ArtePrimo PianoL’insediamento del Campaniforme di Rubiera

Alice Massarenti Alice Massarenti16 Aprile 2021
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Il Vaso o Bicchiere Campaniforme è un fenomeno che interessa tutta l’Europa e prende il nome dal caratteristico recipiente che ricordava agli archeologi dell’Ottocento una campana rovesciata. Esso presenta un profilo solitamente sinuoso e veniva realizzato con un impasto ceramico fine, spesso dal colore rossastro. La caratteristica di maggior rilievo è la ricchissima decorazione, quasi sempre disposta a fasce orizzontali, ottenute con la tecnica a cordicella, a pettine o a incisione, e organizzata secondo differenti stili. Tra i principali diffusi in Europa, si possono ricordare lo stile “All over cord impressed” (AOC), formato da una decorazione a linee orizzontali impresse a cordicella che copriva tutta la superficie del vaso, lo stile “All over ornamented” (AOO), che presentava linee orizzontali a impressioni a pettine lungo tutta la superficie del vaso, lo stile marittimo o internazionale (caratterizzato da una decorazione a fasce orizzontali, dello stesso spessore, delimitate da linee parallele orizzontali, campite da motivi a pettine obliqui e alternate con fasce inornate) e infine lo stile italiano (che mostra fasce di diverse altezze e campiture).

Vaso Campaniforme, Musei Civici Reggio Emilia

Il Bicchiere Campaniforme era spesso associato ad altri elementi, come i bracciali di arciere, punte di freccia, pugnali in rame e oggetti d’ornamento. Dalla seconda metà del III millennio a.C. questo fenomeno vede un’ampissima diffusione nel continente europeo. All’inizio si pensò a un vero e proprio popolo, costituito da arcieri a cavallo oppure da piccoli gruppi dediti al commercio e in possesso delle conoscenze legate alla metallurgia. La forma del vaso, sicuramente un boccale per bere, aveva suggerito agli studiosi del tempo la presenza di bevande inebrianti, quali birra e idromele. Altro tema che suscitò un certo dibattito fu la definizione del luogo di origine del Campaniforme, che a seconda degli autori migrò dalla penisola iberica al centro Europa, fino all’Olanda. In Italia si presentano caratteristiche specifiche rispetto al fenomeno europeo; ad esempio in Lombardia sono importanti gli apporti alla conoscenza delle abitazioni: si tratta di insediamenti sia di versante, organizzati con terrazzamenti naturali o artificiali, sia di pianura. In genere essi presentano scarsa densità abitativa, alternando aree abitate con campi coltivati, e le abitazioni possono variare dalla forma quadrangolare a quella sub-ellittica.

Carta dell’Emilia-Romagna: ritrovamenti del Vaso Campaniforme e contesti del Bronzo Antico con elementi del Campaniforme

A Rubiera, nella pianura padana sulla sponda del fiume Secchia, a 12 chilometri da Reggio Emilia, sono stati rinvenuti numerosi resti di questa cultura. Sul piano artificiale prodotto dalle ruspe nella primavera del 1976 vennero in luce alcune concentrazioni di materiale archeologico che si estendevano su di un’area di un migliaio di metri quadrati. Negli anni seguenti venne esplorata sistematicamente soltanto un’area tondeggiante di terreno antropozoico, al cui interno è stato individuato un pietraio formato da ciottoli fluviali in gran parte cotti dal fuoco e spezzati per una prolungata esposizione ad alte temperature. Nel terreno che circondava il ciottolato sono stati individuati accumuli di concotto, fori di palo, grossi ciottoli fluviali, frammenti di macine, ossa e frammenti ceramici (tra cui alcuni vasi campaniformi quasi integri).

Dalle indagini svolte è emerso che l’insediamento del Vaso Campaniforme di Rubiera si trovava nell’area golenale di un paleoalveo dell’attuale fiume Secchia, e che appoggiava su un suolo in parte occupato da una foresta di querce e in parte messo a coltura. La durata di tale insediamento deve essere stata breve e il seppellimento altrettanto rapido, dato il piccolo spessore dello strato archeologico e lo stato di quasi integrità di molti reperti ceramici. I manufatti litici sono scarsi; tra di essi vi sono alcuni schegge di calcare, alcuni strumenti non finiti ottenuti da pietre locali, tre macine in pietra con macinello e alcuni strumenti finiti: un coltellino con ritocco e un semilunato a dorso. Inoltre, sono stati rinvenuti 5 frammenti di punteruoli in osso e un oggetto di corno frammentato, accuratamente lisciato lungo circa 20 centimetri, di cui non è stato stabilito l’uso.

Frammenti di vasi campaniformi, disegno da Preistoria Alpina (1982)

Lo scavo ha restituito abbondante materiale ceramico, tra cui 160 frammenti appartenenti a vasi decorati nello stile del Vaso Campaniforme, 10 frammenti di vasi di media grandezza, ornati da cordoni ricavati a rilievo dalla superficie della parete (alcuni dei quali pizzicati), 3 frammenti di orli ornati con tacche, 5 frammenti di parete di vaso di impasto grossolano ornati a unghiate, circa 50 frammenti di ceramica d’impasto grossolano e circa 30 frammenti di ceramica fine. Gli orli sono tutti esoversi e in un solo caso è stato possibile ricostruire una metà di vasetto che presenta il tipico profilo ad S. Le anse ritrovate sono molto frammentate, ma si è potuto stabilire che appartengono a una forma semplice ad anello e sono a nastro e a bastoncello.

Il materiale faunistico proviene da animali domestici macellati in giovane età, esclusi i frammenti di corna di cervo. Si tratta di piccoli maiali, quasi sempre con dentature decidue, di un vitello e di caprette o agnelli con denti permanenti poco usurati. Vi è anche il frammento di un canino inferiore di un cane di piccola taglia.

Alice Massarenti

Alice Massarenti

Nata in provincia di Modena, classe ’84, si è laureata in “Quaternario, Preistoria e Archeologia” con tesi in “Evoluzione degli insiemi faunistici del Quaternario”. Ha un’ossessione per i fossili e una famiglia che importuna costantemente con i racconti delle sue ricerche sul campo.