LetteraturaPrimo PianoLa “logica giocosa” di Lewis Carroll

Monica Di Martino3 Maggio 2022
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Di carattere timido, appassionato di matematica pura (scienza alla quale dedicò numerosi trattati), scrittore, fotografo e persino inventore, Charles Lutwidge Dodgson – in arte Lewis Carroll – fu l’inseparabile amico di molte bambine, specie di Alice Liddell. L’amicizia di Carroll con le tre bambine dei Liddell risale al 1856, ma è del 1862 la sua famosa gita in barca – con le tre sorelle e l’amico Duckworth – durante la quale inventa la storia di Alice nel Paese delle Meraviglie. Alice Liddell, per la quale aveva una particolare predilezione, era una bambina di dieci anni che Carroll aveva visto crescere, ma non fu la sua unica piccola amica. Quando viaggiava aveva sempre con sé una borsa piena di giochi, spille, fogli, forbici, per intrattenere le fanciulle che avrebbe incontrato. Una predilezione particolare quella dello scrittore, che amava anche ritrarle attraverso le foto e che testimonia ulteriormente quanto con esse si sentisse libero di dare sfogo alla propria fantasia, dimenticando l’uomo timido e impacciato – affetto da balbuzie – che era in altre occasioni. Carroll fu anche uno dei pionieri della fotografia, specie di quella fatta su lastra che richiedeva una messa in posa meticolosa: quando si affermò l’uso della pellicola, rifiutò quel modo troppo rapido di procedere e la abbandonò per sempre.

Il manoscritto della storia raccontata in barca fu, in seguito, rivisto e ampliato e nel 1865 uscì col titolo Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie. Carroll ne curò tutti gli aspetti, anche quelli che normalmente spettano all’editore, e volle scegliere personalmente l’illustratore con cui concordare, accuratamente, tutti i disegni che avrebbero dovuto ritrarre perfettamente quanto fosse in linea con la sua immaginazione. Pur se talvolta si tende a scindere gli scritti scientifici da quelli letterari, vi è certamente un’interazione tra i due campi e l’opera – la più amata e apprezzata nella letteratura infantile inglese – ha esercitato una notevole influenza anche sugli adulti per il gusto del gioco logico e verbale. Il primo libro di Alice descrive un processo di formazione e di crescita: Alice attraversa esperienze che mettono in crisi il sapere acquisito. Da una situazione iniziale di noia, passa all’inseguimento del coniglio elegantemente vestito, che si affretta brontolando come se avesse un appuntamento; mossa da curiosità, la stessa che la porterà ad aprire tutte le porte e ad avventurarsi nelle varie situazioni, si ritrova – dopo essere caduta da un pozzo profondissimo – in un paese sconosciuto popolato da strane creature. Per adeguarsi alla realtà che la circonda, Alice subisce una serie di rimpicciolimenti e ingrandimenti; inoltratasi nel “paese delle meraviglie”, viene invitata a una partita a croquet dalla Regina di cuori, prende un tè con un Cappellaio Matto, una Lepre marzolina e un Ghiro, ha un colloquio con un Gatto del Cheshire e vive mille altri singolari incontri. Assiste, infine, a un processo contro il Fante di cuori ma, prima che esso termini, si sveglia all’improvviso. L’uscita dal sogno è, evidentemente, la fase che riporta ogni cosa al suo posto, ma la narrazione ricomincia nel racconto alla sorella e nel sogno di quest’ultima che ripercorrerà quel mondo fatato, ancora una volta, insieme al lettore.

Alle avventure di Alice, Carroll diede un seguito con Attraverso lo specchio, che ebbe un analogo successo. I personaggi, che nel precedente racconto erano carte da gioco, qui si trasformano in pezzi del gioco degli scacchi e il loro comportamento – determinato dalle regole della partita – si colorerà di originali toni comici. La facoltà, tipicamente infantile, di osservare la realtà con candore diede a Carroll, quindi, la possibilità di smascherare le assurdità e le incoerenze della vita adulta e di dar vita a dei giochi basati sulle regole della logica.

Monica Di Martino

Laureata in Lettere e laureanda in Filosofia, insegna Italiano negli Istituti di Istruzione Secondaria. Interessata a tutto ciò che "illumina" la mente, ama dedicarsi a questa "curiosa attività" che è la scrittura. Approda al giornalismo dopo un periodo speso nell'editoria.