ArtePrimo PianoI Luoghi dell’Immaginario: l’atelier di Francesca Romana Pinzari

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In un luogo del sentire vivo e sincero, multiforme, flessibile e condiviso, dove i linguaggi conquistano lo spazio alternandosi e susseguendosi reciprocamente, prende corpo e determinazione la ricerca poetica e viscerale di Francesca Romana Pinzari.

Il suono impercettibile del carboncino che percorre la carta accompagna lo sguardo tra i nodi di segni che compongono la nuova ricerca dell’artista: un inscindibile collegamento e fusione tra mente, anima e ventre, che in un groviglio di connessioni si espande nello spazio, abbracciando l’individuo singolo e la collettività, esponendosi liberamente, nella propria nudità biologica e corporea, con vulnerabile temerarietà e impetuosa purezza. L’intreccio di segni si propaga in un flusso di radici che tessono tragitti di comunione organica tra la corteccia celebrale, il cuore e l’utero: un’umanità ricomposta, unita nei suoi elementi generatori in una vibrazione euritmica, si congiunge al tutto in un risveglio fisico e spirituale.

La ragione, l’intelletto, si apre, invece, in un abbraccio di ramificazioni arabescate, rivoli di coscienza grigia che dilatano e asseverano la propria presenza lucida, la propria volontà di affermazione e di comprensione di una realtà in bilico tra indifferenza e meraviglia. La mente, nel suo cogliere e accogliere, racchiude tutto l’universo, lo definisce e costruisce nei movimenti circolari e concentrici del disegno, l’origine di un fare artistico che acquisisce consapevolezza e forza nell’azione, nella traccia impressa su carta.

Tra le sale dello studio si evidenzia il linguaggio molteplice e sfaccettato dell’artista, nei diversi medium di pittura, scultura, installazione, performance, video.

Francesca Romana Pinzari, Cordis 2018, corda di juta e solfato di rame, installazione

Nella relazione con l’altro e con se stessi, nell’analisi e raccolta di ciò che rimane, nella protezione e salvaguardia di profondi legami interiori la Pinzari interpella un mondo di natura dove chimica e magia sono sinonimi di una stessa evoluzione, di una identica genealogia materica che segue andamenti e percorsi governabili solo in parte dalla sua mano.

Francesca Romana Pinzari, Sacred heart 2

Nel bianco assoluto degli spazi, silenziosa e sfavillante, appare la foresta di cristalli di solfato di rame che si stagliano su liane di corda intrecciate, presenze seducenti e fatali nella loro ascensione o discesa.

Francesca Romana Pinzari, Deep Blue, 2017, cristalli di solfato di rame su corda

Pegno di una affezione che offre un patimento fiero e intrepido, le opere Natura Naturans, Deep Blue, esprimono il coraggio di un’esistenza che si mostra nelle sue vulnerabilità e nei suoi meccanismi di difesa: anatomie minerali sembrano pronunciare all’unisono le parole “difenditi, difendimi”, in una identità e coincidenza di forza e turbamento.

Francesca Romana Pinzari, Natura Naturans, 2016, rami di rovo e cristalli di solfato di rame

Cuori di cristalli, incastonati in rovi di spine che ne preservano l’integrità, sono diamanti preziosi, anime delicate e taglienti, vibranti di fragilità che si rinnova ad ogni tentativo di carezza.

Francesca Romana Pinzari, Natura Naturans, rami di rovo e allume di rocca

La natura accompagnata e piegata ai voleri dell’artista riprende il suo ruolo di genitrice conducendo a termine il processo di cristallizzazione innestato dalla mano dell’artefice paziente a cui non serve misurare con il tempo, ma lascia fiduciosa che il mutamento si compia e il percorso degli eventi maturi nella sua potenza.

