LetteraturaPrimo PianoOltre l’Affaire Dreyfus: la poliedrica produzione di Émile Zola

Monica Di Martino Monica Di Martino28 Giugno 2020
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In pieno clima positivista si colloca Émile Zola, il romanziere sperimentale la cui produzione si è sviluppata – in gran parte – nella seconda metà dell’Ottocento. Si dedicò al giornalismo e all’attività di romanziere, scrivendo inizialmente racconti di impronta romantica per poi abbracciare pienamente le idee positiviste. Il suo primo romanzo naturalistico, Therese Raquin, fu impostato proprio su basi scientifiche. Al suo apparire, il romanzo – che narra di due amanti tormentati per aver compiuto un delitto e che finiscono per darsi la morte – suscitò non poche critiche per immoralità; nella “Prefazione” Zola ribatte alle critiche esponendovi i suoi intenti scientifici. In seguito uscì il suo vasto ciclo di romanzi, i Rougon-Macquart, ma ampia risonanza ottenne soprattutto L’Assommoir – una storia di alcoolismo e miseria per lo scandalo suscitato dalla fredda descrizione della degradazione umana propria degli operai di Parigi.

Dalle riunioni con un suo gruppo di discepoli, presso la villa a Medan, scaturì una raccolta di novelle – Le serate di Medan – che rappresentò il manifesto collettivo della scuola naturalista; idee esposte anche ne Il Naturalismo a teatro e ne Il romanzo sperimentale. In particolare in quest’ultimo, Zola elabora la propria idea di letteratura e di come essa debba far proprio il metodo sperimentale della chimica, della fisica e della fisiologia applicata alla psicologia e alle passioni dell’uomo. Il fine di questa modalità è quello di fornire gli strumenti per guarire la società dai suoi mali, migliorandola.

Dopo L’Assommoir, Zola scrisse numerosi altri romanzi. Tra i più significativi, ricordiamo: Nana, che descrive l’ambiente delle cortigiane; Pot-Bouille, basato sul mondo borghese e le sue meschinità; La gioia di vivere, che – a dispetto del titolo – pone al centro della propria riflessione la sofferenza che domina la condizione umana; Germinal, che narra della vita dei minatori; La Terra, che descrive il mondo dei contadini; La bestia umana, che racconta dell’ambiente delle ferrovie e della violenza originaria dell’uomo; La disfatta, che è un romanzo di guerra sulla sconfitta di Sedan. Il nuovo ciclo di romanzi – Le tre città – prepara il terreno per l’intervento intorno all’Affaire Dreyfus, un fatto di enorme rilevanza politica e sociale che segnò la vita della Terza Repubblica francese. Zola, infatti, scrisse un articolo in cui si impegnò a combattere l’ingiustizia di cui fu vittima l’ufficiale ebreo Alfred Dreyfus, accusato di tradimento e spionaggio in favore della Germania benché totalmente innocente. Per questo, lo scrittore fu anche condannato a un anno di prigione. Tornato in Francia, scrisse un terzo ciclo, I quattro Evangeli, in cui espresse le sue posizioni umanitarie. La stagione naturalista, tuttavia, volgeva al termine e le tendenze antipositivistiche contrastavano con le sue convinzioni. Morì nel 1902, in circostanze poco chiare che lasciano supporre un attentato per vendetta, successivo alle posizioni assunte nell’affare Dreyfus.

Monica Di Martino

Monica Di Martino

Laureata in Lettere e laureanda in Filosofia, insegna Italiano negli Istituti di Istruzione Secondaria. Interessata a tutto ciò che "illumina" la mente, ama dedicarsi a questa "curiosa attività" che è la scrittura. Approda al giornalismo dopo un periodo speso nell'editoria.