ArtePrimo PianoLa Biennale di Venezia – Si conclude la 58. Esposizione Internazionale d’Arte

Nicoletta Provenzano Nicoletta Provenzano26 Novembre 2019
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Il 24 novembre si è chiusa ufficialmente la 58. Esposizione Internazionale d’Arte – May You Live In Interesting Times, organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta e curata da Ralph Rugoff, che, nel giorno di chiusura, hanno incontrato i visitatori per ulteriore disamina e valutazione di questa edizione.

Photo by Andrea Avezzù, Courtesy of La Biennale di Venezia

Molti sono i numeri che hanno caratterizzato questa edizione e tra tutti i più entusiasmanti corrispondono alle tante presenze dei giovani che hanno rappresentato il 31% dei visitatori totali.

Questa edizione si conferma puntuale e significativa per le riflessioni e le tante ed ampie realtà presentate, aperte a considerazioni e discussioni, libere da convenzioni e superficiali riduzioni.

Negli eventi di questi sei mesi di biennale sono stati molti e diversi per entità e tipologia i percorsi e gli interrogativi che hanno di nuovo coinvolto le menti protagoniste del panorama artistico contemporaneo. Nell’attenzione e dialogo con i fruitori, questi si sono immersi all’interno dei mondi e degli immaginari che i padiglioni hanno esposto e narrato. Seicentomila i visitatori che hanno aggiunto consapevolezza e conoscenza ai loro percorsi, all’interno di un mondo che è in costante ed enigmatica evoluzione, come sottolineato dal Presidente Paolo Baratta: «I visitatori sono diventati il partner principale della Biennale. Da essi viene un contributo decisivo per il mantenimento di condizioni di autonomia e libertà».

Photo by Andrea Avezzù Courtesy of La Biennale di Venezia

Dietro numeri e numeri, cifre e calcoli di marketing c’è la capacità di instaurare una connessione e una immedesimazione empatica, poetica, politica, indagando il mondo contemporaneo, le sfide e il corso incerto dell’oggi.

Si conclude questa edizione in cui l’arte ha posto quesiti pungenti, disarmanti, ha fatto da specchio, ha riportato l’attenzione su tematiche stringenti o mai realmente solute, ha interrogato se stessa, l’ambiente, il mondo dei valori, delle identità, dei linguaggi, in un confluire di dati, di storie plurali, comuni, straordinarie.

Alla cinquantottesima Esposizione Internazionale d’Arte, hanno partecipano 90 nazioni, con la presenza per la prima volta del Ghana, del Madagascar, della Malesia e del Pakistan.

I 79 artisti con la loro poetica ci hanno offerto nuove metriche in cui cantare la complessità e l’importanza dei tempi che viviamo.

Dai Giardini all’Arenale passaggi ritmici hanno dato vita ad un controcanto comune traboccante di trame formali intrecciate alla storia, alla natura, a nuovi lessici.

Photo by Andrea Avezzù Courtesy of La Biennale di Venezia

Importanti le parole del Presidente della Biennale di Venezia, in riferimento ai gravi danni subiti dalla città di Venezia in quest’ultimo periodo: «In tali difficoltà abbiamo avvertito in misura ancor maggiore la responsabilità che ci viene dall’operare in e a favore di una città che ci ospita e ci abbellisce e alla quale vorremmo sempre rendere almeno parte di quanto ci dona». Una volontà e un impegno per la città e per le realtà della laguna che coinvolgono tutti per la salvaguardia di un patrimonio inestimabile che dona bellezza agli abitanti e ai molti turisti che vivono questa città.

Nicoletta Provenzano

Nicoletta Provenzano

Nata a Roma, storica dell’arte e curatrice. Ho scritto e curato cataloghi e mostre in collaborazione con professionisti del settore nell’ambito dell’arte contemporanea, del connubio arte-impresa e arte-scienza. Mi affascinano le ricerche multidisciplinari e il dialogo creativo con gli artisti.