FotografiaPrimo PianoGli scatti di Michael Schmidt e Andreas Gursky in mostra a Roma

Giulia Nazzari26 Giugno 2019
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Fino al 28 giugno presso l’Accademia Tedesca Villa Massimo di Roma è in esposizione la mostra Fotografia 6 Michael Schmidt e Andreas Gursky a cura di Ute Eskildsen. L’evento rientra in un progetto più ampio nato nel 2014 con lo scopo di descrivere l’evoluzione della fotografia tedesca dagli anni Venti a oggi. Attraverso la contrapposizione di due grandi artisti, si racconta uno specifico momento storico. Questa mostra si concentra sulle immagini degli anni Ottanta, periodo in cui i due artisti – Gursky e Schmidt – si incontrano nel ruolo di insegnante e di alunno all’interno dell’Università Gesamtschule di Essen.

In questi anni Andreas Gursky si allontana dalle influenze del maestro Becher e produce singole immagini e fotografie a colori. I soggetti delle sue opere sono riconducibili alla regione della Ruhr e a Dusseldorf e si focalizzano in particolare sul rapporto tra la vita contemporanea e la natura. I personaggi in Gursky – che evita i ritratti e predilige riprese in campo totale – sono parte integrante del paesaggio.

Negli stessi anni Schmidt lavora al progetto Waffenruhe (La tregua), esposto al MOMA di New York nel 1988. Si tratta di un lavoro che racchiude una serie di opere incentrate sul Muro di Berlino, città natale dell’artista. Le immagini risultano caratterizzate da inquadrature strette con numerosi primi piani intenti a rappresentare il legame tra le persone, la natura e l’urbanizzazione della città. Al contrario di Gursky, Schmidt predilige il bianco e nero. I due fotografi rappresentano due modi di raccontare la Germania attraverso l’arte in un periodo storico di profondi mutamenti.

Giulia Nazzari

Classe 1992, cresciuta tra i monti abruzzesi e i libri, niente le è più caro di questi due elementi. Appassionata di letteratura, arte e cinema si laurea in Lettere presso l’Università degli Studi dell’Aquila.