MusicaPrimo PianoLetters to Bach: il successo di Noa alla IUC

Ginevra Latini Ginevra Latini26 Febbraio 2020
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“Per me Bach è qualcosa di assolutamente unico” 

Così definisce la musica di Bach la cantante israeliana Noa che ieri sera ha incantato il pubblico della IUC, l’Istituzione Universitaria dei Concerti, colorando il palco di luci e invitando il pubblico a risponderle, cantando alcune note improvvisate tratte dalle sue canzoni più celebri. In questa occasione ha presentato il suo recente e originale progetto Letters to Bach.

Letters va inteso in un duplice senso, come sottolinea Noa: sono sia lettere, parole aggiunte alla musica, che corrispondenze, lettere indirizzate al grande compositore per dare vita ad un dialogo tra generazioni. Racconta che il suo primo incontro con Bach lo ebbe nel 1994, quando cantò al Vaticano l’Ave Maria di Bach-Gunod insieme al chitarrista Gil Dor, suo fedele collega da trenta anni. Già in questa occasione, a venticinque anni, riconobbe il valore universale della musica di Bach in termini di bellezza, amore e pace:

La bellezza di questa famosa melodia ha spinto Gil Dor e me, da ebrei, a fare una preghiera per la pace in cui tutti possano riconoscersi, certi che la soluzione dei problemi del mondo potrà venire proprio dall’incontro e dal dialogo tra le diverse religioni e le diverse culture. 

Immagine tratta dal video della canzone

Un secondo incontro- scontro con Bach ci fu grazie alla famosa pianista israeliana Astrith Balston: lei le propose di curare una serie di “Lecture series” cantando le melodie di Bach con un semplice “Da ba da”. Noa rimase colpita dal suggerimento, ma non era ancora convinta che questa potesse essere la sua strada dal momento che già altri gruppi lo avevano sperimentato. La svolta arrivò iniziando a scrivere dei testi e, insieme al suo direttore musicale Gil Dor, li adattò alle melodie di Bach. In quel momento capì che ne sarebbe nato un progetto (durato ben diciassette anni) e iniziò ad essere ossessionata dalle melodie di Bach – che le occupavano la mente anche nei sogni – e dallo scrivergli lettere. Oggi quella sensazione che aveva avuto a venticinque anni è confermata:

A prescindere da chi lo ascolti o dove o quando, tu non puoi non essere meravigliato o essere preso o essere entusiasta: è straziante, è felice, è incredibile.

Ecco una delle lettere indirizzate al compositore:

Caro Johann Sebastian Bach, sono trascorsi 300 anni da quando hai scritto quella musica straordinaria che è nata da te … o dovrei dire, esplosa da te in una rivelazione di bellezza abbagliante, mistero profondo, grazia e gloria, umanità condensata … Trecento anni … e ancora, quella musica ci emoziona. Ci rende umili, ci nobilita, ci culla tra le sue braccia. Ci spezza i cuori e li ricostruisce, prosciuga i nostri spiriti e li spegne, ci fa credere in Dio … o nel Dio della Musica … o in qualcosa di più grande di noi, qualunque cosa possa essere … unendo noi tutti in una, magnifica, fragile canzone umana. Ah… Johann… Che meraviglia sei!

Immagine tratta dal video della canzone

Con The race (Invenzione a due voci n. 1 in do maggiore BWV 772) abbiamo una riflessione quasi metaletteraria: mentre è impegnata a cantare, Noa cerca di descrivere e di interpretare i processi creativi di Bach. La prima invenzione è come una corsa incomprensibile. In realtà però è fin troppo chiara, tanto da risultare vertiginosa, e le sue linee melodiche si abbracciano come due amanti. Le corse finiscono e poi ricominciano e le melodie, correndo, si imitano a vicenda:

Oh signor Bach, tu mi mandi fuori di testa,

Per quanto possa cercare, non troverò mai

Un modo per comprendere quella corsa,

Il modo in cui le tue melodie abbracciano,

Come fanno gli amanti, così profonde così vere,

E poi ricominciano daccapo,

Per inseguirsi ed imitarsi ed emularsi ed immergersi ..

Ho le vertigini ma, oh Dio… questo mi fa sentire viva!

Noa nota che in ogni invenzione le melodie, di nuovo come amanti, litigano ma alla fine, in qualche modo si risolvono sempre. Ovviamente questo pensiero si riferisce alla connotazione strutturale delle invenzioni (e non solo): l’invenzione utilizza un contrappunto a due voci che prevede lo sviluppo simultaneo di linee melodiche indipendenti che si combinano secondo regole ben precise. Inoltre all’esposizione di un tema iniziale segue uno sviluppo e si termina con una ripresa del tema iniziale. Nella fase centrale il compositore sviluppa il soggetto precedentemente esposto variandolo sia melodicamente che armonicamente. Probabilmente è a questa fase di profondo cambiamento che allude Noa, sostenendo che le melodie di Bach litighino e che poi si risolvano tornando a fare pace, come in una rinascita:

Come gli amanti in tutto il mondo,

talvolta le tue melodie litigheranno

ma dopo le lacrime, c’è una rinascita,

e tu trovi il modo per sistemare le cose.

Immagine tratta dal video della canzone

Con le lettere eseguite, Noa ha toccato diversi temi che vanno dalla religione alla tecnologia, dall’eutanasia all’essere genitori, fino al femminismo e all’amore. Prima di eseguire ogni brano leggeva una lettera dal tono molto intimo indirizzata a Bach in cui raccontava del presente e poneva degli interrogativi al compositore.

