Oggi si celebra l’anniversario della nascita di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, erudita veneta del Seicento studiosa di Filosofia e Teologia che viene ricordata come la prima donna al mondo ad aver ottenuto un Dottorato. Un evento davvero sorprendente per la sua epoca. Si tratta, infatti, di un caso davvero eccezionale: si dovette aspettare più di un cinquantennio per assistere a una vicenda simile, la laurea in Italia di Laura Bassi, una fisica. Vi raccontiamo la storia e la fortuna di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, spesso denominata come Elena Lucrezia Corner, che nacque il 5 giugno del 1646 a Ca’ Loredan e morì precocemente, a soli 38 anni, nel 1684 a Padova.
Il ramo paterno della sua famiglia – quello di Giovan Battista Cornaro, lui stesso studioso di Fisica – vantava parenti celebri come il trisnonno Alvise, celebre scrittore e mecenate, il nonno scienziato Giacomo Alvise Cornaro, amico di Galilei, e infine lo zio Marcantonio che aveva creato una grande biblioteca e una collezione di quadri e di strumenti scientifici. Giovan Battista si accorse presto del talento della figlia e la spinse ad accrescere la sua cultura anche per dare lustro alla famiglia, con la sua eccezionale figura di giovane donna erudita, poiché stava perdendo i privilegi nobiliari di cui aveva sempre goduto.
A diciannove anni prese i voti come oblata benedettina, proseguendo gli studi di filosofia, teologia, greco, latino, ebraico e spagnolo. Fu spinta in questa scelta da un lato dal desiderio di vivere in modo appartato, senza sfoggiare la sua erudizione, e dall’altro dall’esigenza di partecipare attivamente a quel mondo religioso che le avrebbe permesso di studiare. Ormai nota agli studiosi del tempo, a partire dal 1669 fu accolta in alcune delle principali accademie dell’epoca. Apprese prima il greco e il latino e successivamente la filosofia, l’ebraico, lo spagnolo e la teologia.
Nel 1669 fu accolta nell’Accademia dei Ricoverati di Padova e poi nelle accademie degli Infecondi di Roma, degli Intronatidi Siena, degli Erranti di Brescia e in quelle dei Dodonei e dei Pacifici di Venezia. A seguito di una pubblica disputa di filosofia in lingua greca e latina a Venezia, il padre chiese che fosse assegnata alla figlia la laurea in teologia. Le venne concessa la laurea in filosofia e fu accolta nel Collegio dei medici e dei filosofi dello Studio padovano. A causa dei suoi duri studi, diventò molto cagionevole ammalandosi per lunghi periodi.
Morì di cancrena ed espresse il desiderio di far distruggere i suoi manoscritti, le sue poesie e i suoi studi di argomento morale. Fortunatamente alcuni di essi sono stati pubblicati postumi e ci restituiscono l’eccezionalità del suo impegno e della sua vocazione.