Il violino è uno strumento musicale a corde e ad arco, costituito da un corpo di legno d’acero e d’abete stagionato e verniciato a olio, composto da vari elementi essenziali (piano armonico, fondo armonico, fasce di unione tra i due piani, ponticello, catena e anima, manico, tastiera) su cui sono tese quattro corde di minugia e a volte metalliche, accordate Sol2, Re3, La3 e Mi4. La sua famiglia – quella degli archi – comprende la viola, il violoncello e il contrabbasso e in essa occupa il posto del soprano, offrendo l’estensione più acuta di tutti gli altri, dal Sol2 al Do7.
Le corde sono poste in vibrazione con l’arco e talvolta possono essere pizzicate con le dita; il manico si tiene con la mano sinistra, appoggiando la cassa tra la spalla sinistra e il mento. La tecnica dello strumento è particolarmente agile, con numerosissime possibilità virtuosistiche, e il colore del timbro è brillante, luminoso, cantabile. Le dita sono numerate convenzionalmente dal “primo” (l’indice) al “quarto” (il dito mignolo). Il pollice non tocca mai nessuna corda: viene usato solo come supporto per il manico per contrastare la pressione delle altre quattro dita.
Il violino non possiede tasti che delimitino il punto di appoggio delle dita, come invece avviene su altri strumenti a corda (tasti fissi nella chitarra, mobili nella viola da gamba). L’esecutore deve ottenere la posizione esatta delle dita sulle corde basandosi unicamente sulla propria abilità (la cosiddetta “memoria muscolare”), altrimenti il suono risultante sarà stonato o totalmente sbagliato. I violinisti vi si esercitano costantemente, in parte per addestrare le dita a raggiungere automaticamente la posizione corretta, in parte per migliorare l’abilità nel correggere il più rapidamente possibile eventuali differenze tra la nota desiderata e quella emessa. Un timbro particolare è quello risultante dal suono della cosiddetta corda vuota, ossia della corda senza che vi si trovi alcun dito della mano sinistra. La corda vuota dà il suono della nota corrispondente (Sol, Re, La, Mi), con una connotazione particolare, derivante dall’assenza dell’azione di smorzamento di un dito e dal fatto che non è possibile l’azione del vibrato. A parte il Sol2 (che non può essere ottenuto in altro modo), le corde vuote vengono generalmente utilizzate per produrre un effetto particolare, oppure per comodità nei passaggi. L’uso polifonico del violino consiste nel suonare contemporaneamente due corde contigue; esso è chiamato “corde doppie” e anche “raddoppio” nell’ambito della musica folk, nella quale viene largamente utilizzato. Per realizzare questa tecnica è necessaria una grande coordinazione di movimenti e un’elevata precisione nella posizione della mano sinistra e della relativa diteggiatura: l’azione di più di un dito della mano sinistra richiede uno sforzo maggiore e grande esattezza per evitare di produrre una stonatura. È possibile anche suonare su tre o su tutte e quattro le corde suonando l’accordo a mo’ di arpeggio, in quanto, a causa della curvatura del ponticello, non è possibile eseguire i suoni dell’accordo contemporaneamente.
I primi violini apparvero verso la metà del Cinquecento; la tradizione ne assegna l’invenzione all’italiano Gasparo da Salò, primo liutaio bresciano di grande fama, la cui opera fu proseguita da Giovanni Paolo Maggini. Il primo violino della storia di cui abbiamo notizie provvisto di tutte le caratteristiche dello strumento moderno è quello di Andrea Amati, risalente al 1570 circa. Con Amati e con i suoi figli ebbe inizio la scuola cremonese di liutai, che contò nomi famosi come quelli di Giuseppe Guarneri del Gesù e di Antonio Stradivari. Quest’ultimo raggiunse nei suoi strumenti un livello di qualità ancora oggi considerato insuperabile. Fuori dall’Italia l’unico liutaio noto fu nel XVIII secolo Jacob Stainer. Il più noto violinista di tutti i tempi fu un italiano, Niccolò Paganini, nato a Genova nel 1782 e morto a Nizza nel 1840. Anche molti tra i liutai più famosi e apprezzati del mondo sono italiani: tra questi, Antonio Stradivari, Giovanni Paolo Maggini, Giovanni Battista Guadagnini e inoltre le storiche dinastie degli Amati, dei Guarneri e dei Testore.
Nell’orchestra si distinguono i violini primi e secondi; il primo violino ha il ruolo più importante: a lui spettano tutti gli assolo e ha inoltre il compito fondamentale di consigliare e coadiuvare il direttore d’orchestra durante le prove, nella fase della concertazione, e in generale di rappresentare l’orchestra; è chiamato, per questa sua importante funzione, anche spalla o violino di spalla. Violini di fila sono chiamati tutti i violinisti del complesso orchestrale tranne il primo violino.
I brani più ambiziosi e difficili per i violinisti sono convenzionalmente questi:
24 Caprices – Niccolò Paganini
God Save the King – Niccolò Paganini
Violin concerto in D minor – Jean Sibelius
Sonata No. 9 ‘Kreutzer’ – Ludwig van Beethoven
Partita in D minor BWV 1004 – Johann Sebastian Bach
“The Last Rose Of Summer” – Heinrich Wilhelm Ernst
Caprice in D major ‘Il labirinto armonico’ – Pietro Antonio Locatelli
Solo Violin Sonata – Béla Bartók
Violin Concerto – György Ligeti
6 Caprices – Salvatore Sciarrino

Richard Drake
Un uomo vittoriano nel caos della postmodernità.