Architettura, Design e ModaArtePrimo PianoIl romanico: le caratteristiche fondamentali dell’architettura europea per eccellenza

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2021/04/trw3tw3tw3tw34t.jpg

Con il termine “romanico” si indica un particolare stile architettonico sviluppatosi nell’XI secolo in Europa. Soffermiamoci innanzitutto sul termine stesso: “romanico”. In generale l’idea che si propaga da questa parola è quella di una derivazione da qualcosa di originario e quindi di ripresa di alcuni elementi derivati da una radice passata. In più, è da ricordare che, comunque, la definizione stessa di “romanico” non esisteva all’epoca. È in Francia, nel XIX secolo, che viene coniato il termine di “romanesque” per definire questo specifico stile architettonico, da cui poi, “romanico” in italiano.

Il romanico, inoltre, non ha un centro. Se per l’architettura gotica sono facilmente riferibili un periodo e luogo d’origine (Île de France, metà del XII secolo), per il romanico questo schema non può funzionare. Esso è, infatti, poligenetico. Ha, quindi, diversi centri contemporaneamente attivi e importanti in quanto si diffuse tanto da essere la tendenza dominante in Europa nell’XI secolo.

Ancora, riflettendo sulla definizione stessa, possiamo capire che l’unico riferimento possibile dal quale derivare un nuovo linguaggio architettonico era quello romano che, appunto, era diffuso in tutta l’Europa. Attraverso l’analisi di alcuni esempi francesi, costruiremo una base per poter trattare e visualizzare l’architettura romanica dell’XI e inizio XII secolo.

Abbazia di Jumièges, Francia, metà dell’XI secolo

Il primo pittoresco esempio è senza dubbio l’Abbazia di Jumièges realizzata nella metà dell’XI secolo. Sebbene oggi questa abbazia sia una rovina, è possibile comunque distaccare alcuni elementi che costituiscono le fondamenta dell’architettura e della struttura romanica. Innanzitutto, lo stile romanico si basa sull’accumulazione di strutture con una forte spinta orizzontale. Notiamo anche l’utilizzo di archi a tutto sesto (alla romana).

Abbazia di Jumièges, Francia, metà dell’XI secolo

Un’altra caratteristica è la presenza forte del muro perimetrale. Il romanico, in quanto basato sull’architettura romana antica, ne aveva ripreso anche questa inclinazione verso la costruzione di masse murarie piene, con poche aperture, che dovevano dare l’idea di stabilità e resistenza.

Tornando al concetto di accumulazione delle parti, questo stesso concetto può essere spiegato attraverso il riferimento alla composizione modulare. Sarebbe a dire che l’architettura, così concepita, si sviluppa come ripetizione continua dello stesso modulo regolare individuato nella misura della campata. Tutto è basato su masse forti, visibili e pesanti sempre, però, mantenendo una rigorosa proporzione.

Chiesa di Saint-Étienne, Francia, metà dell’XI secolo, veduta esterna

La chiesa di Saint-Étienne, iniziata nella metà dell’XI secolo, è un ottimo esempio per poter studiare maggiormente la struttura interna. Possiamo notare qui una struttura complessivamente molto simile a quella di Jumièges, ma vediamo anche dei dettagli in più.

Chiesa di Saint-Étienne, Francia, metà dell’XI secolo, veduta interna. Da notare le volte a crociera e il matroneo

Innanzitutto, una caratteristica assoluta del romanico: i soffitti con volte a crociera. La volta a crociera viene formata tramite la l’intersezione trasversale di due volte a botte.

Schema della formazione della volta a crociera

Essa, inoltre, dà la misura della campata “proiettata” verso il pavimento. Nella visione interna di Saint-Étienne vediamo anche il matroneo, ovvero l’apertura che evidenzia la fascia orizzontale al secondo livello.

Continuando, vediamo adesso la Sainte-Marie Madeleine a Vézelay, prima metà del XII secolo. L’interno è costituito sempre da questa accumulazione e accorpamento di strutture che si moltiplicano in una dimensione orizzontale.

Basilica della Sainte-Marie Madeleine, Vézelay, Francia, prima metà del XII secolo, veduta esterna

Notiamo le volte a crociera che definiscono la misura delle campate che, ricordiamo, costituiscono il modulo (o unità fondamentale) che viene ripetuta in segmenti per la costruzione della basilica. In più vediamo un ulteriore elemento tipico del romanico: le volte sono sostenute da possenti pilastri con colonne addossate, quindi attaccate direttamente alla struttura piena del pilastro stesso.

Basilica della Sainte-Marie Madeleine, Vézelay, Francia, prima metà del XII secolo, veduta interna. Da notare le volte a crociera, la struttura muraria massiccia e i pilastri a sostegno della volta

Nonostante finora abbiamo individuato tendenze quasi assolute per lo stile romanico in generale, è comunque possibile trovare delle tracce di novità e di differenziazione locale ad esempio a Poitiers, Notre-Dame la Grande, seconda metà dell’XI secolo. Notre-Dame la Grande ci dà il perfetto esempio di sviluppo locale.

Chiesa di Notre-Dame la Grande, Poitiers, Francia, seconda metà dell’XI secolo. Notiamo lo sviluppo di un linguaggio locale pur mantenendo inalterate le caratteristiche generali del romanico

Associata alla “regola” romanica, quindi, possiamo trovare anche espressioni più specifiche legate ai diversi luoghi. In questo caso vediamo le strutture coniche a completamento delle due torri laterali e notiamo anche l’utilizzo di archi leggermente a sesto acuto in facciata. L’utilizzo dell’arco a sesto acuto (o “a ogiva”) sarà una caratteristica fondamentale, successivamente, dell’architettura gotica.

Con questo approfondimento abbiamo quindi analizzato più da vicino i fondamenti dell’architettura romanica in Francia, ne abbiamo verificato le tendenze principali all’origine di un linguaggio che anche in Italia avrà un enorme successo andando a definire, ancora oggi, la maggior parte della struttura architettonica e urbanistica delle città in cui viviamo.

Ana Maria Sanfilippo

Ana Maria Sanfilippo

Classe ’96, risiede in Friuli-Venezia Giulia. Laureata presso l’Università degli Studi di Udine in Conservazione dei Beni Culturali, Studi italo-francesi, si sta specializzando in Arts, Museology and Curatorship a Bologna, dove sta frequentando l’ultimo anno della magistrale. Ha partecipato all’organizzazione della mostra digitale “Trasmissione”, di cui ha co-curato anche il catalogo. Ama la letteratura, l’arte e lo studio delle lingue straniere.