ArtePrimo Piano“OVNI”: le opere di Nordine Sajot in mostra a Casa Vuota

Nicoletta Provenzano12 Novembre 2019
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La mostra OVNI di Nordine Sajot a Casa Vuota, a cura di Sabino de Nichilo e Francesco Paolo Del Re, ci conduce in un mondo familiare, in quei meccanismi di mercato che conducono a dimora desideri indotti, con cui l’artista allestisce una partita, accorta e sagace, che contrappone il nutrimento dell’arte al cibo, il più delle volte avvelenato, vetrificato e camuffato, che affluisce dalla società brandizzata.

All’interno delle mura domestiche si fa strada una socializzazione di massa che invade la sfera privata dell’individuo, ne definisce confini, sviluppo e soddisfazioni. Il cibo e il corpo sono gli elementi martoriati di questo sistema produttivo in cui le identità si formano, desideri e appagamenti si incarnano, relazioni e valori trovano aderenza. L’artista crea un “divertissement” con i prodotti di consumo, trasformandoli in effigi marchiate di simbolismi e nuovi mitologie contemporanee, orientate al consumo, alimentate da regole e processi a una sola dimensione, dove ciò che si vede è la realtà incontrovertibile.

L’icona, un tempo afferente al sacro, è il marchio e al contempo il mezzo che il corpo sociale utilizza per auto-esprimersi, per costruire la propria identità. Il titolo della mostra, OVNI, è un voluto richiamo alla brand identity, semplice e immediata, attraverso la creazione di un marchio fittizio, ripreso da un’azienda di prodotti dolciari e cioccolata, presente e diffusa nel mercato nazionale.

Nelle opere Serie limitata, l’artista ritrae, in fotografie patinate, soggetti alimentari incisi da griffe, ed emblemi, codici iconici e verbali che costituiscono il fondamento di un linguaggio persuasivo, di una linguistica pubblicitaria, immediatamente assimilata e assorbita dall’organismo sociale.

Nordine Sajot, Serie limitata, 2019, stampa fotografica su alluminio, cm 80 X 80

Ciò che sfama non è più il cibo, ma i segni che contraddistinguono ed etichettano un acquisto, una presa di possesso che risveglia stimoli e volontà, definisce possibilità di affermazione e orchestrazione, valori artefatti di cui l’oggetto alimentare mostra i segni.

In Login tovaglioli antichi, lavorati a mano, sono ricamati nuovamente a macchina con loghi invertiti che evidenziano le regole del gioco di specchi, rimandi e retoriche di un marchio di fabbrica mnemonico e accattivante.

Nordine Sajot, Login, 2019, ricamo su tessuto antico, cm 45 X 49

Sotto una teca di vetro, biscotti in terracotta, smaltati con foglia d’oro e profumo, costituiscono la scultura olfattiva Copyright, la cui profumazione è stata progettata dall’artista in collaborazione con Cristina Murgia di Voglio la Luna fragranze. L’artista sceglie la terracotta – materiale che fonda la prima attività produttiva dell’uomo – su cui imprime il simbolo dei propri diritti d’autore. La fragranza caratterizza la relazione fisica ed esperienziale con il luogo, inebriando lo spazio: un’identità olfattiva che avvicina i sensi a un appetito impossibile da soddisfare.

Nordine Sajot, Copyright, 2019, scultura olfattiva, terracotta smaltata, foglia d’oro e profumo, dimensioni variabili

Le sagome delle pitture luminescenti nella serie Ex-voto sono obliate e isolate dal resto delle immagini per accendersi in un secondo momento, a luci spente, quando il luccichio di una illusione cede all’ombra, rendendo manifesti i contorni degli spettri, il gioco truccato di un sistema basato sulla vorticosa vocazione al consumo.

Nordine Sajot, Ex voto notturno, 2019, impressione luminescente su carta, cm 43 X 53

Lo spazio di vita del quotidiano si costruisce in architetture dello shopping in cui la società ripone la propria fede, il proprio benessere, le proprie felicità, innalzando cattedrali commerciali inondate di luce, dispensatrici di eterne primavere. Nella serie Habemus l’esercizio del possesso è tempio inviolabile in cui tacitare le proprie brame, i malcontenti, le ingiustizie, è qui che appare nell’intensità della luce al neon la promessa della Grazia, a scadenza, come ogni prodotto di consumo.

Nordine Sajot, Habemus, 2018, stampa fotografica su alluminio, cm 40 X 131,5

Al cibo come merce Nordine Sajot contrappone una riflessione maieutica volta a scardinare i meccanismi che presiedono alla costruzione di un processo di marketing, nella definizione e creazione di miti e cliché appetibili in grado di rassicurare e attirare il potenziale consumatore.

 

 

Nota biografica:

Nordine Sajot è nata a Parigi, vive a Roma. È un’artista pluridisciplinare la cui produzione ha compreso finora fotografie, video, sculture, installazioni, performance e multipli. I suoi lavori sono stati presentati in diverse gallerie, spazi istituzionali e festival, tra cui a Roma al Palazzo delle Esposizioni, alla GAM Galleria d’arte moderna, al MACRO Future, al Museo del Corso, al MLAC Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dellʼUniversità La Sapienza e allo Studio Stefania Miscetti, a Torino a Velan Centro d’arte contemporanea, a Napoli alla Notgallery, a Genazzano al CIAC Centro Internazionale per l’Arte Contemporanea di Castello Colonna, a Trevi a Palazzo Lucarini Centro Internazionale per l’Arte Contemporanea, a Milano presso C/O Careof alla Fabbrica del Vapore e alla Fondazione Arnaldo Pomodoro, a Padova all’Ex-Macello, a al Trieste Teatro Miela e alla Galleria LipanjePuntin, a Modena alla Galleria Civica, a Bergamo al Teatro Sociale, a Firenze al QUARTER Centro Produzione Arte e a Prato al Centro Luigi Pecci per l’Arte Contemporanea. Ha esposto in Olanda ad Amsterdam alla Galleria Ron Lang Art, in Grecia ad Atene al Fournos Center for the Art and New Technology e alla 11a Biennale dei giovani artisti dʼEuropa e del Mediterraneo, in Turchia a Istanbul al Contemporary Art Museum, in Canada a Toronto al Goethe-Institut, in Svizzera ad Ascona al Museo dʼArte Moderna Casa Serodine, in Belgio a Bruxelles al Centro dʼArte Contemporanea e in Francia a Saint-Etienne alla Biennale Internazionale di Design Francia e a Parigi alla Galleria EOF. Le sue opere sono state acquisite in collezioni private e pubbliche quali quelle di UNICREDIT Group, AkzoNobelArt Foundation Amsterdam, SEAT Pagine Bianche, Co.Re.Ve Consorzio Recupero Vetri di Milano, Saint-Gobain Vetri, Museo d’Arte Contemporanea Ex-Manifattura Tabacchi di Città Sant’Angelo.

Nicoletta Provenzano

Nata a Roma, storica dell’arte e curatrice. Affascinata dalle ricerche multidisciplinari e dal dialogo creativo con gli artisti, ha scritto e curato cataloghi e mostre, in collaborazione con professionisti del settore nell’ambito dell’arte contemporanea, del connubio arte-impresa e arte-scienza.