ArtePrimo PianoL’omaggio di Piacenza a Ludovico Carracci in occasione dei 400 anni dalla sua scomparsa

Martina Scavone Martina Scavone28 Settembre 2019
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Per commemorare il quattrocentesimo anno dalla dipartita di Ludovico Carracci (1555–1619), Piacenza celebra l’artista con una serie d’iniziative che avranno come fulcro la Cattedrale di Santa Maria Assunta e Santa Giustina di Piacenza, la quale rappresenta uno dei più importanti esempi di architettura romanica in Italia, nonché un unicum nel contesto dell’architettura ecclesiastica italiana per particolarità strutturali.

Si inizia con una mostra dal titolo Ludovico Carracci a Piacenza. L’arte della controriforma, che mira a far comprendere il ruolo e l’influenza che il pittore seicentesco ebbe in area piacentina e la fama di cui godettero le pitture lasciate in città dal maestro bolognese. Ideata dall’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Piacenza-Bobbio, con il patrocinio del Comune di Piacenza, con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano, e in collaborazione con Cooltour s.r.l., l’esposizione si terrà presso il Kronos-Museo della Cattedrale, dal 22 settembre 2019 al 6 gennaio 2020.

La seconda, interessante iniziativa per onorare il Carracci consta invece di una nuova tappa lungo la salita alla cupola del Duomo con affacci dai matronei finora inaccessibili e appositamente resi agibili da parte dei visitatori, così che possano ammirare il ciclo pittorico realizzato tra 1605 e 1609 nel presbiterio e nell’abside dallo stesso Carracci, da Camillo Procaccini (Parma, 1561 – Milano, 1629), e dai collaboratori Lorenzo Garbieri (Bologna, 1580-1654) e Giacomo Cavedoni (Sassuolo, 1577 – Bologna, 1660). L’ascesa, già resa suggestiva da scale a chiocciola, sottotetti e percorsi medievali nello spessore di muratura, acquisterà un valore aggiunto grazie al nuovo sistema d’illuminazione della navata centrale del Duomo: se prima gli affreschi del presbiterio e della cupola (magistralmente dipinta da Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone e, in seconda battuta, dal Guercino) erano poco valorizzati dalla scelta di chiudere, nell’Ottocento, le grandi finestre seicentesche, adesso si mostrano sotto una veste più “fresca” e genuina grazie alla luce naturale di cui godono. Promotore della decorazione del presbiterio e del coro della cattedrale fu il vescovo Claudio Rangoni, il quale fu in parte finanziatore dell’impresa, volta alla glorificazione della Vergine, ragion per cui il suo stemma campeggia negli stucchi alla base dei pennacchi. Tuttavia, parte degli affreschi della sequenza (nello specifico, Nascita della Vergine e Annunciazione del Carracci, Visitazione e Discesa dello Spirito Santo del Procaccini) sono stati staccati nel corso dei restauri svoltisi tra ottocento e novecento nell’ottica di una volontà di riproposizione del gusto medievale; in seguito vennero trasferiti su tela e attualmente sono conservati presso il Palazzo Vescovile. In collaborazione con Cooltour s.r.l. saranno organizzate delle visite guidate a tali affreschi, sempre in linea con la serie di iniziative previste. L’obiettivo è permettere ai visitatori di osservare da una distanza ravvicinata questi inediti stralci di decorazione, prima d’ora inaccessibili. Lo stesso può dirsi della tela del San Martino che dona il mantello a un povero: un tempo pala d’altare dell’omonima cappella, era collocata in un ambiente impraticabile della Cattedrale (nell’absidiola a sinistra del presbiterio). Successivamente venne posizionata in controfacciata ed ora è oggetto di un nuovo allestimento alla portata del pubblico nell’ambito della sopraccitata mostra: sarà esposta nel salone polifunzionale della Cattedrale insieme ad una selezione di documenti relativi alla committenza, fondamentali per la datazione e l’attribuzione delle opere.

Faranno parte del percorso di visita anche le due tele raffiguranti Davide e Isaia site all’interno della Cattedrale.

Una sezione apposita sarà poi dedicata ai documenti originali che testimoniano l’attività di Ludovico per il duomo di Piacenza, conservati nell’Archivio Capitolare del Duomo e nell’Archivio Storico Diocesano della città. Molto interessante anche la scelta di avvalersi di apparati didattici allo scopo di mostrare la ricostruzione figurativa del ciclo di affreschi che orna la Cattedrale nella sua integrità, così come appariva precedentemente agli smantellamenti di epoca scalabriniana, in ambito ottocentesco.

L’iniziativa raggiungerà infine il momento di maggiore enfasi con il convegno Omaggio a Carracci, in programma sabato 19 ottobre 2019, in Palazzo Vescovile a Piacenza, in cui saranno affrontati alcuni aspetti dell’attività emiliana del Carracci, della cultura pittorica coeva e dell’operato piacentino del maestro bolognese.

Dunque tre mesi per immergersi nella Piacenza vista attraverso gli occhi e la sensibilità di Ludovico Carracci, tre mesi per aprirsi alla scoperta di qualcosa di inedito, senza tuttavia distogliere l’attenzione dalle bellezze storico-artistiche che da secoli contrassegnano la città emiliana. Null’altro si può auspicare se non che tali iniziative continuino ad essere promosse con la medesima frequenza ed il medesimo entusiasmo.

Martina Scavone

Martina Scavone

Nata a Roma, classe ‘93. Si è laureata all’Università di Roma Tor Vergata: triennale in Beni Culturali e magistrale in Storia dell’Arte. Attualmente è iscritta a un Master e lavora come traduttrice freelance. Ama leggere, viaggiare e l’arte in tutte le sue sfaccettature.