ArtePrimo PianoIl Parco Sculture di Beverly Pepper

Nicoletta Provenzano Nicoletta Provenzano17 Settembre 2019
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Il 14 settembre si è inaugurato a Todi il Parco Sculture di Beverly Pepper, artista americana e tuderte d’adozione. Venti opere donate dall’artista alla città di Todi sono ora esposte permanentemente in questo percorso tra arte e natura: il parco, lungo il viale della Serpentina, collega il Tempio di Santa Maria della Consolazione al centro della città, arrivando fino alla chiesa di San Fortunato.

L’inaugurazione

Ogni scultura è stata scelta dall’artista per integrarsi intimamente con il paesaggio e condurre lo sguardo dell’osservatore nella contemplazione delle opere e della natura circostante, entrambi coinvolti in dialogo sinergico ed armonioso, in un colloquio mai interrotto con le aperture, gli scorci, le salite del parco.

Le opere di Pepper sono negli equilibri della natura, inserite in un paesaggio che le richiama a se’ e che risponde alle sollecitazioni di queste creature forgiate tra le scintille di una forza creatrice inesauribile, originata negli ambienti delle fabbriche siderurgiche.

Il visitatore si compenetra in questa sintonia tra gli elementi, in una rispondenza che si compone tra il rigore e la linearità delle sculture e le spirali e le simmetrie delle formazioni vegetali.

Il Parco, il primo monotematico di scultura contemporanea in Umbria, dona nuova linfa vitale alla città di Todi, in cui passato, presente e futuro si intrecciano in questo percorso naturalistico, unendo il tempo empirico e mutevole al tempo della forza vitale, assoluto e immutabile, attraverso la lavorazione di materie stabili e imperiture. L’acciaio, la pietra serena e il Cor-Ten tenacemente catturano l’energia della terra per poi innalzarsi al cielo, al regno delle infinite possibilità a cui l’artista protende con sensuale e appassionato desiderio.

Beverly Pepper, The Todi Columns, 2019 ferro h 12 metri, ©Auro e Celso Ceccobelli

Le Todi ColumnsAventinus, Martius, Senatoria e Traiana – si stagliano al cielo come elementi totemici maestosi e inviolabili, invocando ed esternando un’unione con il mondo terrestre, in un anfiteatro naturale di pini e cipressi secolari. Le nette forme geometriche trovano il loro spazio più prossimo nei toni di azzurro che, nel susseguirsi delle ore, incorniciano un desiderio di ascesa.

Beverly Pepper, The Todi Columns, 2019 ferro h 12 metri, ©Auro e Celso Ceccobelli

Le sculture, riedizione delle Todi Columns esposte nel 1979 nella Piazza del Popolo di Todi e attualmente collocate nello Spazio Thetis dell’Arsenale Novissimo di Venezia, oggi ristabiliscono un dialogo con la città, tra medioevo, rinascimento e contemporaneità.

Beverly Pepper, La Bestia, 1965, acciaio inox 86 x 220 x 53 cm, ©Auro e Celso Ceccobelli

L’artista, nella potenza e nell’audacia della materia siderurgica in cui ha forgiato il suo linguaggio espressivo, avvolge il visitatore in un percorso intenso e consapevole con l’elemento naturalistico, con cui confrontarsi e riconoscersi nella convivenza e proporzione tra brutalità e delicatezza, come nell’opera La Bestia del 1965.

Beverly Pepper, Embrace, 1963, acciaio inox 95 x 97 x 86 cm, ©Auro e Celso Ceccobelli

L’opera Embrace del 1963 è un abbraccio lucente e poderoso, intenso e graffiante nella sua fisicità che racchiude il fruitore in un nido protettivo di icastica nitidezza.

Beverly Pepper, Ingresso, 1967, acciaio inox 116 x 164 x 52 cm, ©Auro e Celso Ceccobelli

Nell’opera Ingresso del 1967 di acciaio inox specchiante, la razionalità formale vive un minimalismo essenziale di pieni e di vuoti, di aperture e confini che si confrontano e incontrano nei riflessi del paesaggio circostante.

Beverly Pepper, Ingresso, 1967, acciaio inox 116 x 164 x 52 cm

Una razionalità formale vive nella simmetria piramidale tripartita dell’opera Exodus del 1972, che nell’apertura triangolare, vuota, posta al centro della scultura, rompe l’equilibrio simmetrico allontanandosi dall’ordine di perfezione, al contempo richiamando una potenza misterica antica.

Beverly Pepper, Exodus, 1972, acciaio inox, 210 x 375 x 270 cm

Beverly Pepper nel primo parco di sculture a lei dedicato vede un messaggio di coraggio e spinta creatrice che coinvolge tutti i cittadini di Todi.

L’artista, che ha caratterizzato e caratterizza tuttora il panorama artistico internazionale con le sue opere nate nell’ambiente della fabbrica e librate nell’aria pura ed esaltante delle colline tuderti, afferma di sentire il parco non come proprio, ma appartenente a tutti cittadini.

