ArtePrimo PianoSabìr, un ponte tra due mari. Dap – Visionary Bridge in mostra a New York

Richard Drake24 Luglio 2019
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Il prossimo 12 settembre si inaugura a Manhattan presso la galleria One Art Space TriBeCa la mostra Sabir. Visionary bridge del duo artistico italian dap (Ada Perla – Luigia d’Alfonso), a cura di Penelope Filacchione. La mostra si inquadra nel progetto Secret Essence of Italy voluto e curato per la galleria da Liria Ingallina e avente come obiettivo lo scambio artistico e culturale tra gli U.S.A. e l’Italia.

In realtà l’evento sarà il punto di partenza per un progetto di lunga portata che vuole tornare attorno al Mediterraneo: il Sabìr era infatti la lingua spontanea nata dai mercanti intorno al nostro mare, tanto che ad esso è dedicato un festival itinerante nel Mezzogiorno d’Italia, al quale partecipano ogni anno ONG e altre istituzioni che promuovono l’integrazione tra delle coste dell’Africa e dell’Europa.

Nel caso della mostra il Sabìr è declinato al femminile: alle donne, protagoniste silenziose, è infatti affidata storicamente la rete sociale e la comunicazione.

Come spiega la curatrice «i Sabir di Ada Perla e Luigia d’Alfonso sono trame pittoriche che danno forma al pensiero e al silenzio, arazzi impalpabili e pure visivamente potenti, nati dall’alchimia del colore e da quello dell’amicizia che unisce il loro sodalizio artistico. Tele lacerate e ricomposte su garze, leggere eppure robuste abbastanza da poter reggere per un lungo viaggio, sufficientemente forti per tessere un ponte tra storie e culture affacciate sul Mediterraneo. Una trama di segni e di fili che si allacciano a formare un incanto di linee astratte, ogni volta impercettibilmente diverse, labirinti dell’anima e del cuore».

Presentato al Laguna Arte Prize 2019 – dove ha passato la prima selezione – il Sabìr di dap diventerà una mostra itinerante, dalla Spagna alla Grecia, dalla Sicilia alla Tunisia: una serie di call chiamerà le donne artiste dei diversi Paesi a partecipare, aggiungendo un’opera, un’idea, una nuova modalità di linguaggio. Perché alla fine il Sabìr deve tornare ad essere ciò per cui è nato: volontà di comunicare oltre le barriere linguistiche e culturali.

Per saperne di più: http://oneartspace.com/2019/06/15/secret-essence-of-italy-presents-sabir-visionary-bridge/

Richard Drake