Casa Sponge è luogo stabile che guarda l’orizzonte tra le nitide valli che lo circondano e in questo orizzonte si proietta libero da vincoli. Questo spazio ha una essenzialità autentica e genuina, come il profumo del pane, incarna nel suo spirito sapienza pratica, cultura, amicizia, arte, comunione e amore.
Casa Sponge è laboratorio culturale, è casa, è residenza artistica: quello che si respira entrando nelle stanze e soggiornando intorno al tavolo è un senso di famiglia che ha preso corpo tra le mura domestiche, intorno al camino, nella condivisione e nel nutrimento reciproco. Vissuti e memorie si intrecciano creando un nido protetto dove l’arte è la struttura portante che sorregge gli animi, mattone su mattone.

Il visitatore, l’ospite, l’artista, il curatore, il critico viene accolto da un susseguirsi di opere nate nei contorni e negli spazi di questo centro d’arte, oppure nelle tante iniziative progettate intorno al tavolo e poi fiorite all’interno e fuori i confini della penisola.
Il casolare nelle sue linee razionali e sincere racchiude, quasi fosse un album familiare, impronte e testimonianze di quanti hanno vissuto i suoi spazi e che vi fanno ritorno immancabilmente, come sempre si torna alle radici.

Sorgente sempre attiva e luogo dove la cultura viene coltivata nei ritmi della natura, nel silenzio e nella pienezza del paesaggio, nel senso di comunità che si costruisce nella condivisione di idee, nella creazione dialogica, nella sperimentazione e riscoperta di se stessi, Casa Sponge è anche l’abitazione dell’artista Giovanni Gaggia, fondatore e direttore artistico del centro artistico, che ha aperto le porte della propria casa, del proprio studio, lasciando entrare nei suoi luoghi intimi e nel vivo della sua ricerca, cuori pulsanti e volenterosi di sperimentarsi, di comprendere per comprendersi e ritrovarsi nella cooperazione sinergica, nella percezione sinestetica.
Lo studio di Gaggia è uno studiolo di carte, ricami, installazioni scultoree, arazzi, materiale scrittorio che emerge dalle pareti, dalla scrivania, dagli archivi, l’artista accoglie i viandanti nel suo mondo interiore, nei suoi riti e nelle sue memorie che colorano le stanze del casolare, offre un premuroso sguardo e una preziosa luce che illumina un percorso artistico profondo, agito con gentilezza.
Dalla familiarità della casa di campagna si abbraccia il mondo nella continuità del tempo, che disegna il suo scorrere tra le colline, lungo i prati, tra gli alberi che resistono agli inverni e regalano nuovi fiori e nuovi frutti. A Casa Sponge ci si arricchisce nel confronto con la propria interiorità, con la natura e i suoi ritmi, con i ricordi e le tracce che hanno segnato la casa, il giardino, il pollaio.
Nella condivisione e nella costruzione di nuove storie, le opere sono impronte vitali e preziose che vanno ad affastellarsi sulle pareti, mappe che racchiudono luoghi di affezione che teneramente, o con impeto, hanno dato fondamenta alla costruzione, artistica e personale.
Un amore profondo per il territorio, per la cultura contadina e un senso di unione comunitaria spontaneo e sincero sono i legami originari che hanno trasmesso linfa vitale a questo progetto artistico e di vita che ha più di dieci anni di attività.
Ogni spazio della casa è vissuto come esperienza di una attività corale, una sinfonia a più voci che colora ogni angolo, ogni corridoio, soffitta, camino, all’interno e all’esterno del casolare, come l’opera site specific Reflections di Vincenzo Marsiglia.

Attraverso specchi composti in figure geometriche complesse – a partire dalla stella a quattro punte, segno identitario e distintivo dell’artista – Marsiglia inonda di luce riflessa l’interno dell’antico forno, esterno alla casa, dove si cuoceva a fuoco lento il pane e i prodotti della vita contadina, in un’armonia razionale e modulata che espande lo spirito e i ritmi della tradizione.
Nei tracciati della memoria si profila la toccante opera di Max Bottino, dove il dolore di una attesa segna il destino di una esistenza anche quando non fa più male.

L’omaggio a Joseph Beuys di Mario Consiglio, You Are a Legend, installazione permanente, è apertura metaforica che staglia il cielo sulla parete esterna della casa.


Il casale nell’opera di Consiglio diviene specchio in cui riflettersi e ritrovare forza creatrice nel reinserimento all’interno del paesaggio circostante, che viene sublimato nel dipinto di Roberto Coda Zabetta, ultima opera entrata a far parte della collezione.

I delicati ricami di Giovanni Gaggia dialogano con le opere degli artisti ospiti, le sue opere sono palpiti e sussulti di un battito, immersioni nella tramatura dei ricordi da dove emergono dorati fili di luce, testimonianza di una ferita. Dalla frazione di Mezzanotte di Pergola le ombre e le orme della storia, personale e collettiva, uniscono in un abbraccio le esistenze che hanno gravitato intorno a questo angolo di mondo, o che sono venute in modalità e forme diverse in contatto con i protagonisti di questo progetto corale.
Di seguito solo alcuni degli artisti che hanno lavorato con Casa Sponge: Roberto Coda Zabetta, Angelo Bellobono, Bianco-Valente, Anneliese Müller Nisi, Aischa Gianna Müller, Ronaldo Aguiar, Antonio Bardino, Cristiano Berti, Max Bottino, Simona Bramati, Anita Calà, Cristiano Carotti, Tiziana Cera Rosco, Pierluca Cetera, Gianni Colosimo, Tiziana Contino, Rocco Dubbini, Alessandro Fonte, Eva Gerd, Antonello Ghezzi, Andrea Guerzoni, Vincenzo Marsiglia, Saba Masoumian, Cristina Nuñez, Mattia Pajè, Roberto Paci Dalò, Gianluca Panareo, Noa Pane, Francesca Romana Pinzari, Shawnette Poe, Filippo Riniolo, Piero Roi, Stefano Scheda, Mona Lisa Tina, Cristina Treppo, Rita Vitali Rosati, Paolo Angelosanto, Gianluigi Antonelli, Domenico Buzzetti, Zaelia Bishop, Mirko Canesi, Claudio Cavallaro, Daniela Cavallo, Mandra Cerrone, Simone Ferrarini, Claudia Gambadoro, Alessandro Giampaoli, Stefano Giorgi, Cristian Iotti, Karelei, Chiara Mu, Barbara Nati, Niba, Kazuo Ohno, Serena Piccinini, Beatrice Pucci, Giacomo Rizzo, Ruangrupa, Rita Soccio, Maurizio Viceré, Tintin Wulia, Emiliano Zucchini, Alessandra Baldoni, Silvia Noferi, Alfredo Pirri, Luigi Presicce, Daniele Bordoni, Mario Consiglio, Francesco Lauretta, Beatrice Meoni, Gioacchino Pontrelli, Giuseppe Stampone.

Nicoletta Provenzano
Nata a Roma, storica dell’arte e curatrice. Affascinata dalle ricerche multidisciplinari e dal dialogo creativo con gli artisti, ha scritto e curato cataloghi e mostre, in collaborazione con professionisti del settore nell’ambito dell’arte contemporanea, del connubio arte-impresa e arte-scienza.