Il Parco ha il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali, l’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, la Regione Umbria, il FAI Umbria, la Provincia di Perugia, la Camera di Commercio di Perugia, l’Accademia di Belle Arti di Perugia.

La realizzazione del Parco è stata possibile grazie alla sinergia tra pubblico e privato: in primis l’artista Beverly Pepper, che ha donato venti sculture della sua collezione privata alla città, la Fondazione Progetti Beverly Pepper, che ha coordinato tutta l’operazione, l’Amministrazione Comunale, che ha finanziato la realizzazione del Parco e la sua manutenzione, la Regione Umbria e la Comunità Europea che hanno sostenuto l’iniziativa, i contributi della Fondazione Cassa Di Risparmio di Perugia e le sponsorizzazioni tecniche di Giulio e Mauro Borgia, della Cantina Lungarotti, delle Cantine Roccafiore, di Iron, di Luccioni Arch Studio, di Tecnogru, di Visioni Future, di 1000e20 Onethousandevents Production.

 

 

NOTE BIOGRAFICHE

Beverly Stoll Pepper nasce a Brooklyn nel 1922.Vive e lavora tra Todi e New York. Studia design pubblicitario, fotografia e design industriale presso l’Art Students’ League a Brooklyn e, a partire dagli anni Quaranta, all’Académie de la Grande Chaumière di Parigi. Durante il soggiorno Europeo visita l’Italia e Roma, dove incontra lo scrittore giornalista Curtis Bill Pepper, che diventerà suo marito. La sua prima personale, presentata da Carlo Levi, nel 1952, è alla Galleria dello Zodiaco a Roma. Frequenta in questi anni gli artisti Achille Perilli, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Giulio Turcato del Gruppo Forma1 e intesse numerosi rapporti con l’ambiente culturale romano. Nel 1960, dopo un viaggio in Cambogia ad Angkor Wat, cambia radicalmente il suo linguaggio artistico, avvicinandosi alla scultura e realizzando piccole forme in legno e argilla. Espone per la prima volta come scultrice nel 1961 a New York e a Roma alla Galleria Pogliani, con presentazione critica di Giulio Carlo Argan. Nel 1962 partecipa alla mostra Sculture nella Città nell’ambito del V Festival dei Due Mondi di Spoleto. L’artista realizza all’interno delle officine Italsider di Piombino varie opere di medie e grandi dimensioni, esperienza che sancisce il suo definitivo passaggio all’arte di forgiare e modellare il metallo. Tra il 1967 e il 1969 sperimenta vere e proprie forme di connective-art e progetti ambientali utilizzando erba, sabbia, fieno. Tra il1971 e il 1975 realizza il suo primo progetto ambientale a Dallas, Dallas Land Canal and Hillside. Nel 1971 Pepper viene ospitata dalla città di Roma per esporre una decina di sculture in acciaio inox in piazza Margana. Nel 1972 è presente alla 34. Biennale di Venezia e si trasferisce definitivamente a Todi, dove nella propria residenza costruisce il suo atelier-fabbrica. Tra il 1974 e il 1976 realizza una delle sue prime opere di Land Art, Amphisculpture, in New Jersey e nel 1977 espone alla Documenta 6 di Kassel. Nel 1998 realizza l’installazione al Forte Belvedere. Tra le opere ambientali: Todi Columns installate nella piazza del Popolo di Todi, Spazio Teatro Cellea Pistoia, Narni Columns a Narni, Palingenesis a Zurigo, Sol y Ombra Park a Barcellona, Manhattan Sentinels nella Federal Plaza di New York, Departure, For My Grand mother a Vilnius in Lituania, Brufa Broken Circle, Parco sculture di Brufa. Nel 2014 Beverly Pepper espone i suoi Circle al Museo dell’Ara Pacis a Roma, riuscendo a coniugare il passato con il presente. Tra le ultime opere di Land Art troviamo Amphisculpture, un teatro all’aperto di 3000 mq, il più grande del centro-sud Italia, creato e donato da Beverly Pepper alla città di L’Aquila nell’ambito del progetto “Nove artisti per la Ricostruzione”. Premi e riconoscimenti: Premio alla Carriera dall’International Sculpture Center di New York, National Academician della National Academy Museum and school di New York, Premio alla Scultura Alexander Calder in Francia, Chevalier de l’Ordre des Arts et Lettres Paris, Commendatore all’Ordine del Merito della Repubblica Italiana e Accademico di Merito all’Accademia di Belle Arti di Perugia.

Nicoletta Provenzano

Nicoletta Provenzano

Nata a Roma, storica dell’arte e curatrice. Ho scritto e curato cataloghi e mostre in collaborazione con professionisti del settore nell’ambito dell’arte contemporanea, del connubio arte-impresa e arte-scienza. Mi affascinano le ricerche multidisciplinari e il dialogo creativo con gli artisti.