FotografiaPrimo PianoDalla città di Istanbul ai ritratti di celebrità: le fotografie di Ara Güler in mostra a Roma

Anna D’Agostino Anna D’Agostino26 Agosto 2020
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La mostra fotografica Ara Güler è stata inaugurata il 29 gennaio 2020 presso il Museo di Roma in Trastevere e avrebbe dovuto concludersi il 3 maggio ma, data la chiusura del museo dovuta al Covid-19, è stata prorogata fino al prossimo 20 settembre. La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e presentata dalla Presidenza della Repubblica di Turchia in collaborazione con il Museo Ara Güler e l’Archivio e Centro di Ricerca Ara Güler.

La mostra Ara Güler al Museo di Roma in Trastevere

Si tratta di una selezione di 80 fotografie, per lo più in bianco e nero, del fotografo Ara Güler (Istanbul 1928-2018) scattate nel corso della sua lunga carriera, che iniziò nel 1950 quando – in seguito a una collaborazione giornalistica presso il giornale Yeni Istanbul (La Nuova Istanbul) – divenne corrispondente per il Vicino Oriente prima per Time Life e poi per il periodico francese Paris Match e per la rivista tedesca Stern. Durante gli anni Cinquanta fu reclutato da Henri Cartier-Bresson per l’agenzia Magnum Photos cominciando così a distribuire le sue fotografie a livello internazionale. Le immagini dei suoi reportage fotografici furono esposte in centinaia di mostre in tutto il mondo e pubblicate in riviste quali Horizon e Newsweek e in decine di libri e cataloghi d’arte, editi anche dalla casa editrice Skira, utilizzate perfino come copertina. Fra i vari riconoscimenti e premi che ebbe si annoverano la nomina fra i sette fotografi migliori del mondo nell’edizione del 1961 della pubblicazione annuale British Journal of Photography Yearbook e il prestigioso titolo di “Master of Leica” in Germania, ottenuto nel 1962. Nel 2002 la Francia lo insignì della “Legion d’Honneur Officier des Arts et des Lettres” e nel 2009 fu onorato con “La Médaille de la Ville de Paris” dal Municipio di Parigi; la sua carriera fu coronata anche dal conferimento della laurea ad honorem dall’Università Tecnica di Yıldız nel 2004, dall’Università delle Belle Arti “Mimar Sinan” nel 2013 e dall’Università di Boğaziçi nel 2014.

Ara Güler, Karaköy, 1956

La mostra romana del fotografo turco non è la prima edizione ma segue invece le esposizioni alla Galleria Saatchi a Londra, alla Galleria Polka a Parigi, al Tempio di Tofukuji a Kyoto, nell’ambito del vertice del G-20, e alla Alexander Hamilton Custom House a New York in concomitanza con l’Assemblea Generale dell’ONU.

Ara Güler, Zeyrek, 1957

Le immagini presentate sono solamente una parte di oltre due milioni di foto lasciate in eredità; nella mostra sono accompagnate da alcune frasi dello stesso artista inerenti la fotografia e la città di Istanbul, protagonista quasi assoluta dell’esposizione. Tali frasi permettono di comprendere meglio il suo sentire e consentono inoltre di capire maggiormente i suoi scatti, dato che essi non sono corredati da alcuna descrizione, se non dal titolo – che rispecchia il luogo dello scatto – e dall’anno di realizzazione. La città sulle rive del Bosforo è definita dal fotografo «la mia città. É il luogo in cui respiro». Proprio Istanbul, infatti, è il luogo in cui Ara Güler è nato e cresciuto ed è quindi al centro della sua vita e della sua arte come dimostrano le sue fotografie. Esse, scattate a partire dagli anni Cinquanta, costituiscono una preziosa testimonianza di un’umanità ormai quasi cancellata dalla memoria, come nella fotografia del 1954 intitolata Eminönü, in cui sono presenti degli uomini su un marciapiede, i quali sembrano riposarsi in un momento di pausa dal lavoro. Per Ara Güler ciò che conta è il soggetto che viene catturato: «Il fotografo deve uscire, conoscere l’uomo di strada, volergli bene, comprenderlo, e poi includerlo nella propria fotografia. Allora funziona. Non è la macchina o la carta fotografica a fare la differenza. Ciò che conta è il soggetto che immortaliamo».

Ara Güler, Eminönü, 1954

All’interno della mostra è presente una sezione composta da 37 fotografie, dedicata ai ritratti di personaggi celebri del mondo dell’arte, della letteratura, del cinema, della scienza e della politica che durante la sua carriera Ara Güler ebbe modo di intervistare e fotografare, tra i quali si annoverano Federico Fellini, Alfred Hitchcock, Cesare Zavattini, Antonio Tabucchi, Pablo Picasso, Salvador Dalì, Henri Cartier-Bresson, Marc Chagall e le affascinanti e giovanissime Sophia Loren, Brigitte Bardot e Gina Lollobrigida.

 

«Un fotografo è tenuto a conoscere tutto. Deve conoscere anche il teatro e la pittura. Come ho già detto, la fotografia è una questione di cultura».

 

Ara Güler, Federico Fellini
Ara Güler, Sophia Loren
Ara Güler, Brigitte Bardot

 

Ara Güler
Dal 30 gennaio 2020 al 20 settembre 2020.
Museo di Roma in Trastevere, Piazza Sant’Egidio 1/b – 00153 Roma
Da martedì a domenica ore 10.00-20.00

Anna D’Agostino

Anna D’Agostino

Classe '93, laureata in Storia dell'Arte con una tesi in Museologia sull'arredamento dell'Ambasciata d'Italia a Varsavia dalla quale è scaturita una pubblicazione in italiano e polacco. Prosegue la ricerca inerente l'arredamento delle Ambasciate d'Italia nel mondo grazie a una collaborazione con la DGABAP del Mibact. É iscritta al Master biennale di II livello "Esperti nelle Attività di Valutazione e di Tutela del Patrimonio Culturale". Inoltre lavora per H501 srl.