ArtePrimo PianoIl mondo fluttuante di Anna Onesti in mostra a Roma

Anna D’Agostino7 Ottobre 2020
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È stata inaugurata il 3 ottobre l’esposizione Un mondo fluttuante. Opere su carta di Anna Onesti presso la Casina delle Civette dei Musei di Villa Torlonia a Roma. La mostra, visibile fino al 10 gennaio 2021, è curata da Alessia Ferraro e Maria Grazia Massafra, con il patrocinio di Fondazione Italia Giappone e con la collaborazione di Arcastudio (Torino), Cartiera Paudice Nereo (Leinì – Torino), Ditta Ivano Francavilla (Anzio – Roma), IkiGai Art Gallery (Roma), Interno 14 next (Roma), Oasicolore, Studiodueti (Marino – Roma).

Un mondo fluttuante. Opere su carta di Anna Onesti

Dopo aver partecipato a una mostra collettiva presso la Casina delle Civette nel 2017, Anna Onesti torna questa volta con una personale che omaggia il Giappone attraverso le sue opere realizzate su carta, materiale protagonista del suo lavoro artistico ma anche del suo lavoro di restauratrice di opere d’arte grafica. La Onesti, infatti, è un’artista dal percorso complesso e articolato: dopo aver studiato presso le Accademie delle Belle Arti di Roma, Urbino e Torino, si è diplomata in Scenografia con Toti Scialoja e in Decorazione con Francesco Casorati; successivamente è divenuta Funzionario Restauratore Conservatore presso l’Istituto Centrale per la Grafica e ha collaborato con importanti istituzioni internazionali impegnate nella salvaguardia del patrimonio culturale.

Il suo interesse per i metodi di restauro orientali la porta a viaggiare in Giappone, India e Indonesia dove si interessa alle tecniche di fabbricazione della carta di produzione artigianale e alle pratiche legate alla sua decorazione. Proprio utilizzando tali tecniche, ispirate alla tintura tradizionale dei tessuti e attingendo alla cultura fluttuante dell’ukiyo-e (un genere di stampa artistica giapponese su carta, fiorita a partire dal XVII secolo), crea le sue opere, alcune delle quali si possono ammirare presso la dépandance della Casina delle Civette: si tratta di otto arazzi e otto aquiloni creati con la carta prodotta dalle fibre dell’albero di Kozo.

Un mondo fluttuante. Opere su carta di Anna Onesti

Anna Onesti per realizzare le sue opere si ispira dunque a procedimenti di colorazione usati fin dai tempi antichi sia in Africa che in Oriente; si tratta di modalità codificate con cui si può legare, cucire, piegare, attorcigliare o pressare il tessuto per poi tingerlo. I procedimenti in questione, derivati in particolare dalla tradizione giapponese, sono: lo shiborizome (dal verbo “shiboru” che significa “premere”, “stringere”) in cui la carta viene tinta dopo essere stata stretta, cucita o legata; l’arashi shibori (dal termine giapponese “arashi” che indica la “tempesta”) nel quale, non a caso, la carta prima di essere tinta viene arrotolata, legata e poi stretta intorno a una struttura tubolare, richiamando suggestioni di pioggia e vento; l’itajimezome, una tecnica in cui la carta viene tinta dopo essere stata piegata e poi stretta, serrata. Tali procedimenti impediscono la penetrazione del colore, salvando le aree che non devono essere tinte e dunque lasciando inalterato il colore naturale della carta.

Anna Onesti, Arazzo blu, inverno, tintura itajimezome, gouache e inchiostro sumi su carte washi montate su lino, cm 170 x 160, (2019)

I materiali utilizzati dall’artista sono in prevalenza di origine organica e colpiscono, in particolare, i colori che riportano alla mente gli antichi tintori: il blu dell’indigofera tinctoria, il viola del legno del Brasile, il rosa dei fiori di cartamo, il rosso delle radici di robbia, il giallo dell’albero di Amur, il verde delle noci di galla, il bruno dei frutti dell’ontano e il nero dell’inchiostro di carbone. Inoltre l’artista arricchisce le opere con l’utilizzo di tecniche come il collage, il monotipo, l’impronta o il ricalco. Le sfumature dei colori naturali usati si ritrovano negli arazzi e negli aquiloni in mostra, i quali sono frutto di un recente lavoro dell’artista. Proprio la creazione di questi ultimi nasce a partire dal 2005, dalla collaborazione con Fabrizio Di Pietro, nella costruzione delle strutture di bambù, intraprendendo così il montaggio delle opere di carta con materiali leggeri e flessibili, creando in tal modo dei «piccoli miracoli di perfezione tecnica», come l’artista li definisce. Questi aquiloni hanno diverse forme: quadrati, a losanga tosa, esagonale (il rokkaku) e rettangolare (l’edo). Uno di essi, forse quello che colpisce maggiormente, è dedicato alla Casina delle Civette: creato nel 2016 su carta giapponese – opera della Onesti in collaborazione con l’allieva Virginia Lorenzetti – è stato realizzato con una tecnica a gouache, inchiostro sumi, stecche di bambù e fili di cotone.

Anna Onesti, Aquilone Civetta, aquilone a losanga, inchiostro sumi, gouache su carta washi tinta con fiori di castagno, stecche di bambù e fili di cotone, cm 125 x 115, (2016), grafica di Virginia Lorenzetti

L’arte di Anna Onesti svela al mondo quel salvifico mistero che alleggerisce l’anima e la rende fluttuante – scrive la curatrice Alessia Ferraro nel bel catalogo realizzato – e sembra proprio di fluttuare, senza pensieri, in un mondo leggero quando si guardano le opere di Anna Onesti.

 

 

Un mondo fluttuante. Opere su carta di Anna Onesti
Musei di Villa Torlonia, Casina delle Civette
Dal 3 ottobre 2020 al 10 gennaio 2021
Dal martedì alla domenica dalle 9.00 – 19.00

Anna D’Agostino

Classe '93, laureata in Storia dell'Arte con una tesi in Museologia sull'arredamento dell'Ambasciata d'Italia a Varsavia dalla quale è scaturita una pubblicazione in italiano e polacco. Prosegue la ricerca inerente l'arredamento delle Ambasciate d'Italia nel mondo grazie a una collaborazione con la DGABAP del Mibact. É iscritta al Master biennale di II livello "Esperti nelle Attività di Valutazione e di Tutela del Patrimonio Culturale".