In Look at me (Largo dal Concerto n.5 in fa minore per clavicembalo, archi e continuo BWV 1056) parla della solidarietà delle donne israeliane e palestinesi al di là del muro attraverso poche parole e note molto pesate, sostenute dal lento e commovente andamento del Largo:

Guardami, oltre il confine

Al di là del muro,

Guardami, nel modo in cui ti osserveresti nello specchio infranto della vita.

Con Little loving, sulle note della celebre invenzione n. 4 in re minore (BWV 775), innalza una preghiera chiedendo solo un po’ d’amore, un richiesta elementare – come la definisce lei stessa – , per cancellare la rabbia e deporre le armi:

Un po’ d’ amore, vieni qui,

Un po ‘di amore, solo un po’ di amore,

Com’è elementare …!

Un po’ d’amore, solo un po’ d’amore ogni notte e giorno,

La rabbia si scioglie,

Dai, deponiamo le nostre armi,

Cancelliamo la paura, il disappunto,

E lasciamo entrare la luce del sole.

Immagine tratta dal video della canzone

Con l’incantevole All of the angels (Cantata “Wachef auf, ruft uns die Stimme” BWV 140) parla di una intensa esperienza di vita e di morte chiedendo a Bach se celebrasse entrambe nella loro connessione. Noa intende celebrare la testardaggine, il coraggio e la convinzione di una donna svizzera malata che ha scelto l’eutanasia. Nella sua lettera a Bach, Noa racconta di aver passato con lei i suoi ultimi momenti e di non poter dimenticare i suoi occhi pieni di vita e di forza che avrebbero colpito tutti gli angeli:

Allora tutti gli angeli hanno capito che tu avresti avvolto le tue braccia intorno a loro …

Cercherebbero teneramente di riunirsi nella tua anima, ma il tuo coraggio e la tua convinzione li sorprenderebbero .. E io non piangerò, per te cara, stai volando, in un luogo di luce, un luogo di libertà,

Sei sfuggita alla notte oscura e amara, te ne sei andata credendo nell’alba, mentre gli uccelli cantano Alleluia .. Alleluia ..

Per ciò che è una vita, nient’altro che cielo cangiante, il pianto più solitario, una storia

Per ciò che è una vita, nient’altro che amore fatto gentilmente, o in un lampo di gloria

La beatitudine della creazione, la realizzazione, che tu meravigliosa come mai potevi essere, sulla strada per la libertà ritrovi la gioia, le tue braccia che si allungano come i rami di un albero, per iniziare il viaggio verso la tua destinazione

Ora la luce del giorno sta svanendo, e io aspetterò che tu invii un segno da dove il vento ha portato ogni canzone, ogni sorriso che il tuo spirito ha risvegliato, mentre gli uccelli dell’alba cantano Alleluia, Alleluia.

E io non piangerò … Per te, meravigliosa come mai potevi essere, tu stai aspettando di essere libera e stai cercando … Di radunare gli angeli intorno alla tua anima e inviarli a coloro in cui hai lasciato un vuoto …

Mia cara, sto trattenendo una lacrima, anche se avevo detto che non avrei pianto, lei non obbedirà.

Immagine tratta dal video della canzone

Con No baby (Badinerie dalla Suite BWV 1067) porta sul palco un ritmo coinvolgente e immagina di avere una sorta di storia di amore con il compositore:

No baby, non te ne andare!

Quando sono con te sono felice

Tutto il resto è superfluo.

Noa non manca di affrontare anche le tematiche ambientali:

Ora che abbiamo catturato la luce del sole, siamo liberi di affrontare tutto il disastro che c’è nell’aria,

lassù con lo smog e lo sporco che soffocano il nostro strato di ozono!

Immagine tratta dal video della canzone

 In Mars (invenzione a due voci n. 6 in mi maggiore BWV 777) e in Oh, mama dear (invenzione a due voci n. 13 in la minore BWV 784), canzone della figlia adolescente Enea, si intrecciano tematiche ambientali – come il fatto che il riscaldamento globale sembri uno scherzo o che le isole di plastica che galleggiano nel mare sono lontane e che quindi non debbano suscitare preoccupazione – a quelle genitoriali. In modo ironico la cantante ha chiesto a Bach come fosse per lui essere padre, sottolineando ironicamente il fatto che lui avesse avuto venti figli mentre lei solo tre. Noa pensa che il rapporto tra genitore e figli, anche a causa dei potenti apparecchi tecnologici, sia cambiato molto e che i figli tendano a non rispettare più gli insegnamenti dei genitori e, anzi, ritiene che loro si sentano i veri insegnanti: “sono più intelligente di quanto non sarai mai” (Enea).

Immagine tratta dal video della canzone
Immagine tratta dal video della canzone

Tra i tanti premi e onorificenze da lei ricevuti figurano il titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Pellegrino della Pace da parte dell’Ordine Francescano di Assisi (premio assegnato in passato a Bill Gates e Madre Teresa) e il Christal Award del Forum Economico Mondiale. In occasione di questo concerto la Presidente di Marevivo Rosalba Giugni ha consegnato alla cantante israeliana la targa di “Cavaliere del Mare”. Alta è anche la stima di Quincy Jones, il produttore esecutivo di Letters to Bach, nei confronti di Noa e Gil Dor, definiti da lui un dynamicaly dynamic duo:

La musica non può mai essere meno o più di ciò che tu sei come essere umano.

Ginevra Latini

Ginevra Latini

Dottoranda in Italianistica, si è specializzata in letteratura contemporanea e filosofia moderna alla Sapienza. Ha curato delle pubblicazioni su Ovidio. Studia pianoforte e si appassiona di filosofia, musica, arte, itinerari a piedi ed è attiva nel panorama editoriale.