Francesca Romana Pinzari, Natura Naturans, rami di rovo e ferricianuro

Come gemme che si moltiplicano a dismisura tra i rovi, le fronde e le funi, i cristalli di solfato di magnesio, allume di rocca, ferrocianuro, solfato di rame, cromo di potassio intrecciano le proprie essenze primordiali in congiungimenti ascensionali e spiraliformi. Il sale e lo zolfo presenti in ogni concrezione minerale sono elementi alchemici a cui Paracelso, insieme al mercurio, attribuiva la proprietà di conferire la forma specifica ad ogni sostanza, mediatori di uno stato solido, liquido o gassoso che rappresentano la corporeità, l’anima e lo spirito di una materia: una mescolanza di sostanze che costituiscono questa coesione e coesistenza tra mondo vegetale e minerale a cui l’artista infonde una potenza istintuale, identitaria e sensuale.

Francesca Romana Pinzari, Chimera, 2011 – 2013, sculture con crini di cavallo legati su filo metallico
Francesca Romana Pinzari, Reliquiae, 2012, crini di cavallo intrecciati

Nelle architetture delicate ed aeree, Chimera, Reliquie e Ibridi, l’artista costruisce sottili e impalpabili sculture, vesti e disegni su tavola realizzati con reticoli e nodi di crini di cavallo e capelli umani, innestando una realtà corporea, identitaria e personale nei soggetti rappresentati: forme simboliche e mitiche che si fanno carico di un pathos primordiale restituendo una mediazione con l’unità delle forze di natura, dell’eros e della mantica.

Nelle opere performative Francesca Romana Pinzari ci dona una dedizione appassionata, un mondo interiore intenso ed emotivo in cui specchiare i nostri abissi, le nostre paure, i nostri affetti, per serbarli e insieme evidenziarli negli spazi più autentici e radiosi della nostra coscienza, come nella performance Fall in love with yourself in cui, in un approccio intimo e relazionale, l’artista interagisce con il pubblico scambiandosi carezze e gesti d’affezione avendo il volto coperto da un ovale specchiato. Il fruitore, in confronto con la propria immagine riflessa, accetta o si sottrae ad un incontro amoroso con il proprio io a cui riservare un cenno di tenerezza, un affiatamento ed una complicità in grado di rispondere fisicamente al bisogno di conforto, amore e accettazione di sé.

Francesca Romana Pinzari, Memorie apocrife, inizio della live performance All of me, photo Sergio Sechi

Nella performance All of me, come in una sacra ritualità di un tempo autentico e perduto, una candida e innocente sacerdotessa raccoglie e trascrive i segreti più intimi, le più recondite paure, inconfessabili e sconcertanti desideri che il pubblico degli astanti sceglie di condividere e affidare, in una confessione toccante, a un’anima non giudicante, che accoglie le sensazioni e le verità più profonde dell’animo umano.

Francesca Romana Pinzari, live performance All of Me, photo Sergio Sechi

L’artista intreccia un legame intimo e sottile con il mondo delle relazioni affettive, con l’organico e il viscerale, con l’umanità nei suoi rapporti con il sé e con l’altro da sé, dedicandosi intensamente alla cura e all’interazione con gli archetipi, costruendo forme simboliche delle fonti energetiche primarie che animano i comportamenti umani.

 

 

Nota biografica:

Francesca Romana Pinzari è nata a Perth in Australia nel 1976 e vive a Roma. Lavora con video, installazione, performance, scultura e pittura. Prendendo come punto di partenza se stessa e le proprie esperienze, i suoi lavori sono intimi ritratti che raccontano concetti universalmente noti nei quali gli spettatori possono immedesimarsi. Il suo ultimo ciclo di lavori verte sui concetti di natura e alchimia; rami spinosi e cristalli opalescenti si fondono per dare forma a installazioni scultoree che, mostrandosi agli occhi dello spettatore come preziosi “ex voto”, celano misteriosi rituali alchemici. Dal 1999 espone i suoi lavori sia in gallerie che in spazi pubblici e museali, in Italia e all’estero, all’interno di mostre, rassegne e festival. Tra le partecipazioni più significative si segnalano progetti in Finlandia, Slovacchia, Polonia, Germania, Regno Unito, USA, Messico e Olanda.

Nicoletta Provenzano

Nata a Roma, storica dell’arte e curatrice. Affascinata dalle ricerche multidisciplinari e dal dialogo creativo con gli artisti, ha scritto e curato cataloghi e mostre, in collaborazione con professionisti del settore nell’ambito dell’arte contemporanea, del connubio arte-impresa e arte-scienza.