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«Dunque la morte di una bella donna è, fuor di discussione, il più poetico tema in tutto il mondo». Così scrisse Edgar Allan Poe nel 1846 in La filosofia della composizione. E questo sinistro assunto sembra essere stato un filo conduttore di buona parte della sua produzione letteraria, indissolubilmente attorcigliata alle drammatiche vicende che si abbatterono sulla sua breve e tormentata esistenza. Quando si pensa alla letteratura dell’orrore, uno dei primi autori ai quali ci...

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Di fronte alle manie di protagonismo, di grandezza e di dominio, all’incrollabile “fede” dell’uomo in se stesso, è forse utile ricordare quanto sia inutile qualsiasi ritenuta ragionevole pretesa di disporre – di se stessi o degli altri – in maniera definitiva. Il controllo – benché illusorio – che si credeva di esercitare, sfugge; quel che sembrava di aver raggiunto e ragionevolmente ottenuto, a prezzo magari di tanta fatica, si dissolve e quel che emerge è l’uomo,...

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La figura di George Meredith, visivamente parlando, è nota per essere stata immortalata nel celebre dipinto del pittore preraffaellita Henry Wallis, La morte di Chatterton, che ritrae il giovanissimo poeta Thomas Chatterton riverso sul letto dopo aver ingerito una fiala di arsenico: Meredith fu utilizzato da Wallis come modello. Più tardi divenne invece noto come romanziere e poeta, descrivendo nelle proprie opere – in particolare nella prosa – le caratteristiche della società inglese vittoriana. Nato...

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L’opera che, nel panorama della letteratura trecentesca, inaugura un vero e proprio genere – quello dei “libri di viaggio” – è sicuramente Il Milione di Marco Polo. Nata durante gli anni di prigionia che seguirono alla cattura di Marco Polo, nel corso di uno scontro navale fra Veneziani e Genovesi, l’opera fu dettata a Rustichello da Pisa il quale scrisse utilizzando la lingua più diffusa del tempo (dopo il latino): la lingua d’oil. Conosciuto inizialmente...

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Il Settecento fu il secolo preparatore, letterariamente parlando, di molte tendenze poetiche e artistiche che si sarebbero affermate nel secolo successivo. La poesia di inizio XVIII secolo ebbe tra i propri protagonisti soprattutto il poeta Alexander Pope, tanto che si parla del cosiddetto “neoclassicismo popiano”, ovvero di un poetare intellettualistico e quasi schiavo delle regole e del decoro. La seconda parte del secolo vide invece un mutare di questo atteggiamento attraverso lo sviluppo di una...

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Vi è uno scrittore duecentesco che è stato paragonato ad alcuni altri del secondo Ottocento per temi piuttosto simili: la propensione al vizio nella propria condotta e il relativo compiacimento, la scelta di una vita misera ed errabonda. Figure tipiche di questo “maledettismo” sono infatti scrittori come Charles Baudelaire, Paul Verlaine, Arthur Rimabaud e ancora, in Italia, il gruppo degli Scapigliati cui facevano parte figure quali Emilio Praga, Igino Ugo Tarchetti, Arrigo Boito. Stiamo parlando...

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«Ecco, immagina che una voce, corporea, cominci a risuonare, risuona, risuona ancora, ed ecco cessa, è già tornato il silenzio, la voce è passata, non c’è più voce ormai. Era futura, prima di risuonare, e non si poteva misurarla, perché non era ancora, come non si può ora, perché non è più. […] Come si potrà misurala allora? Eppure misuriamo il tempo: non quello che non è ancora, né quello che non è più, né...

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«Ho avuto dei compagni, ho avuto degli amici»: così esordisce una delle poesie più celebri di Charles Lamb, ma anche una delle più rappresentative della sua difficile esistenza. Da questo componimento traspare una solitudine irrimediabile, accumulata negli anni per la perdita delle persone più care. Charles Lamb – poeta romantico contemporaneo di Wordsworth e Coleridge – nacque a Londra nel 1775, nella famiglia di John ed Elizabeth Field Lamb, che ebbero molti figli ma –...

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Quando si pensa a un classico – specialmente se latino o greco – non si può fare a meno di pensare alla pedanteria, quasi fino a sentirla sulla schiena pronta a ingobbirci, a schiacciarci; avviene anche ai più colti: quando venne proposto a Paul Valéry di tradurre le Bucoliche durante gli anni del secondo conflitto bellico, egli inizialmente replicò così:   La vita pastorale mi è estranea e mi sembra noiosa. L’attività agricola esige esattamente...

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Giuseppe Gioacchino Belli nasce a Roma nel 1791 e conduce un’esistenza difficile e stentata, salvo la parentesi matrimoniale con una ricca vedova che lo finanzia e gli consente una vita agiata. Caratterizzato da una personalità alquanto ambigua, quasi sdoppiata: da un lato il rigido conservatorismo che lo sospinge verso una produzione poetica in lingua e un orientamento politico reazionario e di conformismo verso il potere rappresentato, a Roma, dal Papa e dalla Chiesa; dall’altro la vasta...