Fino alla fine del 2019 l’arte del francese Xavier Veilhan sarà ospitata presso la Rinascente di Via del Tritone con l’opera Mobile (Roma). Grazie a questa creazione maestosa e affascinante, che accompagna il flusso giornaliero nell’edificio, l’arte incontra il vivere quotidiano negli spazi del grande centro commerciale romano.
La struttura da tempo è aperta alle nuove e frizzanti correnti artistiche, scelte accuratamente per offrire il meglio al suo pubblico. Diversi gli artisti ospitati in passato: Moritz Waldemeier, che insieme al creativo Slamp ha illuminato ogni finestra dando luce al cuore di Roma, il designer Martino Gamper, Anthony Ausgang.
Veilhan ha creato un allestimento aereo composto da un’alternanza di dischi e sfere che si sviluppano in altezza, per un totale di 21 metri. L’opera si estende dal primo al sesto piano della struttura, divenuta grazie a questa installazione meta di un continuo pellegrinaggio di turisti e residenti. Le sfere interagiscono con lo spazio circostante, con le persone, con il vento dando una sensazione di movimento continuo. L’opera crea la propria dimensione senza smettere di relazionarsi con elementi esterni a essa. Le sfere mutano di continuo ammaliando i visitatori: senza mai essere opprimenti, appaiono nella loro grandezza e imponenza.
Sinonimo di leggerezza e forza, la maestosità dell’installazione – che raggiunge i 4 metri di diametro – non lascia certo indifferenti. In un luogo tradizionalmente deputato al consumo, l’arte fa sentire il peso della propria presenza, senza disturbare l’equilibrio generale ma essendo capace di richiamare l’attenzione dei visitatori. L’opera di Veilhan sfida la percezione dello spettatore che è invitato a leggerne il senso. Padrone del linguaggio della modernità, Veilhan ha racchiuso in Mobile (Roma) i temi a lui più cari: velocità, movimento e urbanizzazione.

Giulia Nazzari
Classe '92, cresciuta tra i monti abruzzesi e i libri, niente le è più caro di questi due elementi. Appassionata di letteratura, arte e cinema, si laurea in Lettere presso l’Università degli Studi dell’Aquila.