ArtePrimo PianoIl villaggio neolitico di Colle Cera

Alice Massarenti16 Luglio 2021
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L’abitato neolitico di Colle Cera, vicino Loreto Aprutino (in provincia di Pescara), è localizzato sulla sommità pianeggiante di un colle a 265 metri sul livello del mare. Il substrato, costituito prevalentemente da limi argillosi giallastri omogenei, ha conservato nei 200 metri quadrati di area di scavo diverse strutture neolitiche, tra cui fosse, focolari e pozzetti. Dal fondo di una struttura provengono frammenti di carbone, datati con il metodo del radiocarbonio (5230-4910 cal bC e 5230-4940 cal bC), che hanno confermato l’attribuzione alla Cultura di Catignano, come emerso dallo studio del materiale archeologico rinvenuto.

Nell’area di scavo sono state individuate sei cavità circolari con diametro di quasi 2 metri e profonde tra 30 e 40 centimetri, riempite con terreno limoso, grandi pietre, carboni, frammenti ceramici, manufatti in selce e intonaco. Le fosse irregolari con andamento “ameboide”, ovaleggiante o lobato, sono poco profonde (non oltre i 50 centimetri) e sono lunghe tra i 3 e i 4 metri e larghe tra 1 e 2 metri; il loro riempimento è costituito essenzialmente da terreno grigio-bruno abbastanza omogeneo, con numerose concrezioni di piccole dimensioni e materiale archeologico. I focolari emersi, simili a quelli indagati nel villaggio di Catignano, sono piccole strutture leggermente infossate e riempite con pietre alterate dall’azione del fuoco o con terreno fortemente rubefatto.

La struttura 8B al termine dello scavo (Colombo et alii, 1998)

Inoltre, è stato individuato un solo pozzetto cilindrico, dalla forma “a imbuto”, con imboccatura sub-circolare più larga (del diametro di 120/130 centimetri), che si restringe fino ad 1 metro di diametro, e che ha una profondità di 1 metro. Sul fondo della struttura sono presenti due piccole buche circolari, del diametro di circa 15/20 centimetri e profonde  12 centimetri, dalla funzione ancora poco chiara, ma spesso rinvenute in altri siti come Catignano e Lugo di Grezzana. Nel riempimento è stato rinvenuto abbondante materiale archeologico, tra cui un vaso in ceramica grossolana pressoché intero sul fondo. Sono emerse, inoltre, tre strutture di forma sub-ellissoidale: la più grande è lunga 3 metri e larga 2,5 metri, è riempita con strati alternati di terreno scuro ricco di materiale archeologico e livelli di terreno giallastro senza reperti, e presenta numerose ossa di bovino alla profondità di 90 centimetri dalla superficie.

Particolare delle ossa di bovino in connessione anatomica nella struttura 8B (Colombo et alii, 1998)

Le caratteristiche tipologiche della ceramica del villaggio di Colle Cera corrispondono a quelle individuate nel villaggio di Catignano: sono state identificate quattro classi di impasto (ceramica figulina, fine rossa, fine grigia e grossolana), a cui corrispondono delle precise tecniche decorative e determinate forme vascolari, con dimensioni standardizzate e ricorrenti, per un totale di quasi 3000 frammenti.

La ceramica figulina mostra un impasto giallastro ben cotto, molto depurato e omogeneo, è decorata con motivi geometrici dipinti in rosso, a volte anche all’interno del vaso; i vasi mostrano spesso anse a nastro, verticali o orizzontali, o anse a maniglia.

La ceramica fine rossa è realizzata con argilla molto depurata e ben cotta, presenta piccoli inclusi, raramente visibili in superficie. Il colore più comune è un rosso vivo e solo pochissimi frammenti conservano la decorazione incisa. I frammenti presentano anse a maniglia orizzontali o anse a listello, raramente prese o bugne.

La ceramica fine grigia è molto simile a quella fine rossa, anche se presenta un miglior trattamento delle superfici, con una levigatura talvolta al limite con la brunitura. I frammenti presentano a volte anse a listello e solo in cinque reperti una decorazione a bande e linee incise.

La ceramica grossolana ha un impasto non depurato, ricco di inclusi di dimensioni tali da sporgere dalla superficie e causare screpolature o fratture, mentre il colore della superficie varia dal bruno al marrone. Non è decorata, ma presenta spesso sulla superficie elementi plastici: le bugne (coniche o ellittiche, estremamente frequenti), le prese (sia a linguetta che a contorno sub-triangolare, più rare) e segmenti di cordone.

Frammenti di probabili idoletti fittili: a) peduccio di vaso zoomorfo; b-e) “cornetti” fittili; f-g) “zoccoli” fittili; h) particolare del lobo modellato di uno dei due piccoli “zoccoli” fittili (Colombo et alii, 1998)

Anche a Colle Cera, come in altri siti neolitici, l’argilla fu usata per la produzione di numerosi altri manufatti (come idoletti fittili, fuseruole e vasi miniaturistici). Fino ad ora non sono stati rinvenuti idoletti fittili che rappresentino la figura umana, mentre sono attestate le raffigurazioni zoomorfe, sotto forma di frammenti di probabili vasi zoomorfi e di idoletti con forma animale.

Il villaggio di Colle Cera è il terzo sito di abitato attribuibile alla Cultura di Catignano venuto alla luce fino ad oggi – oltre a quelli di Catignano e di Villa Badessa – e permette di evidenziare i tratti che distinguono la Cultura di Catignano dalle numerose “facies” che caratterizzano, nel versante adriatico dell’Italia meridionale, la fase terminale del Neolitico antico.

Lo studio del record ha mostrato come la tipologia delle diverse forme vascolari e le dimensioni dei vasi siano standardizzate: questo lascia supporre che i vasi fossero probabilmente creati a stampo e che le loro misure fossero universalmente riconosciute e condivise dalle genti della Cultura di Catignano, in quanto ricorrono sia nei tre villaggi all’aperto, sia nei due insediamenti in grotta (Grotta dei Piccioni e Grotta Sant’Angelo).

Alice Massarenti

Nata a Mirandola, in provincia di Modena, classe ’84, si è laureata in Archeologia e storia dell’arte del vicino oriente antico e in Quaternario, Preistoria e Archeologia con una tesi in Evoluzione degli insiemi faunistici del Quaternario. Ha un’ossessione per i fossili e una famiglia che importuna costantemente con i racconti delle sue ricerche sul campo.