CinemaPrimo Piano“C’era una volta… a Hollywood”: Tarantino omaggia il Cinema

Bianca Damato Bianca Damato26 Settembre 2019
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Tanto si è già detto sul nono film di Quentin Tarantino C’era una volta… a Hollywood. Critica e pubblico si sono divisi tra chi ha amato il nuovo lavoro del regista americano e chi, invece, l’ha bocciato sonoramente. E sai che novità, verrebbe da dire, Tarantino ha sempre diviso le masse. O lo ami o lo odi, si è sempre detto.

Cerchiamo di fare il punto e di mettere ordine: il cast dl film è strepitoso, Leonardo Di Caprio si conferma uno dei migliori attori della sua generazione, riesce a rappresentare magistralmente Rick Dalton, un attore che sta per cadere nel dimenticatoio e che cerca di restare a galla nel mare hollywoodiano con le tutte le sue forze. Altrettanto bravo – ma un gradino sotto – Brad Pitt che interpreta Cliff, il braccio destro di Rick nonché sua controfigura. Va detto che il ruolo di Pitt è più pacato e ha il merito di restare nella parte della spalla, senza sconfinare. Plauso anche a Margot Robbie che interpreta Sharon Tate ma, ad arricchire davvero il film, la schiera di attori feticcio di Tarantino, che qui compaiono in piccoli camei. Bruce Dern che ricopre il ruolo di un anziano sceneggiatore, Al Pacino nel ruolo di un agente di star, Kurt Russell che è anche il narratore della storia e Michael Madsen nel ruolo dello sceriffo, insomma un trionfo hollywoodiano.

Con questo film Tarantino ha voluto rendere omaggio al Cinema, con la C maiuscola, alla settima arte che lui ha sempre amato. Realizza una ricostruzione perfetta e impeccabile dell’atmosfera di Hollywood alla fine degli anni ’60, oltre a spiegare perfettamente il funzionamento dell’industria. Inevitabile, se ci si ricorda di quegli anni, non farsi cogliere dalla nostalgia. Apprezzabile anche la scelta, da parte del doppiaggio italiano, di lasciare in lingua originale le parti “registrate”, ossia film, voci alla radio e in televisione riproposte in forma originale. E poi c’è un omaggio a Sharon Tate e alla sua troppo breve vita, con un’incursione sullo schermo anche della vera attrice moglie di Roman Polanski.

Altro elemento bello, o forse dovremmo dire bellissimo, è il finale. È in pieno stile Tarantino, esagerato, divertente, assurdo, ironico e – neanche a dirlo – violento. Non vogliamo fare spoiler, ma vi basterà sapere che un finale così può ripagare il prezzo intero del biglietto. Tarantino non resiste alla tentazione di manipolare la realtà, di rileggere alcuni fatti di storia, come era accaduto anche in Bastardi senza gloria.

Tarantino ha voluto realizzare un film più maturo, d’altronde è il suo nono lavoro, negli anni ha attraversato generi diversi, ha osservato e studiato vari tipi di cinema e adesso vuole tirare le somme di questo suo lungo percorso. La sua è senza dubbio un’operazione nostalgia della Hollywood che fu, dei vecchi set cinematografici, del vecchio modo di fare cinema che adesso è cambiato. Si guarda con amore ai film western, ai costumi di scena e alle glorie di quegli anni. Da Bruce Lee a Steve McQueen. Alla fine la vicenda di Cielo Drive, Sharon Tate e la storia della Manson Family scivolano in secondo piano, non sono il fulcro della storia: al centro c’è il Cinema.

Bianca Damato

Bianca Damato

Sono nata a Benevento ma ho sempre vissuto a Roma. Oggi sono giornalista praticante a Napoli. Mi piace viaggiare e scoprire nuove culture per arricchirmi e magari un giorno racconterò le meraviglie del mondo. Nel tempo libero vado al cinema e a teatro e non mi perdo mai un gran premio di MotoGP.