Negli ultimi anni c’è stata un’attenzione particolare legata ai libri per bambini; moltissime sono le iniziative legate alla promozione della lettura fin dai primi mesi di vita e nelle biblioteche delle grandi e piccole città molte sono le mamme che, in dolce attesa, cominciano a interessarsi e a documentarsi sulle storie da poter sussurrare ai neo-ascoltatori (nonché futuri lettori). Si parte dai libri cartonati con storie lineari e figure semplici che hanno come protagonisti gli animali, i colori, la natura e le forme geometriche fino ad arrivare a storie complete (e in certi casi “complesse”): emozionanti (alcune quasi commoventi), con messaggi e insegnamenti forti e chiari e illustrazioni davvero considerevoli. Un albo illustrato di notevole pregio è Se vuoi vedere una balena scritto da Julie Fogliano, con disegni di Erin E. Stead, edito da Babalibri; un albo meravigliosamente fanciullesco e dall’inclinazione onirica che esalta l’importanza dell’attesa e della pazienza. Anche le illustrazioni rimandano alla sfera infantile: gli spazi sembrano riempiti da gessetti colorati, tutti di tonalità tenui e vagamente romantiche.
Se vuoi vedere una balena
ti servirà una finestra
Inizia così la storia del piccolo protagonista dai capelli rossi ansioso di vedere una balena; è seduto su uno sgabello davanti a una finestra. È la squarcio che si apre tra lui e il mondo. Ma questa finestra è vuota. E non a caso: bisogna saper guardare con gli occhi giusti (predisposti alla ricerca) e soprattutto bisogna essere coscienti di quel che si sta cercando. Girando la pagina d’incanto la finestra si riempie e la storia prosegue dove si era fermata aggiungendo l’altro elemento imprescindibile per vedere una balena:
un oceano
Arrivano anche delle indicazioni: perché va bene avere una finestra da cui affacciarsi, va bene aver individuato un oceano da tenere sotto controllo, ma in aggiunta occorrono
Del tempo per aspettare
e del tempo per guardare
e del tempo per pensare se “quella è una balena?”
Occorre il tempo. Non bisogna essere frettolosi. È necessario imparare ad avere la pazienza di aspettare. E guardare il mare. E riflettere per considerare se abbiamo veramente avvistato una balena. Le illustrazioni giocano su alcune somiglianze: non bisogna farsi ingannare dalla fretta: bisogna saper distinguere «la luce delle stelle da quelle delle lampare». Arriva poi un altro importante ammonimento:
se vuoi vedere una balena
ti servirà una poltrona non troppo comoda
e una coperta non troppo morbida
perché gli occhi sonnolenti non vedono balene
e le balene non aspettano di essere viste
È fondamentale non distrarsi e rimanere attenti e costanti nel raggiungimento del proprio obiettivo che, come la balena, «non aspetta di essere visto/raggiunto»: occorre dunque l’impegno, la costanza, la fatica. Un altro suggerimento (delizioso e geniale!) invita a non curarsi delle rose:
Se vuoi vedere una balena
devi davvero evitare le rose
e tutto il loro rosa
e tutto il loro profumo
e tutta la loro bellezza e freschezza
perché le rose non vogliono che tu guardi le balene
o che tu stia ad aspettare
o a chiederti cose
che non sono rosa
e cose che non sono profumate
e cose che non sono rose
Se vuoi ottenere qualcosa non devi lasciarti sedurre dalla leggera ed allettante frivolezza, perché le cose belle lasciano il tempo che trovano, ma le conquiste personali sono sempiterne. E allora basta con le rose, quelle «uniche in tutto l’universo», le loro spine, le contraddizioni, le campane di vetro e i piccoli principi. Occorre capire, lavorare, escogitare, pazientare e conquistare. Perché
Se vuoi vedere una balena
devi tenere tutti e due gli occhi fissi sul mare
e aspettare …
e aspettare …
e aspettare …
Finché non riuscirai (finalmente) a vedere la tua desiderata balena. Questo albo è un piccolo-grande capolavoro pedagogico sull’attesa; quasi un manuale esistenziale da leggere ai propri figli in quest’epoca di vita frenetica, di tappe bruciate, di assenza di sacrificio e di estrema impazienza. E allora anche noi ritroviamo la calma attenzione e insegniamo la sospensione, l’aspettativa; il vero talento è la forza di volontà.

Giorgia Pellorca
Vive nell'agro pontino e quando può si rifugia in collina, a Cori, tra scorci mozzafiato, buon vino e resti storici. Ha studiato Lettere moderne per poi specializzarsi in Filologia. Curiosità ed empatia si fondono nell'esercizio dell'insegnamento. Organizza eventi quali reading e presentazioni di libri.