LetteraturaPrimo PianoI volti della filosofia: Aristotele

Francesca Ricciuti Francesca Ricciuti10 Settembre 2019
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Aristotele, considerato insieme a Platone e Socrate uno dei padri del pensiero della filosofia occidentale, è stato oltre che filosofo anche scienziato e logico. Nato nel 384 a.C. a Stagira, l’attuale Stavro, è morto nel 322 a.C.

Diogene Laerzio ne riporta il testamento: «Andrà senz’altro bene, ma qualora capitasse qualcosa, Aristotele ha steso le seguenti disposizioni: tutore di tutti, sotto ogni aspetto, dev’essere Antipatro; però, Aristomene, Timarco, Ipparco, Diotele e Teofrasto, se è possibile, si prendano cura dei figli, di Erpillide [la sua convivente] e delle cose da me lasciate, fino all’arrivo di Nicanore. E al momento giusto, mia figlia [Piziade] sia data in sposa a Nicanore […] Se invece Teofrasto vorrà prendersi cura di mia figlia, allora sia padrone lui […] I tutori e Nicanore, ricordandosi di me, si prendano cura anche di Erpillide, sotto ogni aspetto e anche se vorrà risposarsi, in modo che non sia data in sposa indegnamente, visto che è stata premurosa con me. In particolare, le vengano dati, oltre a quello che ha già ottenuto, anche un talento d’argento e tre schiave, quelle che vuole, la schiava che già ha e lo schiavo Pirro. E se vorrà abitare a Clacide, le sia data la casa per gli ospiti vicino al giardino; se invece vorrà stare a Stagira, le sia data la mia casa paterna […] Sia libera Ambracide e le si diano, alle nozze di mia figlia, cinquecento dracme e la giovane serva che già possiede […] Sia liberato Ticone quando mia figlia si dovesse sposare, e così anche Filone, Olimpione e il suo ragazzino. Non vendano nessuno dei giovani schiavi che attualmente mi servono, ma siano impiegati; una volta dell’età giusta, siano liberati, se lo meritano […] Ovunque sia costruita la mia tomba, là siano portate e deposte le ossa di Piziade, come lei stessa ordinò; dedichino poi anche da parte di Nicanore, se sarà ancora vivo – come ho pregato a suo favore – statue di pietra alte quattro cubiti a Zeus Salvatore e ad Atena Salvatrice a Stagira».

In base alla storiografia, la biografia di Aristotele può essere suddivisa in tre periodi: i venti anni trascorsi all’Accademia; il periodo dei viaggi ad Asso, a Mitilene e in Macedonia; quello successivo alla fondazione del Liceo.

Le opere di Aristotele sono divise in scritti giovanili (Il Grillo o sulla Retorica, Sulle idee, Sul bene, Sull’anima, Protreptico, De philosophia) e quelli della maturità, classificati in sottogruppi: logica (ritenuta la fondamentale tra tutte le scienze che ha come oggetto di studio le regole della conoscenza scientifica), la metafisica, la fisica, l’etica, la politica, la retorica e la poetica.

Anche il pensiero aristotelico si pone come obiettivo principale la ricerca di un principio immutabile in grado di illustrare e spiegare i mutamenti della natura. A tale proposito Aristotele individua quattro cause: la formale, la materiale, l’efficiente e la finale. Queste quattro cause costituiscono la base del procedimento della realtà che avviene mediante due tipi di relazione: quella fra la materia e la forma e quella fra la potenza e l’atto.

Per il filosofo l’obiettivo finale dell’uomo è la felicità, la quale non deriva dal piacere ma dall’esercizio della ragione e mediante le virtù, divise da Aristotele in dianoetiche ed etiche. La caratteristica tipica delle virtù è costituita dal fatto che esse si acquisiscono con l’insegnamento. Secondo il pensiero aristotelico è possibile attuare la virtù soltanto in una società organizzata o all’interno dello Stato. A livello sociale Aristotele teorizza la distinzione tra i cittadini liberi, capace di autogovernarsi, e schiavi, incapaci di fare ciò. Aristotele inoltre analizza le diverse forme di governo, dalla monarchia alla democrazia, tutte soggette a una degenerazione.

Sono stati gli arabi nel tredicesimo secolo a rileggerlo e poi successivamente i latini, in particolare con Tommaso, lo hanno innalzato a paradigma per eccellenza. Si è guadagnato fama e fortuna di filosofo e si può dire che il pensiero medievale si è avvalso interamente della struttura aristotelica non solo sotto il profilo della ricerca logica e naturalistica ma anche, a partire dalla Scolastica, della ricerca metafisica e teologica.

Francesca Ricciuti

Francesca Ricciuti

Abruzzese, classe '85. Laureata con lode in Filologia Classica presso la Sapienza di Roma. Da sempre appassionata delle lingue classiche, ho insegnato sia privatamente che a scuola. Ho avuto esperienze di ufficio stampa nell’ambito di uno stage presso la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. Attualmente sono nell'ufficio Affari Internazionali di una confederazione nel quale mi occupo di progettazione europea, internazionalizzazione e comunicazione.