CinemaPrimo PianoI 70 anni di Meryl Streep ci insegnano che l’età non conta nulla

Bianca Damato Bianca Damato27 Giugno 2019
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«Quando ho compiuto 40 anni, mi è stata offerta la parte della strega in un film, per ben tre volte. In un solo anno tre offerte sempre uguali. Sentivo che mi stava arrivando un segnale su Hollywood e le persone quarantenni nell’industria cinematografica. Seguendo il mio istinto ho deciso che non avrei accettato quei ruoli». Così diceva Meryl Streep nel 2015 in una puntata del talk inglese The Graham Norton Show. E possiamo affermare che mai scelta fu più giusta per la sua carriera.

Era il 1989 quando la Streep arrivò al traguardo dei 40 anni e proprio negli anni ’90 sono da segnalare alcune pellicole che vedono Meryl Streep protagonista. Nel 1990 esce Cartoline dall’inferno, con Shirley Mclaine e Dennis Quaid, film in cui la Streep interpreta un’attrice con problemi di tossicodipendenza e che ha un rapporto conflittuale con la madre. La pellicola è tratta dall’omonimo romanzo di Carrie Fisher, attrice a cui la Streep resterà sempre molto legata. Negli anni ’90 c’è spazio anche per le commedie: nel 1992, infatti, esce La morte ti fa bella, black comedy sull’amore, la bellezza e il tradimento diretta da Robert Zemeckis con Goldie Hawn e Bruce Willis. Sebbene su questi due film ci siano pareri contrastanti, si tratta di successi di botteghino che hanno svelato un altro lato attoriale dell’attrice, fino a quel momento sconosciuto. Sempre negli anni ’90 arriva uno dei film storici di Meryl Streep, nonché uno dei più apprezzati, I ponti di Madison County. Considerato uno dei film romantici più famosi della storia del cinema, racconta dell’amore travagliato tra la casalinga Francesca (Streep) e il fotografo Robert (Clint Eastwood). Per questo film, come per Cartoline dall’inferno, l’attrice ha ricevuto la candidatura ai premi Oscar come miglior attrice protagonista. Stessa cosa per il film La voce dell’amore, un ruolo fortemente drammatico in cui vediamo Meryl Streep nei panni di una donna malata di cancro che cerca di riallacciare i rapporti con la figlia Ellen.

Oltre ad un’indiscutibile dote attoriale, Meryl Streep ha dimostrato che l’età non è e non deve essere un ostacolo nell’industria del cinema, anzi, è proprio grazie all’età che la carriera di attore evolve, regalando interpretazioni diverse e mature. Tra l’altro alla fine la Streep la strega cattiva l’ha interpretata, ma nel 2014, con la pellicola Into the Woods, un musical diretto da Rob Marshall ispirato alle fiabe tradizionali come Cenerentola e Cappuccetto Rosso. E, neanche a dirlo, per questa interpretazione “canterina” ha ricevuto l’ennesima nomination agli Oscar, per la precisione la diciannovesima. D’altronde, oltre a essere l’Attrice per eccellenza, con la A maiuscola, sulla cui bravura sono tutti d’accordo, è anche una cantante straordinaria. Infatti da giovane aveva studiato canto. E pensare che per il film Florence, del 2016, la Streep ha interpretato una donna incapace nel canto e fortemente stonata, sforzandosi, durante le riprese, di non saper azzeccare una nota. Così facendo ha lasciato stupefatti gli spettatori che ancora avevano nelle orecchie la sua performance in Mamma Mia!, rifacimento dell’omonimo musical con le canzoni degli Abba.

Mary Louise, in arte Meryl, non smette mai di colpire, né il pubblico né tanto meno la critica. E lo si capisce dai numeri dei premi. 21 nomination agli Oscar e tre vittorie (per Kramer contro Kramer nel 1979, per La scelta di Sophie come miglior attrice protagonista nel 1983 e per The Iron Lady nel 2012). 9 Golden Globe su 31 nomination tra cinema e televisione e, sempre in ambito televisivo, ha ottenuto 3 Emmy Awards, un vero record di premi ancora imbattuti nella storia del cinema. Ma nonostante sia un’attrice ormai navigata a Hollywood, l’età per la Streep non è mai stata un problema. Al contrario, ha sempre dichiarato di amare le sue rughe e di non avere paura dell’invecchiamento: «Capisco davvero il dolore che accompagna l’invecchiamento, soprattutto in una donna, tuttavia trovo strane le persone che decidono di modificare artificialmente i loro volti» aveva dichiarato qualche anno fa.  È stata spesso definita dalla stampa “l’antidiva”, perché non è mai stata una star da red carpet, vita mondana e copertine di riviste scandalistiche. Sposata dal 1978 con lo scultore Don Gummer, ha sempre descritto la sua vita come serena e tranquilla. Vive in Connecticut, lontana dallo star system hollywoodiano e ha anche dichiarato di aver rinunciato a dei ruoli perché l’avrebbero allontanata troppo dalla famiglia.

In queste settimane possiamo vedere Meryl Streep in televisione, nella seconda stagione della serie Big Little Lies – Piccole grandi bugie, dramma di grande successo del canale HBO. Il suo ruolo è quello di Mary, suocera di Nicole Kidman, che arriva a Monterey per cercare di scoprire la verità sulla misteriosa morte di suo figlio, non credendo alla dinamica dell’incidente. Un ruolo, questo, fortemente atteso dai fan della serie, ma che si è rivelato importante anche per la Streep. Proprio nel periodo in cui girava la serie e vestiva i panni di una nonna affettuosa, si preparava a diventare nonna nella vita reale, grazie alla figlia Mamie. Un’ulteriore dimostrazione del fatto che l’aumentare dell’età per Meryl Streep non è importante, bisogna saperlo accettare e, soprattutto, “sfruttare” per poter interpretare ruoli sempre diversi, al cinema e in televisione.

Bianca Damato

Bianca Damato

Sono nata a Benevento ma ho sempre vissuto a Roma. Oggi sono giornalista praticante a Napoli. Mi piace viaggiare e scoprire nuove culture per arricchirmi e magari un giorno racconterò le meraviglie del mondo. Nel tempo libero vado al cinema e a teatro e non mi perdo mai un gran premio di MotoGP.