Il villaggio protostorico di Frattesina, che si estendeva per circa 1 chilometro da ovest a est lungo la riva destra del Po di Adria, era collegato ai poli funerari di Fondo Zanotto e delle Narde. La prima necropoli che fa riferimento a questo sito, situata a circa 500 metri a sud-est dell’abitato, ha restituito oltre 150 deposizioni; la seconda, a pari distanza verso nord, oltrepassato il corso del fiume, è divisa in due settori distinti che hanno restituito quasi 900 sepolture, per la maggior parte a incinerazione, concentrate soprattutto a Narde I. Le deposizioni sono state distinte in due grandi insiemi, per un periodo che va dalle fasi iniziale e piena del Bronzo finale agli inizi dell’Età del Ferro.

A Narde II si notano piccoli gruppi di deposizioni, da 15 a 60 tombe, che si sviluppano in orizzontale, a partire dal centro, con le più antiche. A Narde I, invece, le sepolture raggruppate a grappolo hanno anche sviluppi verticali, che determinano la formazione di aggregati tumuliformi.
Le analisi antropologiche sono state condotte su un campione di 472 sepolture, di cui 266 per Narde I e 206 per Narde II. Solamente 6 tombe contengono resti di due individui: si tratta di associazioni tra un adulto o un giovane e un infante, ma essendo i resti del secondo individuo molto scarsi potrebbe trattarsi di contaminazioni accidentali. Se si considerano i resti in base all’età di morte, in entrambi i nuclei i subadulti sono sottorappresentati ma, considerando il campione indicativo di una reale tendenza demografica, si nota una sproporzione tra Narde I e II tale da poter riflettere un diverso tasso di mortalità infantile: era più probabile che esistessero differenze nello stato di salute e di benessere delle due popolazioni, piuttosto che di regole di inclusione ed esclusione dal rito e dai nuclei sepolcrali. Alle Narde gli infanti d’età inferiore ai 2 anni sono inclusi nei nuclei sepolcrali, dove ricevono un trattamento simile a quello degli altri deposti, diversamente da quanto sappiamo dalle necropoli a cremazione terramaricole (come Casinalbo, Montata, Bovolone) e protovillanoviane (come Pianello di Genga).
Al crescere dell’età e fino ai 20 anni, le percentuali di resti sono più alte a Narde II rispetto a Narde I; anche la più alta percentuale di individui maturi deposti a Narde I potrebbe rafforzare l’ipotesi di una maggiore aspettativa di vita. Gli studi condotti su Montata, Casinalbo e sulle necropoli birituali lombarde e venete, testimoniano che almeno fino al Bronzo recente l’aspettativa di vita alla nascita non raggiungeva in area padana i 25 anni, mentre a Frattesina questa soglia viene superata.

In entrambi i nuclei funerari la metà delle tombe mostra un corredo. Le sepolture maschili possono essere accompagnate da corredi formati da vaghi vitrei o in osso e semplici anelli (presenti, però, solo a Narde I), oppure corredi composti da uno o due spilloni o fibule serpeggianti accompagnati da anelli o vaghi. Pochissimi corredi sono formati da associazioni di fibule, oggetti da toletta o utensili, mentre solo 6 uomini deposti a Narde I sono connotati come portatori di spada, ritualmente spezzata o evocata da uno o più ribattini. Le sepolture femminili possono avere un corredo molto semplice, costituito da uno o pochi vaghi e pochi altri ornamenti minori, oppure presentare una o due fibule ad arco e utensili da filatura. Altri corredi più ricercati comprendono fibule, anelli, fermatrecce e altri piccoli ornamenti, tra cui l’ambra. Solo una decina di ricche sepolture – presenti solo a Narde I – si distinguono per le numerose fibule, utensili per filatura, pettini, armille bronzee e collane composte da centinaia di vaghi vitrei e d’osso. I corredi infantili sono più articolati a seconda dell’età del defunto, a partire dai più giovani che mostrano un corredo ricercato soltanto una volta su 5, ma presentano le stesse associazioni viste per gli adulti. Il nucleo di Narde I, rispetto alla seconda necropoli, sembra strutturato per raggruppamenti più consistenti, forse attribuibili a gruppi familiari più estesi, in cui oltre alle distinzioni di genere e di ruolo vengono prese in considerazione anche distinzioni socio-economiche.
Tutte queste differenze fanno supporre che la frazione di popolazione di Frattesina sepolta a Narde I sia contraddistinta da una maggiore aspettativa di vita, ma anche da un più elevato rango, rappresentato da una fitta concentrazione di oggetti rivelatori dello status sociale, aggiunti anche nelle sepolture degli infanti d’età minore di 2 anni. Invece, a Narde II sono stati sepolti gruppi demograficamente più ridotti e privi di una struttura gerarchica complessa quanto quella della popolazione di Narde I. Probabilmente in questa società una parte della comunità prevaleva sui rimanenti, secondo un modello simile alla struttura gentilizio-clientelare preurbana.

Alice Massarenti
Nata a Mirandola, in provincia di Modena, classe ’84, si è laureata in Archeologia e storia dell’arte del vicino oriente antico e in Quaternario, Preistoria e Archeologia con una tesi in Evoluzione degli insiemi faunistici del Quaternario. Ha un’ossessione per i fossili e una famiglia che importuna costantemente con i racconti delle sue ricerche sul campo.