Si fa trepidante l’attesa per l’apertura al pubblico – l’11 maggio – della Biennale di Venezia, che aprirà un dialogo interpretativo con infinite prospettive, angolazioni, corrispondenze e connessioni per l’affermazione di una libertà cosciente attenta alle insicurezze, ai rivolgimenti, alle precarietà del mondo attuale.

May You Live in Interesting Time, la Biennale d’Arte di quest’anno, come dichiarato dal curatore, partirà da un falso anatema ormai entrato a fare parte della cultura occidentale e in particolare del lessico politico che ne dichiara l’attualità incontestabile ormai da decenni. Una convinzione seppur fittizia sembra dare una chiara suggestione dei tempi di confusione e incertezza che stiamo vivendo.

Nella conformazione profondamente contraddittoria della nostra umanità, la relazione con ciò che è distante – nella forma, nel lessico, nella vista e nella sensorialità – rovescerà le verità oggettive, il giudizio fattuale, a favore di una liberazione dell’ingegno sensibile alla scoperta di territori inesplorati, della moltiplicazione di punti di vista ed esperienze.

La 58 Esposizione Internazionale d’Arte, a cui partecipano 90 nazioni e 79 artisti, promette riflessioni pungenti, disarmanti, in grado di dare nuove strumentazioni alle misurazioni del reale.

Nicoletta Provenzano
Nata a Roma, storica dell’arte e curatrice. Affascinata dalle ricerche multidisciplinari e dal dialogo creativo con gli artisti, ha scritto e curato cataloghi e mostre, in collaborazione con professionisti del settore nell’ambito dell’arte contemporanea, del connubio arte-impresa e arte-scienza.