L’abitato di Sorgenti della Nova – situato in provincia di Viterbo, nel cuore dell’Etruria meridionale, al confine tra Lazio e Toscana – risulta articolato secondo una diversificata tipologia costruttiva; infatti sono presenti sia grotte artificiali, sia abitazioni a pianta ellittica con fondazioni su canalette, sia una struttura a fossato monumentale, e anche alcune capanne a base incassata, scavate nella roccia di base. Il sito si ergeva su una rupe di origine vulcanica, con versanti scoscesi, modellata da due torrenti, nelle vicinanze di una sorgente. Le vie d’accesso erano sul lato NO, per la conformazione del terreno, e sul lato SE, dove è stato individuato un sentiero scavato nella roccia.

Le grotte artificiali si affacciano su una stretta porzione di roccia in pendenza, identificata come strada. La Grotta 51 è composta da un unico ambiente, orientato NW-SE, che presenta un ingresso semplice a base incassata a oriente. All’interno, lungo la parete est, sono state realizzate due nicchie: quella di dimensioni maggiori, di epoca protostorica, risulta tagliata da due canalette e da un buco di palo, mentre la nicchia più piccola si colloca poco più all’interno. Inoltre, è stato portato alla luce un piano pavimentale con buchi di palo e una vasca di forma sub-circolare, connessa con due canalette in pendenza verso la strada, forse funzionali a un sistema di raccolta delle acque per permetterne il deflusso verso l’esterno. All’esterno, lungo la parete orientale, si trova una nicchia di epoca protostorica che mostra tracce di combustione, probabilmente un forno, e una strada in pendenza, in cui erano stati scavati numerosi buchi di palo e tre canalette. Sono anche emersi i segni della presenza di una volta di grotta crollata, circostanza che indica l’esistenza di un’altra serie di strutture che dovevano affacciarsi su un terrazzamento inferiore.

Nel settore I si trovano tre capanne risalenti al Bronzo Finale (prima metà del X sec. a.C.) e tre strutture di servizio incassate nella roccia di base. La Capanna 1 presenta pianta sub-ellittica orientata in direzione NE-SO, con ingresso costituito da un corridoio e due gradini all’esterno della struttura; le dimensioni sono di 5,20 × 3,44 metri e all’esterno della struttura, lungo il perimetro, sono presenti alcuni buchi di palo. I ritrovamenti fanno pensare che fosse una postazione artigianale o una dispensa.
La Capanna 2 ha pianta sub-circolare orientata in direzione O-E, con ingresso costituito da un gradino e dimensioni di 3,92 × 3,60 metri. Si ritiene che avesse funzione abitativa a causa della presenza di un focolare e di ceramiche adatte alla conservazione dei cibi.
La Capanna 3 è molto danneggiata, ma presenta comunque una pianta sub-rettangolare orientata in direzione E-O, con alcuni buchi di palo intorno al perimetro, due focolari e altri buchi di palo all’interno dell’abitazione. Nei pressi delle capanne sono presenti strutture accessorie (A, B, C), che potrebbero essere aree di stoccaggio e deposito.

Nel settore Ve3 si trova una capanna, datata alla fase 3 del Bronzo Finale, orientata in direzione NO-SE, articolata in due ambienti scavati nella roccia di base, con ingresso a SE formato da un breve corridoio che presenta lungo il perimetro interno numerosi buchi di palo. Il primo ambiente ha pianta rettangolare e numerosi buchi di palo disposti lungo il perimetro. Sulla parete di fondo, in asse con l’ingresso, si apre un altro corridoio che porta al secondo ambiente quadrangolare.
Nell’area NE del settore IX si trova una struttura formata da un ambiente di forma sub-rettangolare e un corridoio, scavati nella roccia per una profondità massima di 1,60 metri verso monte, che costituiva un probabile magazzino funzionale alle grandi abitazioni.
Dal settore XII sono emerse una capanna e due strutture accessorie, databili al Bronzo Finale, tutte incassate nella roccia di base. La capanna ha funzione abitativa e si articola in due ambienti, uno a pianta sub-ellittica e l’atro a pianta ellittica, collegati da un corridoio; la struttura accessoria A mostra una pianta sub-circolare, collegata a valle a una breve canaletta, a sua volta in comunicazione con un probabile sistema di scolo; la struttura accessoria B, identificata come magazzino, mostra invece un ambiente di forma sub-quadrangolare e un corridoio di accesso sub-rettangolare.

Le strutture a base incassata sono presenti in area medio-tirrenica sino al VII secolo a.C., mentre sono rare in Etruria meridionale, dove sono più comuni le grandi abitazioni a pianta ellittica, ma entrambi i modelli abitativi sono presenti a Sorgenti della Nova. Molti autori ritengono che le capanne a pianta ellittica con fondazione su canalette siano abitazioni destinate ad accogliere famiglie di tipo allargato, mentre quelle a base incassata ospitino famiglie nucleari, per via delle dimensioni più contenute. A Sorgenti della Nova i diversi tipi abitativi rivelano come già alla fine dell’Età del Bronzo in alcuni contesti sia cominciata la trasformazione sociale che segna il passaggio dalla famiglia allargata a quella nucleare.

Alice Massarenti
Nata a Mirandola, in provincia di Modena, classe ’84, si è laureata in Archeologia e storia dell’arte del vicino oriente antico e in Quaternario, Preistoria e Archeologia con una tesi in Evoluzione degli insiemi faunistici del Quaternario. Ha un’ossessione per i fossili e una famiglia che importuna costantemente con i racconti delle sue ricerche sul campo.