ArteFotografiaPrimo Piano“Cattedrali Urbane”: Anna Rosati in mostra alla Galleria B4 di Bologna

Nicoletta Provenzano Nicoletta Provenzano18 Maggio 2021
https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2021/05/jjj.jpg

Nella mostra Cattedrali Urbane di Anna Rosati, a cura di Azzurra Immediato, presso la Galleria B4 di Bologna, la città si fa sensibile metafora di un presente errabondo che si smarrisce nelle linee nette di un’architettura, in istanti catturati e fermati in un’eterna seduzione luministica, ripetuta in giunzioni radianti e attraversata in traiettorie e prospettive liminali.

Le architetture colte dall’artista sono vivida percezione estensiva, moltitudini visive e processualità tonali che si intersecano e congiungono in climax effusivi, equilibrati nella distribuzione di luce e ombra e fondanti un lessico formale unitario e armonico, essenziale e trasformativo.

Anna Rosati, Cattedrali Urbane, 2020, Galleria B4, Bologna

Le cattedrali, come nuove matrici che traspongono e trasfigurano l’identità architettonica cittadina, si innestano in una metamorfosi costruttiva, in percorsi emotivi e memoriali, in limpidi fulcri variamente orientati che originano nuove spazialità verticali.

Un accordo fenomenico tra memoria urbana e incontro immaginifico attraversa i ritmi di una singolarità cittadina in transizione e richiamo con le tensioni della città, nelle espressioni e direzionalità, simmetrie e asimmetrie, riflessi e tagli cadenzati di enfasi e solennità ideali.

Anna Rosati, Cattedrali Urbane, 2020, Galleria B4, Bologna

Sovrapposizioni e superfetazioni di segni indicali procedono oltre i moduli costruttivi convergendo in linee verticali, dinamiche spaziali composite e tangenze percettive che – nella reiterazione – coordinano e tracciano mutamenti e conversioni del rapporto di affezione con il luogo.

La ricerca avviata dall’artista nel 2014 continua incessantemente e si evidenzia in un racconto di apparizioni iridescenti, nel contrasto tra luci e ombre che profilano itinerari di sguardi plurimi, rimodulati in un’icnografia sentimentale dove lo skyline si scopre variabile, inventivo, soggetto unico e subitaneo rifratto nella sua essenza identitaria mutativa, in rapporto e sovvertimento con la praesentia architettonica incontrovertibile.

Realtà contenente e contenuta nel costrutto urbano, l’edificio è indagato da Anna Rosati nella delineazione formale, all’interno e oltre i suoi perimetri lineari, al contempo voltando, invertendo e rinnovandone l’identità visiva che emerge nelle modalità in cui è vissuta.

Anna Rosati, Cattedrali Urbane, 2020, Galleria B4, Bologna

Dal fotogramma l’artista interviene in post-produzione creando diverse e altre entità visive, che si pongono all’osservatore come materia viva e dinamica, rovesciamento discorsivo e periplo composito, moltiplicato in spigoli e decostruzioni metriche, alternatamente profuse in luminosità crescenti o digradanti in caliginose atmosfere mattutine.

Anna Rosati, Cattedrali Urbane, 2020, Galleria B4, Bologna

Come scrive la curatrice Azzurra Immediato nel testo critico: «Cattedrali Urbane è un’allegoria della memoria, è un codice, è un archivio di effimera essenza che tenta, riuscendovi, di tracciare le coordinate di un tempo che non tornerà e che nella bellezza della creazione e della sua conversione trova ragion d’essere e di mutare così come muta l’anima, come mutano i sentimenti».

L’opera fotografica di Anna Rosati stravolge e purifica l’essenzialità e l’ordine verticale delle forme urbane, al di là delle definizioni  marginali di centralità e di luoghi non rapportati a contesti di radicamento culturale, che pure si ridefiniscono cattedrali, intese come espressioni prime di un linguaggio architettonico, regolatore dello spazio e delle sue componenti simboliche.

Nicoletta Provenzano

Nicoletta Provenzano

Nata a Roma, storica dell’arte e curatrice. Affascinata dalle ricerche multidisciplinari e dal dialogo creativo con gli artisti, ha scritto e curato cataloghi e mostre, in collaborazione con professionisti del settore nell’ambito dell’arte contemporanea, del connubio arte-impresa e arte-scienza.