ArtePrimo PianoLa Rinascente di Roma ospita l’arte contemporanea di Xavier Veilhan

Martina Scavone Martina Scavone29 Giugno 2019
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“La Rinascente” di via del Tritone, nel cuore di Roma, è attualmente la dimora di una colossale e colorata opera d’arte contemporanea sospesa al centro dell’edifico, che si estende in altezza per oltre venti metri e che ha il potere di catturare immediatamente l’attenzione dei visitatori, i quali – entrando in uno shopping mall – tutto si aspetterebbero di trovare fuorché un’istallazione simile. L’eclettico ideatore e creatore della stessa non è altri che il francese Xavier Veilhan, al quale è stato chiesto di realizzare un intervento artistico ad hoc per inaugurare il secondo anno di vita dello store.

L’opera site specific, appartenente alla serie denominata Mobiles dall’artista, si compone di dischi, sfere colorate, barre metalliche e fili, che fluttuano leggerissimi muovendosi grazie agli spostamenti d’aria creati dalle persone che si spostano tra i corridoi e i negozi, ed animerà le varie zone del flagship store per tutto il 2019. Uno spazio tipicamente vuoto si trasforma così in un ambiente materico, invaso da svariate sfere del diametro di circa quattro metri che cambiano costantemente posizione e orientamento. L’artista definisce infatti i suoi Mobiles come delle «enormi sculture che occupano e rivelano lo spazio intorno a loro senza essere oppressive» il cui scopo non è – come tradizione vuole nei casi delle sculture dalle dimensioni monumentali – quello di suscitare un senso di piccolezza e impressionare chi osserva. Al contrario, con i Mobiles, egli ci tiene a precisare, «è sempre la figura che cambia: una struttura molto grande si evolve, pur rimanendo sempre se stessa», come se fosse un essere vivente, che reagisce agli stimoli esterni. La particolarità di quest’opera, continua Veilhan, consiste nel luogo in cui è installata: un edificio che si distingue per la sua verticalità (si compone di sei piani) e all’interno del quale vengono vendute diverse tipologie di beni di lusso. Egli, pertanto, ha voluto creare qualcosa che entrasse in forte contrapposizione sia con i materiali che con gli stessi oggetti da cui l’opera è circondata, anche sul piano cromatico. Il Mobile in questione, infatti, è basato su colori industriali come il bianco e il rosso, ed è stato disegnato appositamente per questo spazio, il che lo rende un pezzo unico. Un’installazione di arte contemporanea concepita, dunque, per vivere in sintonia con il contesto che la ospita, quello della “Rinascente”. L’opera pesa intorno ai 200 kg ed è composta da circa venti elementi mobili di materiali come il poliestere e il metallo, che sono appesi e ruotano liberamente su dei cuscinetti, dando vita ad una scultura pensile, dinamica, in continua evoluzione.

Mobile, Xavier Veilhan (2019)

Dunque è così che, alla “Rinascente” di via del Tritone, presente e passato si incontrano: mentre dall’alto pende, in un’armoniosa cascata, l’istallazione aerea di Xavier Veilhan, al piano -1 è possibile ammirare i resti di un acquedotto romano. L’Acquedotto Vergine riemerse infatti durante i lavori di edificazione del complesso, per l’esattezza durante gli scavi per il consolidamento delle fondamenta. Inaugurato da Augusto nel 19 a.C., si afferma come uno fra i più cospicui pezzi di acquedotto romano all’interno della città; era in effetti dedicato all’alimentazione di quasi tutte le più imponenti e grandiose fontane del centro, inclusa la Fontana di Trevi. Pertanto, l’installazione di Veilhan si affianca ad un’opera d’ingegno così da rendere l’esperienza della visita al negozio un momento di ispirazione culturale e immersione nella bellezza.

D’altronde è proprio in quest’ottica che, nel corso degli anni, sono stati realizzati per “La Rinascente” una serie di interventi artistici ad opera di alcuni dei più grandi nomi del design e dell’arte contemporanea, in linea con l’idea di voler esaltare e dar voce al sodalizio tra moda, arte e design. A tale scopo hanno contribuito, tra gli altri, Marcello Dudovich, Bruno Munari, Max Huber e, più di recente, Anthony Ausgang, Moritz Waldemeier, Martino Gamper e lo stesso Xavier Veilhan. Classe 1963, l’artista francese, che vive e lavora a Parigi, si sente profondamente connesso con l’Italia, incontrata per la prima volta nel 2017, in occasione del cinquantasettesimo salone della Biennale di Venezia, a cui partecipò in rappresentanza della Francia. Il suo marchio di fabbrica sono le sculture mobili da lui stesso ribattezzate con l’appellativo di Mobiles, alcune delle quali sono visibili in gallerie private, mentre altre in spazi pubblici: lo scorso anno Veilhan decise di installarne una persino nell’Aeroporto Internazionale di Seul-Incheon. Personalità creativa e versatile, il suo linguaggio si colloca a metà strada tra l’artistico e l’industriale; inoltre, la sua poetica è incentrata sulla ricerca di uno spazio espositivo in costante evoluzione, in cui il visitatore diventi attore e protagonista. Il suo portfolio vanta non solo sculture, ma anche opere di pittura, performance, video e fotografia, nonché collaborazioni musicali con artisti del calibro di Sébastien Tellier ed Eliane Radigue.

Martina Scavone

Martina Scavone

Nata a Roma, classe ‘93. Si è laureata all’Università di Roma Tor Vergata: triennale in Beni Culturali e magistrale in Storia dell’Arte. Attualmente è iscritta a un Master e lavora come traduttrice freelance. Ama leggere, viaggiare e l’arte in tutte le sue sfaccettature.