ArteLetteraturaPrimo PianoIl Museo dei viaggiatori in Sicilia a Palazzolo Acreide: da Houel a Goethe

Luisa Santoro4 Agosto 2019
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Palazzolo Acreide in provincia di Siracusa vanta origini greche e diverse baronie dai Normanni ai Ruffo. Si respira la cultura che va tra il barocco dei suoi palazzi settecenteschi e lo stile liberty di alcuni palazzi ottocenteschi. La cittadina è ricca anche di musei particolari come la Casa Museo, realizzata dall’etnologo e antropologo Antonino Uccello nel palazzo baronale settecentesco Ferla–Bonelli, e quello archeologico Gabriele Judica. Ma Palazzolo si gloria di un Museo che presenta una particolarità e un’unicità nel suo genere. Si tratta del Museo dei Viaggiatori in Sicilia realizzata in un edificio religioso settecentesco e ricostruito nell’Ottocento come edificio privato, chiamato Palazzo Vaccaro, il quale dal 1997 è di proprietà comunale.

La Professoressa Francesca Gringeri Pantano, direttrice del Museo dei Viaggiatori, racconta come nasce il suo percorso, riguardo lo studio dei viaggiatori in Sicilia: «Sono una storica dell’arte, ma ad un certo momento mi sono occupata della letteratura odeporica, anche perché la storia dell’arte è strettamente collegata a determinate notizie e ricerche. Io mi occupo di arte, ma attraverso la ricerca archivistica, quindi con notizie sicure, certe. I viaggiatori nei loro libri, spesso hanno raccontato la Sicilia descrivendola e descrivendo dei particolari che spesso sono sfuggiti ai nostri storici. Il viaggiatore curioso che viene da fuori riesce a percepire delle cose che per noi sono talmente normali che non ci facciamo più caso. In questi testi spesso ho trovato delle notizie molto interessanti che mi illuminano su determinati percorsi dell’arte».

Il percorso del Gran Tour ha offerto agli studiosi e agli estimatori un’immensa letteratura, infatti il Museo espone disegni, documenti, incisioni, libri d’arte che tratteggiano paesaggi che riescono a divenire vedute interiori. I testi dei viaggiatori esposti, quali Houel, Goethe e altri, sono del ‘700 – ‘800 ma si trovano pezzi di pregio risalenti al ‘500. Tra questi ultimi è da segnalare la rarissima edizione del Fazzello, Il De rebus Siculis decades duae. Il Museo ha tre sezioni dedicate a: le vedute e lo stato attuale dei luoghi; le carte geografiche e il viaggio; i libri antichi di Sicilia e i testi odeporici. Il Museo dei Viaggiatori nasce nell’anno 2002, quando Palazzolo viene inserita nella lista Unesco. Dice la direttrice che «l’allora sindaco Nigro volle creare un Museo particolare, ma alla base di tutto c’era il rapporto con Antonino Uccello, il quale è stato colui che ha creato il concetto di Museo Locale. Secondo me, Nigro ha voluto creare qualcosa che fosse legato al lavoro di Antonino Uccello e contemporaneamente qualcosa che agganciava alla nuova dimensione che acquisiva Palazzolo come città dell’Unesco, ritenuta di alta cultura. Quindi Nigro voleva aprire, offrire uno spazio che si agganciasse all’Europa, al Mondo, dal punto di vista del viaggio». La dottoressa Gringeri Pantani continua dicendo: «Il Museo di Antonino Uccello costituisce la base di tutto, perché è a carattere antropologico, dove viene narrata questa terra, e dove vengono narrate le sue origini e le sue tradizioni, mentre il Museo dei Viaggiatori illustra queste tradizioni e tutto ciò che rappresenta la Sicilia vista da uno straniero. Il tutto si va ad integrare perfettamente. Ecco il pensiero alto del Sindaco che mi invita a realizzare qui a Palazzolo il Museo dei Viaggiatori in Sicilia, non me lo sta chiedendo il sindaco di Taormina, di Siracusa, di Acireale, di Agrigento che erano i luoghi che affascinavano i viaggiatori. Ma proprio qui perché Nigro intuisce un percorso di crescita, dopo il Museo Antropologico, il Museo dei viaggiatori ci sta proprio bene, perché va a collegare il tutto. Completa il percorso il Museo Archeologico Gabriele Judica».

Luisa Santoro

Siciliana, di Palazzolo Acreide (Siracusa), mi sono laureata in Conservazione dei beni culturali - indirizzo archivistico e bibliotecario - a Udine e ho conseguito varie specializzazioni e un dottorato in archivistica. La mia passione è scrivere di storia locale, specialmente di storia della Chiesa locale. Mi piace recensire libri sia siciliani che nazionali.