessuti umani, alla ricerca di una devozione e contemplazione imperitura.

 

Girolamo Segato, seno di giovanedonna “pietrificato”, 1823- 1836, tessuto essiccato e panno, Musei Biomedici Università degli studi di Firenze, – Sezione Anatomia, SUBLIMI ANATOMIE, sala 7

Nella mostra Sublimi Anatomie il corpo è interprete di un dialogo indiscreto, intrigante, a volte spaventoso, che esibisce le profondità di un sistema articolato, i rapporti e le proporzioni, il funzionamento e gli influssi interni ed esterni, il movimento e la stasi.

SUBLIMI ANATOMIE
dal 22 ottobre 2019 al 6 gennaio 2020
Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale, 194 – 00184 Roma
Nicoletta Provenzano

Nicoletta Provenzano

Nata a Roma, storica dell’arte e curatrice. Ho scritto e curato cataloghi e mostre in collaborazione con professionisti del settore nell’ambito dell’arte contemporanea, del connubio arte-impresa e arte-scienza. Mi affascinano le ricerche multidisciplinari e il dialogo creativo con gli artisti.