LetteraturaPrimo PianoConsigli di lettura: “Il Mondo di Sofia” di Jostein Gaarder

Giulio Valeri14 Maggio 2019
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Secondo Goethe «colui che non è in grado di darsi conto di tremila anni rimane al buio e vive alla giornata». L’autore norvegese Jostein Gaarder condivide il pensiero del grande scrittore tedesco, come dimostra la citazione d’apertura del suo romanzo più celebre, Il mondo di Sofia, alla quale è affidato il gravoso compito di tener conto dei tremila anni a cui Goethe si riferiva. Il rischio è alto: si potrebbe eccedere nel dettaglio, scrivendo un’opera destinata solo alle élite più colte. L’oggetto della narrazione è ostico: spesso bollato come inutile o noioso perché ritenuto di difficile comprensione.

Eppure, «se vogliamo mettere a punto un nostro modo di vedere la vita, può esserci d’aiuto leggere quello che altri uomini hanno pensato prima di noi». L’obiettivo è renderlo accessibile a chi non ha idea di cosa si stia parlando e soprattutto ai più giovani, destinatari ideali a cui Gaarder si rivolge, proprio come la protagonista del romanzo: Sofia, una quattordicenne alle prese con i primi grandi interrogativi dell’esistenza.

 

Non era assurdo che non potesse decidere neppure il proprio aspetto? Forse poteva scegliersi gli amici ma non aveva scelto se stessa. Non aveva neanche scelto di essere un essere umano. Che cos’era un essere umano?

 

Un corso di filosofia per corrispondenza e delle lettere l’aiuteranno a trovare le risposte, ma la condurranno anche verso nuove domande: chi è il mittente? Perché vuole aiutarla e perché la chiama Hilde? Sofia indagherà. Ogni tappa della storia del pensiero si legherà alla sua vita e a quella dei lettori; cresceranno insieme pagina dopo pagina, fino alla vertiginosa scoperta su cui si basa la realtà di entrambe: l’estremo empirismo di George Berkeley, vescovo irlandese vissuto tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo, le cui intuizioni sono ancora oggi fondamentali per le più moderne forme di narrazione: autori come Philip K. Dick e David Lynch sono solo alcuni tra i più celebri debitori.

Il punto di svolta principale del romanzo è una piacevole sorpresa per chi non si è mai confrontato con opere dalla struttura insolita, ma potrebbe risultare una prevedibile conseguenza per i lettori più esperti; tuttavia non compromette la forza complessiva del romanzo, confermata sia dall’impeccabile costruzione degli eventi in cui si muovono Sofia e gli altri personaggi, sia dalla capacità di Gaarder di trattare temi complessi attraverso un linguaggio semplice. Le modalità con cui i sistemi filosofici più complessi vengono affrontati ne sono la dimostrazione, il capitolo su Hegel l’esempio più indicativo, ed è qui che anche i lettori più esigenti verranno accontentati.

Difficile rimanere delusi dall’opera di uno scrittore che riesce a coniugare Storia, narrativa e filosofia con una simile maestria. Il Mondo di Sofia non è solo un ottimo libro per ragazzi, né un semplice riassunto della storia della filosofia. Il Mondo di Sofia è «un ottimo antidoto per “disabituarsi” al mondo così com’è e ritrovare la voglia di stupirsi».

Giulio Valeri

Ha studiato lingue, suonato con vari gruppi e viaggiato dalla Norvegia alla Nuova Zelanda. Cerca storie che lo stupiscano; non importa di che genere, purché abbiano qualcosa di interessante da dire.