Per una immersione nell’arte contemporanea quotidiana, si propone oggi un piccolo viaggio introspettivo e circolare nella realtà della digital art che coinvolge la vista e l’udito all’interno di scenari sinestetici e multiformi. La visual art di Igor Imhoff si nutre di continue sperimentazioni, connessioni, elaborazioni ibride che vanno dalla video art al video mapping, dall’animazione alla glitch art.
Manipolazioni elettroniche e asperità digitali, orchestrate per successione di immagini e suoni, estesi e sintetizzati, sono lavorate con cura e perizia, prelevando elementi della realtà percepibile, creando elaborazioni grafiche, pittoriche, alterate in composti visuali, che formano un viaggio incandescente e convulso, immanente, incorporeo eppure fisico nella comprensione percettiva.
Il mondo visionario e fantasmatico di Imhoff costruisce onde visive aperte a percorsi che introducono al regno dei simboli, dei miti, connessioni tra immagini e testo che ampliano il racconto in una compressione scenica dal valore poetico e sinestetico. Ogni frame è intriso di qualità estetica sviluppata in forme e colori, mentre il suono è elemento primario, imprescindibile e fondante di ogni opera dell’artista.
Nel turbinio visivo e sonoro la realtà sensoriale del fruitore, nell’opera Kurgan, è scagliata in una dimora funebre, un tumulo, che conserva gli aspetti, gli oggetti, i ricordi e gli strumenti di una vita appena interrotta.

Il corpo è vibrazione luminescente, scomposta e ricomposta nell’interazione e scontro con la materia, la lotta elemento costante del travaglio vitale accompagna il viaggio verso l’accettazione del proprio stato, la difficoltà di abbandonare se stessi e i propri elementi costitutivi, fisici e spirituali, al fine di un congiungimento con la realtà particellare di cui è composto l’universo.

In Samsara, elettricità e chimica di particelle pure si incontrano in immagini che traducono la complessità dell’esistere, nelle connessioni spirituali e fisiche che ogni individuo vive nel proprio percorso di crescita, nell’interazione con l’ambiente, nello sviluppo della coscienza.


Nel video mapping Quarantana la testualità visiva de I Promessi Sposi si articola nell’impianto illustrativo di Francesco Gonin, nell’edizione riveduta del 1840, ripercorrendo le immagini che hanno ritratto i personaggi scritti, le scene narrate così come immaginate dallo sguardo del pittore e poi dalle interpretazioni, fedeli o irridenti, degli anni successivi. Tra parole e illustrazioni il video traversa e racconta gli episodi salienti del romanzo, in colori vividi, mentre piano piano prende corpo il suono e montano le parti oscure, le malvagità, le implorazioni, la pietà, gli inganni, gli attacchi impietosi delle spade che fendono di nero, nei colpi che aggiungono morte a morte.
Il mondo contadino vive nel lavoro incessante, nelle tradizioni e nei ritmi di stagioni che incuranti degli affanni compiono imperturbabili il loro corso. La peste è un nemico silenzioso, velocissimo, abile nei nascondimenti e letale come un guerriero vendicatore. Anche la musica fende l’aria e trasporta in un’epoca passata, chiamando di nuovo i personaggi protagonisti degli avvenimenti, reali e d’invenzione.
Note cromatiche e musicali aggiungono accenti all’acme della storia, mentre le silhouettes incedono, si confrontano e sovrappongono e le fiamme stridono nel crudele manifestarsi di una feroce umanità. Ma l’efferatezza e la tragedia lasciano il passo all’avanzare lento della verità, della luce di una giustizia purificatrice. Il tempo scandisce la sua ora nelle campane che, dal saluto alla morte, cantano la gioia di una riunione, di uno sposalizio, di un volo di libertà.

I lavori di Imhoff traspongono in un spazio immateriale una realtà immersiva che si compenetra in tracce di memorie antiche, in labirinti di simboli primordiali connaturati al patrimonio culturale antropico, un’indagine sull’origine che fonde uno sguardo pittorico ai linguaggi tecnologici digitali.

Nicoletta Provenzano
Nata a Roma, storica dell’arte e curatrice. Affascinata dalle ricerche multidisciplinari e dal dialogo creativo con gli artisti, ha scritto e curato cataloghi e mostre, in collaborazione con professionisti del settore nell’ambito dell’arte contemporanea, del connubio arte-impresa e arte-scienza.