ArteLetteraturaPrimo PianoPost-illa: quando le parole dipingono immagini e le immagini narrano storie

Giorgia Pellorca Giorgia Pellorca18 Ottobre 2019
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Sappiamo quanto possa essere suggestiva una figurazione ed evocativa una composizione testuale; ma cosa accade quando parole e immagini si uniscono, creando connessioni tra arti e artisti diversi e distinti? Avviene una sorta di incanto emotivo, l’abbraccio di una comunicazione che è molteplice e stimolante. Un momento di estati teso all’immaginazione e alla contemplazione. Per questo abbiamo provato ad accostare allo splendore dei quadri la potenza dei versi; e viceversa. Un piccolo itinerario di bellezza che attende di essere esplorato.

Ut pictura poesis.

 

Ciascun istante d’estasi
Ci costa di tortura
Medesima misura
Intensa e spasimante.

Ciascun’ora più amata
Anni di dolenti elemosine –
Guadagno amaro di centesimi –
Scrigni ricolmi di lacrime!

 

(Emily Dickinson)

Anne Marie Zilberman, Le lacrime di Freyja – erroneamente attribuito a Gustav Klimt

 

*

 

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è soltanto la loro ombra
Che trema nel buio
Suscitando la rabbia dei passanti

La loro rabbia il loro disprezzo i loro risolini
la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Loro sono altrove ben più lontano della notte
Ben più in alto del sole
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore.

(Les enfants qui s’aiment, Spectacle, 1951, Jacques Prévert)

Raymond Leech, 1949

 

*

 

Hop, hop, hop,
com’è misteriosa la leggerezza,
hop, hop, hop,
è una strana cosa, è una carezza
che non vuoi mai.

Prova a sollevarti dal suolo
almeno di due dita,
non aver paura del volo
leggero come…

Hop, hop, hop,
butta via il dolore, la pesantezza,
hop, hop, hop,
cerca di inventare la tua leggerezza
e volerai.

(La leggerezza, 1974, Giorgio Gaber)

Marc Chagall, La passeggiata, 1918, Museo di Stato Russo di San Pietroburgo

 

*

 

E non c’è vento che t’ami
più dell’amore avventato,
la mela s’offre dai rami
del primo peccato.

Amore, coglila tu.

 

(Amore, coglila tu, Alfonso Gatto, frammento)

Tamara de Lempicka, Adamo ed Eva, 1932

 

*

 

In un luogo sperduto
Che è la mia memoria
S’accampa un Dio sconosciuto.
Attende un aureo canto
E non cerca alcun cielo.
Così io cerco te
Che sei il mio ricordo.

(Silenzio, Alda Merini)

Edward Hopper, Western Motel, 1957

 

*

 

Le mie lacrime, pure, fitte, scesero
Sulla mia infanzia idillica ed angelica,
sulla sciocca e superba giovinezza,
sulla mia età d’uomo, età di sconfitte,
le mie lacrime, pure, fitte, scesero.

(Le mie lacrime, Adam Mickiewicz, traduzione di S. Quasimodo)

Alexandre Cabanel, The Fallen Angel, 1847, particolare
Giorgia Pellorca

Giorgia Pellorca

Vive nell'agro pontino e quando può si rifugia in collina, a Cori, tra scorci mozzafiato, buon vino e resti storici. Ha studiato Lettere moderne per poi specializzarsi in Filologia. Curiosità ed empatia si fondono nell'esercizio dell'insegnamento. Organizza eventi quali reading e presentazione di libri.