ArtePrimo PianoI Luoghi dell’Immaginario – Gaia Scaramella

Nicoletta Provenzano30 Luglio 2019
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Oggetti antichi, forme reiterate di utensili e manufatti, vegetali e cristalli, vecchie fotografie e pendenti di vetro rifondano anime di un passato che portano racchiuse storie perdute, la cui eco si incastona come labile solco negli occhi che le percorrono.

Un’azione diretta e ferma sui materiali e la contemplazione di segni, manualità e pensiero, serialità e compiutezza di una forma unica ripetuta, presiedono al lavoro dell’artista che, attraversato nella sua formazione da morsure e incisioni su lastra, percorre oggi lo spazio ed il tempo.

Assemblaggi, installazioni, incisioni, collage, differenti tecniche e differenti materie che Gaia Scaramella governa nella creazione di un ordine, di una successione di costellazioni domestiche, sono archetipi e radicamenti che il tempo conosce, che consuma e arricchisce di schegge di memoria.

Utensili di precisione, oggetti comuni, attrezzi, congegni riconoscibili e confidenziali, richiamano abitudini, rituali e gesti di un mondo casalingo, in cui il passato riprende forma in nuovi dialoghi con i propri racconti, funzionamenti e mansioni che non sono dimenticati, soppressi od estromessi, ma assumono eleganza e portamento nobile nell’esposizione del proprio logorio.

Questi oggetti, raccolti e ri-immaginati dall’artista, rivivono in nuove e composite narrazioni, impreziositi di puntali taglienti, aculei, lame di vetro, lacrime di cristallo, eleganti riccioli trasparenti, si tramutano in creature animate, antropomorfe, o giocano con i propri compiti e finalità, richiamandole per bloccarle e stravolgerle.

Gaia Scaramella, Stiro series

Nella serie Stiro lingue di fuoco fuoriescono da ferri incandescenti, lacrime di vetro scendono lente e voluminose dalle fenditure, proboscidi e zanne, capricciose spirali e frecce sono corpo che si trasforma in un lessico familiare, cristallizzato in un’architettura riconoscibile.

Gaia Scaramella, Stiro V
Gaia Scaramella, Stiro VIII

Nella serie Fuoco l’ambiente del focolare si consuma tra le fiamme multicolori dei fornelli in disuso di una macchina a gas, mentre nella serie Job l’immaginario si arricchisce di trapani desueti ed usurati che espongono delicate punte vitree, impossibilitate oramai a fendere e terebrare.

Gaia Scaramella, Fuoco
Gaia Scaramella, Job series

Un equilibrio emozionale ancorato ad inquietudini e speranze, nella poetica dell’artista diviene asse di un mondo relazionale sorretto da corrispondenze costruite su percorsi impervi.

Nell’opera Ogni donna è una lancia di cristallo la fragilità è indagata nei suoi fendenti che si stagliano sui muri pronti ad offendere e incagliarsi, per frantumarsi inevitabilmente contro un mondo troppo spietato e snaturato con le sue strutture rigide e tiranniche. Eppure, queste lance di punte di cristallo crudeli e frangibili, non scacciate dai timori di una condizione incerta ed esile, dichiarano la propria virtù e forza, in un’attraente vivacità.

Gaia Scaramella, Ogni donna è una lancia di cristallo

Memorie assopite nei cassetti, brandelli di ricordi che hanno percorso sentieri ignoti assumono nell’indagine di Gaia Scaramella i toni tenui di un colloquio esplicato in uno scambio di visioni reciproche.

Gaia Scaramella, Looking forward, particolare

In Looking forward è il passato che ci guarda e che a noi è concesso di indagare attraverso l’obiettivo fotografico, per intravedere impossibili ricongiungimenti con voci ormai mute, avvolte in un silenzio bloccato in uno sguardo fissato su una vita che palpita intorno, lontano, altrove. L’installazione che unisce fotografia e lenti fotografiche è un portale che congiunge due rive temporali in immagini vaghe che si impongono nella retina del fruitore, a cui rimandano, come specchi, emozioni e linguaggi evanescenti e fuggevoli.

Particolari di Looking forward, nello studio

In Black eyes gli occhi annegano in una paura nera d’inchiostro, lucido e compatto, che annulla i colori in un’ombra densa e brillante di crudeltà; in questa palude inospitale rimane fisso lo sguardo, pungente e mordace, mentre vegetazioni di cardi crescono indisturbate, si abbeverano da questa mistura e coltivano la loro solitudine e il loro isolamento, inaridendo man mano che cresce la loro sete.

Gaia Scaramella, Black eyes

La perfidia dei cuori alimenta quest’acqua stagnante che assorbe l’osservatore nel processo oscuro e inconscio di un mondo sotterraneo che si estende “a vista d’occhio” e che pure detiene in se’ un principio di germinazione in cui la vita si sviluppa.

Gaia Scaramella, Black eyes, particolare

Nell’opera Il vuoto della farfalla si corre dietro ad una farfalla svanita, ingannando il tempo in una caccia giocata in aria dove prende corpo un movimento sinuoso, oscillatorio, alla ricerca di una rinascita, di una magia che ancora colora gli occhi dell’infanzia, che abita i luoghi dell’affezione e dell’inspiegabile, che si stenta a trovare, a imbrigliare e a conservare per se’.

Gaia Scaramella, Il vuoto della farfalla

Tortuosi e languidi serpenti di vetro soffiato invadono il pavimento dello studio, l’opera Crystal snake ci guarda dal basso nel vigore derivatogli dalla terra, da cui emerge verso la luce. Questi animali simbolo di unione dell’energia maschile e femminile si intrecciano, con provocazione o indifferenza, in spire elettriche trasparenti, nere, dorate.

Gaia Scaramella, Crystal snake

Tra gli ultimi componimenti dell’artista, un premuroso e attento lavoro su un universo femminile di mansioni e faccende domestiche, si compone di bambole antiche, lasciate nei loro abiti mutati dal tempo, nella loro pelle segnata dalla polvere della dimenticanza. Nella loro intensa attività di massaie o segretarie efficienti, specchio di una società che stenta a morire, l’immagine della donna rimane imbrigliata in una condizione stereotipata da luoghi comuni, che pure l’artista ci presenta con fare giocoso, accentuando l’inquietudine e l’inadeguatezza di definizioni ormai superate.

Gaia Scaramella, Santastira
Gaia Scaramella con Santaspira

 

 

Nota Biografica:
Gaia Scaramella nasce nel 1979 a Roma dove vive e lavora.
Sempre a Roma frequenta  il Liceo Artistico e poi l’Accademia di Belle Arti.
A partire dal 2000 l’interesse di Scaramella è orientato verso l’incisione e la stampa calcografica, negli anni la pittura, la scultura e l’istallazione divengono il proprio linguaggio espressivo.
Ha partecipato a numerose mostre collettive e personali.

Nicoletta Provenzano

Nata a Roma, storica dell’arte e curatrice. Ho scritto e curato cataloghi e mostre in collaborazione con professionisti del settore nell’ambito dell’arte contemporanea, del connubio arte-impresa e arte-scienza. Mi affascinano le ricerche multidisciplinari e il dialogo creativo con gli artisti.