Nella mostra Uno spazio accanto al tempo di Fosco Valentini alla Galleria Alessandra Bonomo, le coordinate spazio temporali vivono nel continuum di un’azione ripetuta, nei gesti infiniti che fluiscono ininterrottamente, annullando la distanza fisica e l’intervallo tra un prima e un dopo.
Il tempo è un ente di ragione, appartenente ad un modo di pensare o immaginare, che da solo non raggiunge la perfetta intellegibilità del reale e che insieme allo spazio è semplice sussidio dell’immaginazione.
L’infinito, nell’essenzialità ed eternità della sua sostanza, viene raggiunto dall’intelletto in una extra-temporalità che giunge alla perfetta intellegibilità del reale. A questo grado di conoscenza ci conduce l’artista argomentando nei territori della vista la filosofia di Baruch Spinoza. Fosco Valentini, nella sua poetica, indaga l’ordine del cosmo, equilibrando con cura scienza e magia, simboli e grafici matematici, la ragione e l’eterno della sostanza.
Nelle opere Lo stesso gesto in un altro spazio tempo l’artista ripercorre e ricostruisce nel presente i dipinti Il pranzo degli agricoltori di Diego Velázquez, Il pittore nello studio e La lattaia di Jan Vermeer, collocandoli in un tempo ulteriore, a noi contemporaneo, eternato nella sua semplice quotidianità, nello spazio di un ambiente intimo.

Il concetto di temperanza e di misura, che presiede ogni atto conoscitivo, sembra manifestato nelle opere fotografiche, presentate nelle stesse misure dei quadri dei pittori del seicento. Elementi iconografici e simbolici presenti nei dipinti originali, nelle fotografie digitali superano l’aspetto moraleggiante e la simbologia eucaristica, ampliando la dimensione gestuale e la sua dimensione contingente colmata di assoluto.

La memoria, come spazio del non tempo, trova dimora nei Paesaggi sonori accompagnati da musiche di un passato recente, che guidano l’osservatore all’interno dei propri vissuti, nei ricordi di città vissute nella cromaticità accesa del quotidiano.

Nell’opera Lenticolare, tre stampe lenticolari, composte in venti movimenti, di un cono, di un cilindro e di una sfera, sono figure che sintetizzano il mondo rappresentabile, trasportando l’osservatore dalla geometria Euclidea alla comprensione geometrica dell’universo nei fenomeni entropici e sintropici di onde divergenti e convergenti, approdando alla teoria unitaria in cui passato e futuro sono causalità e finalità di ogni fenomeno naturale.

Le figure si ispirano ai diagrammi di Feynman sul processo di annichilazione elettrone-positrone; da corpi solidi che il nostro sguardo percepisce come conchiusi, definiti e stabili, l’artista dà vita ad immagini che partecipano dello spazio circostante, vibrando in esso ed essendone parte integrante.
Le illustrazioni del libro d’arte dedicato a Baruch Spinoza, Baruch Spinoza. Storia disegnata per accenni, presentato a novembre 2019 presso la Galleria Nazionale, sono disposte e trasformate da una sagoma fantasmagorica che percorre il video d’arte Spinoza, esposto nella seconda sala.

La mostra Uno spazio accanto al tempo, presso la galleria Alessandra Bonomo fino al 10 febbraio, è un incontro nello spazio della visione, nel dominio della conoscenza attraverso l’immagine, un portale di congiunzione tra indagine scientifica e rappresentazione artistica.
Nota biografica:
Fosco Valentini si è formato a Roma negli anni del grande dibattito tra Pittura, Arte Povera e Concettuale. L’amicizia e la stretta collaborazione con Alighiero Boetti e con il filosofo Aldo Braibanti hanno favorito la sua apertura culturale a 360 gradi sui vari aspetti della conoscenza. Ha partecipato all’esperienza ideologica d’intonazione surrealista dell’Ufficio per l’Immaginazione preventiva, creato da Tullio Catalano e da Maurizio Benveduti sul finire degli Anni Settanta senza abbandonare mai, tuttavia, l’interesse per la pittura e per le arti plastiche. Nel 1989 si è trasferito a Lugano dove ha maturato la propria svolta artistica in direzione di una filosofia della visione che si esprime nella totale libertà dei mezzi adottati – dalla pittura anamorfica al video, dalla tecnologia lenticolare all’installazione e alla scultura tradizionale – avendo il disegno come fulcro essenziale.
Tra le gallerie con cui ha lavorato in Italia: Galleria Alessandra Bonomo, Roma (1980 – 1985; 1996); Galleria Zona, Firenze (1983); Franz Paludetto, Torino (1984); Corrado Levi, Milano; Pio Monti, Roma (1985); Marilena Bonomo, Bari (1989); Galleria Majorana, Brescia (1990); Galleria Brera 1, Corbetta – Milano (2010); Nowhere Gallery, Milano (2012); Galleria Toselli, MiArt (2013).
All’estero: Galleria De Ambrogi, Fiera di Basilea (1989); Hell, Centre d’Art Contemporain, Martigny (1993; 1994 – 1999); Hellbound 93 RMX, Veragouth Arte Contemporanea, Lugano (1998); Galleria Barbara Mahler (2000 – 2010); Kunsthalle Lugano, Lugano (2010-2011).

Nicoletta Provenzano
Nata a Roma, storica dell’arte e curatrice. Affascinata dalle ricerche multidisciplinari e dal dialogo creativo con gli artisti, ha scritto e curato cataloghi e mostre, in collaborazione con professionisti del settore nell’ambito dell’arte contemporanea, del connubio arte-impresa e arte-scienza.