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Il 3 febbraio del 1820 John Keats scrisse a Charles Armitage Brown: «Conosco il sangue di quel colore! È sangue arterioso. Non mi inganna quel colore. Quella goccia di sangue è la mia garanzia di morte. Morirò». I sintomi della tubercolosi si facevano sempre più evidenti nel giovane poeta inglese e lui, che aveva studiato medicina – sebbene l’avesse poi abbandonata per scrivere – sapeva riconoscere tutti quei segni. Non restava che una scelta: trasferirsi...

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Qualche anno fa, mentre si attraversava Venezia e ci si perdeva tra i suoi calli, capitava spesso di sentire il nome di Tommaso Traetta, un compositore del Settecento, che ha avuto l’insolita quanto rara fortuna di vedersi riconoscere il suo talento in vita. Adesso non tutti lo conoscono, perché non ha assunto la fama popolare di Mozart o Beethoven. Ma, per chi è nato e cresciuto a Bitonto, la sua città natale, è un oltraggio...

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In pieno clima positivista si colloca Émile Zola, il romanziere sperimentale la cui produzione si è sviluppata – in gran parte – nella seconda metà dell’Ottocento. Si dedicò al giornalismo e all’attività di romanziere, scrivendo inizialmente racconti di impronta romantica per poi abbracciare pienamente le idee positiviste. Il suo primo romanzo naturalistico, Therese Raquin, fu impostato proprio su basi scientifiche. Al suo apparire, il romanzo – che narra di due amanti tormentati per aver compiuto...

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«Volere il meno possibile e conoscere il più possibile» è la massima che ha guidato la vita di Arthur Schopenhauer. Lo dice lui, o meglio: lo scrive. I suoi scritti, noi, li ritroveremo su carta stampata quasi per miracolo: questi pensieri non furono infatti mai pubblicati nell’intero arco della sua vita. Preceduto da L’arte di essere felici, saggio nel quale – attraverso cinque massime – impariamo a essere il più felici possibile senza sforzi eccessivi,...

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È il 1942 e due bambine, Denise ed Elisabeth, hanno perso entrambi i genitori, rimasti vittime nel campo di concentramento di Auschwitz, la mamma ad agosto e il papà a novembre. Le sorelline rimangono allora con la tutrice, che toltagli la stella gialla dai vestiti, le porta clandestinamente attraverso la Francia e le nasconde in un convento e poi in diverse cantine nella regione di Bordeaux. Durante questa fuga, la tutrice e le bambine portano...

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Quando ci si reca a Firenze, bisogna andare a casa di Dante: è una tappa obbligata, che consente di vivere una visita metaforica al Dante ragazzo, al fanciullo studioso e innamorato, così dissimile dal poeta in esilio, costretto a peregrinare di città in città, senza “Gran Lombardi” che possano accoglierlo. Quanto ha sofferto Dante a causa della politica del tempo e a quanto ha dovuto rinunciare per la sua amatissima Firenze; eppure, noi, fortunati posteri,...

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Che il reale possa essere considerato da punti di vista differenti (anche lontani o antitetici fra di loro), che ogni cosa abbia il suo rovescio, che la realtà sia sempre aperta e mutevole è quanto si afferma nella letteratura carnevalesca, della quale François Rabelais è stato considerato uno dei maggiori esponenti d’età rinascimentale. A quale opera si faccia riferimento precisamente è presto detto: il romanzo di Gargantua e Pantagruele. Sotto lo pseudonimo di Alcofribas Nasier,...

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L’influenza di Dante Alighieri sulla letteratura mondiale è cosa nota. Scrittori e poeti di tutte le nazioni si sono lasciati trascinare dalle terzine della Divina Commedia e hanno a loro volta composto delle opere ispirate alle vicende narrate nel poema dal poeta fiorentino. In occasione del settimo centenario della morte del Sommo Poeta, è doveroso ripercorrere anche queste tracce dantesche disseminate nella letteratura straniera. Durante i primi decenni del XIX secolo, in particolare in Inghilterra,...

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«Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia: / essamina le colpe ne l’intrata; / giudica e manda secondo ch’avvinghia. / Dico che quando l’anima mal nata / li vien dinanzi, tutta si confessa; / e quel conoscitor de le peccata / vede qual loco d’inferno è da essa; / cignesi con la coda tante volte / quantunque gradi vuol che giù sia messa. / Sempre dinanzi a lui ne stanno molte: / vanno a vicenda ciascuna al...

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È sul Carso, dove Giuseppe Ungaretti aveva scelto di arruolarsi come volontario, che nasceranno le liriche pubblicate con il titolo Il Porto sepolto. Una decisione che si rivelò, quindi, fondamentale per lo scrittore, definito come massimo esponente di quella corrente chiamata ermetismo. I versi successivi saranno raccolti in Allegria di naufragi e confluiranno nel volume L’allegria. È lo stesso Ungaretti che tiene a precisare il carattere autobiografico delle sue poesie; ricollegandosi al Simbolismo, porta alle estreme conseguenze il...