MusicaPrimo PianoSenza categoriaPierino e il lupo: una favola in musica per bambini e adulti

Ginevra Latini Ginevra Latini25 Marzo 2020
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Pierino e il lupo (op. 67) è una favola sinfonica per bambini scritta da Sergej Prokofiev (1891 – 1953) nel 1936. La caratterizza un senso di chiarezza che si contrappone fortemente alle dimensioni e alla complessità delle partiture che i compositori scrivevano in questi anni. Non per questo l’opera va sottovalutata: si tratta invece di un vero e proprio capolavoro per l’infanzia che rientra in un ciclo di opere per i più piccoli tra cui vi sono Musica per bambini, op. 65 (dodici pezzi facili per pianoforte) e Tre canti infantili, op. 68. Essa diverte e sollecita l’immaginazione dei bambini pur non tralasciando l’insegnamento del ruolo e delle caratteristiche degli strumenti musicali.

Il  testo, di Prokofiev stesso, è a metà tra fiaba e favola ed è volto ad affascinare i bambini il cui protagonista, Pierino, è uno di loro. Presenta sia i caratteri di una favola (i personaggi sono animali parlanti come nelle favole di Esopo e Fedro) che di una fiaba (lo scopo è l’intrattenimento e i personaggi rispondano alle canoniche funzioni di Propp con protagonista, antagonista, aiutante ecc.). L’opera ha quindi il carattere di una favola (come la definisce il compositore stesso) in musica. La  musica è di tipo descrittivo sulla scia de Le Quattro Stagioni di Vivaldi. C’è una compenetrazione tra il piano musicale e narrativo: delle volte il narratore parla nelle pause musicali ed altre volte procede insieme all’orchestra; la musica assume un carattere narrativo al pari delle parole della voce recitante.

 

I Temi e le frasi musicali sono infatti molti evidenti: nonostante siano sostenuti da un’armonia di stampo novecentesco, essi mantengono una loro cantabilità che consente un ascolto immediato, scorrevole e piacevole. Il tema dei personaggi ricorre ogni volta che esso entra in scena. Emozionante sarà il finale trionfante che riprenderà, per l’ultima volta, il tema del giovane protagonista vittorioso.

Anche l’orchestrazione è ben definita: lascia emergere i singoli strumenti e il loro specifico timbro. Anche senza ascoltare il testo, è possibile riconoscere chiaramente tutti i temi. Oltre al tema, anche il timbro degli strumenti è in correlazione con il carattere di ogni personaggio. All’interno della storia, ogni strumento sarà caratterizzato non solo da un proprio colore, ma anche da uno stile e da una scrittura musicale unica. Agli occhi di adulti e bambini il timbro di ogni strumento diventa inscindibile dal carattere del personaggio che rappresenta.

I personaggi sono quindi personificati dagli strumenti e dai loro temi. Il tema eroico di Pierino è suonato dall’intera famiglia degli strumenti ad arco; si parte con lo slancio di una quarta ascendente per arrivare all’ottava superiore già nelle primissime note. L’uccellino è rappresentato dal flauto (nel registro acuto). È veloce e va su e giù come se facesse le giravolte in cielo. Le note eseguite sono virtuosistiche: leggere, svolazzanti e ariose. L’uccellino è il coraggioso aiutante di Pierino: intrattiene il lupo in un momento di difficoltà. L’anatra –  lenta, goffa e stupida – è suonata dall’oboe. La tonalità e il timbro del tema dell’anatra danno un senso di acquaticità insieme alla presenza di frequenti appoggiature. Il clarinetto (nel registro grave ), dal timbro “felpato” ed elegante, personifica il furbetto gatto che, leggero ed agile, salta e corre senza dare nell’occhio. Il suono è carezzevole, dolce e vellutato. Pesante e quasi borbottante è lo stile del nonno che con i suoi rimproveri cerca di imporre la sua autorità. Il peso dei suoi saggi consigli è reso dal suono del fagotto il cui timbro si contrappone all’estro vivace e fresco del nipotino. Il lupo, misterioso e solenne, con un passo lento e pesato, è personificato dal suono grave e drammatico di tre corni. L’aura di paura che si crea intorno al lupo è maggiore di quella incussa dal lupo stesso al suo arrivo: infatti Pierino sarà l’unico a batterlo, non avendone timore. I cacciatori, infine, sono sempre annunciati dalle percussioni: i timpani. Quando compaiono nella vicenda si sente un rumore improvviso e forte, secco come quello di uno sparo.

Il compositore scrisse questa sorta di poema sinfonico in soli quattro giorni. Il debutto avvenne il 2 maggio 1936, proprio con Prokofiev come direttore d’orchestra accompagnato da una voce recitante femminile. Si tratta di Natalia Saz, la direttrice artistica del Teatro Centrale dei Bambini di Mosca, che gli commissionò la stesura dell’opera appositamente per un pubblico di bambini in modo da avvicinare alla musica anche i più giovani. La prima esibizione ebbe un esito infausto: scarsi furono il pubblico e l’attenzione. Il successo arrivò più tardi coinvolgendo un pubblico di tutte le età: furono soprattutto gli adulti ad incuriosirsi cercando in Pierino e il lupo una guida all’ascolto per le prime esperienze di musica sinfonica.

Nel 1946 è stato prodotto dalla Disney con la regia di  Clyde Geronimi. Per la visione online consigliamo due produzioni reperibili su YouTube: quella con Roberto Benigni (2008), con la direzione di Claudio Abbado e l’Orchestra Mozart, e quella con Angelo Branduardi (2006) con l’orchestra Accademia delle Opere. La produzione con Benigni è sicuramente più adatta ad un primo ascolto per la sua comicità irresistibile, perfetta per i bambini. Quella di Branduardi risulta tecnicamente più raffinata, più apprezzabile forse ad un secondo ascolto dell’opera, o comunque adatta ad un uditore più esperto.

Ginevra Latini

Ginevra Latini

Dottoranda in Italianistica, si è specializzata in letteratura contemporanea e filosofia moderna alla Sapienza. Ha curato delle pubblicazioni su Ovidio. Studia pianoforte e si appassiona di filosofia, musica, arte, itinerari a piedi ed è attiva nel panorama editoriale.