CinemaPrimo PianoMartin Scorsese contro i film Marvel: e voi da che parte state?

Bianca Damato10 Ottobre 2019
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«Non guardo i film della Marvel. Ci ho provato, ma non è cinema. Onestamente, la cosa più vicina a quei film, per quanto siano fatti bene e abbiano attori che fanno del loro meglio viste le circostanze, sono i parchi a tema. Non è un cinema di esseri umani che cercano di veicolare esperienze emotive e psicologiche ad altri esseri umani». Parole dure, una posizione molto netta. Questo giudizio viene dalla bocca di Martin Scorsese, leggenda di Hollywood, regista premio Oscar di film di grande successo, tra cui Toro scatenato, Taxi Driver, Quei bravi ragazzi e The Departed. Scorsese ha rilasciato queste dichiarazioni in un’intervista per la rivista Empire e, neanche a dirlo, ha scatenato un’accesa polemica tra i fan e i suoi colleghi.

A rispondere alle dure parole di Scorsese è stato Joss Whedon, che ha diretto ben due film degli Avengers. Pur esprimendo la sua venerazione verso il regista italo-americano, Whedon si è detto molto lontano dal suo giudizio. Stesso commento da parte di James Gunn, regista de I Guardiani della Galassia: «Scorsese è uno dei miei cinque registi preferiti. Sono rattristato dal fatto che lui stia giudicando i miei film senza averli visti», ha scritto su Twitter. E poi ha parlato anche Samuel L. Jackson, che nella saga Marvel interpreta Nick Fury: «È come dire che Bugs Bunny non è divertente. I film sono film. Non a tutti piace quello che fa lui. Ognuno ha un’opinione e va bene così, questo non ha mai fermato nessuno dal fare film».

Ma oltre agli addetti ai lavori anche i fan si sono sentiti chiamati in causa, schierandosi in difesa dei film Marvel e arrivando ad attaccare un pilastro del cinema americano come Scorsese. Il punto è che la questione non si riduce all’essere o non essere fan dei film della Marvel – che negli ultimi anni sono diventati un vero e proprio fenomeno di costume, oltre che un grande successo al botteghino (basterà ricordare che Avengers: Endgame, l’ultimo capitolo della saga dei Vendicatori uniti, ha guadagnato oltre due miliardi e mezzo di dollari, diventando il film che ha incassato di più nella storia del cinema, battendo gli evergreen Avatar e Titanic) – ma a un concetto di Cinema più complesso, appunto Cinema con la C maiuscola.

«Questa della Marvel è una questione un po’ controversa. In generale sono d’accordo, i film della Marvel sono un po’ un parco a tema, ma questo perché l’universo dei supereroi negli ultimi anni si è trasformato in un grande business dove i film sono solo la punta dell’iceberg». A spiegarlo è Giuliano Caprara, esperto di cinema e broadcasting: «Negli ultimi anni questi prodotti hanno perso un po’ quella che era l’anima romantica del fumetto; è come andare al parco giochi, lo vedi, ti diverti ma poi quando le luci si spengono finisce tutto lì. Per carità il parco giochi ci piace pure una volta ogni tanto, però non lo si può definire cinema». Secondo Caprara, il vero problema della Marvel – e dunque la vera critica da portare avanti – è l’acquisizione del media franchise da parte della Walt Disney Company, una maxi operazione dal valore di quattro miliardi di dollari: «Da quando è entrata la Disney si è appiattito tutto e si è pensato solo a strategie di marketing e lotta per i diritti d’autore». E, infatti, è recentemente scoppiata la polemica Marvel vs Spiderman, un continuo braccio di ferro andato avanti per mesi che, inizialmente, aveva escluso l’Uomo Ragno dai futuri film del Marvel Cinematic Universe. Alla fine, grazie a un accordo tra la Sony e la Disney, è stato possibile trovare un compromesso sulle produzioni cinematografiche future, per la gioia dei fan che subito si erano ribellati e avevano lanciato appelli sul web per sostenere il loro supereroe preferito.

Dunque la questione sollevata da Martin Scorsese nella sua intervista è molto più complessa di come appare ma, nonostante ciò, i fan continuano a discutere sul valore dei cinecomics e sul ruolo che hanno nella società. Se da una parte si schierano i contrari, che non apprezzano questo tipo di produzioni (anzi, le giudicano come una mera operazione commerciale e le reputano responsabili di un appiattimento generale), dall’altra ci sono gli affezionati, che rivendicano il ruolo di questi film, ricordando anche i riconoscimenti che ottengono dalla critica, tra cui le nomination ai premi Oscar. Due schieramenti ben definiti: e voi, da che parte state?

Bianca Damato

Giornalista, è nata a Benevento ma ha sempre vissuto a Roma. Ama viaggiare ma più di ogni altra cosa adora il cinema. Nel tempo libero va a teatro e non si perde mai un gran premio di MotoGP.